
Israele: appello di Netanyahu agli iraniani, “liberatevi dalla tirannia”

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha rivolto un messaggio diretto agli iraniani, sostenendo che il futuro del loro Paese dipende dalla popolazione stessa. «La nostra aspirazione è portare il popolo iraniano a liberarsi dal giogo della tirannia», ha dichiarato durante una visita al Centro operativo nazionale per le emergenze sanitarie.
«Alla fine dipende da loro», ha aggiunto il premier, affermando che le operazioni militari israeliane stanno già infliggendo duri colpi alla leadership iraniana.
Intanto, mentre il suono delle sirene scandisce le giornate degli israeliani – riferisce il portale Moked/Pagine Ebraiche -, il sistema scolastico si prepara a una riapertura graduale e differenziata a partire da mercoledì, dopo giorni di chiusura imposti dallo stato di emergenza. Il piano presentato dal ministero israeliano dell’Istruzione prevede che il ritorno alle lezioni in presenza avvenga solo nelle aree che il Comando del Fronte Interno classificherà come “zone gialle”, dove il rischio di attacchi missilistici è considerato relativamente più basso, e negli istituti dotati di adeguate infrastrutture di protezione. La decisione finale sull’apertura resterà comunque alle autorità locali, che dovranno valutare le condizioni di sicurezza e la disponibilità delle strutture.
La partecipazione alle lezioni non sarà obbligatoria. Il ministro dell’Istruzione Yoav Kisch ha spiegato che i genitori potranno decidere di non mandare i figli a scuola senza conseguenze sul registro delle assenze, mentre agli insegnanti verrà chiesta flessibilità nella gestione delle lezioni.
Anche le università stanno rivedendo il calendario accademico. Dopo il rinvio dell’inizio del secondo semestre, diversi atenei stanno valutando l’avvio delle attività a distanza, mentre alcune istituzioni hanno deciso di rimandare ulteriormente la ripresa delle lezioni. L’Università di Tel Aviv, ad esempio, ha annunciato che riaprirà solo dopo la festività di Pesach.
Un sondaggio condotto dall’Unione nazionale degli studenti fotografa le difficoltà di questo periodo: l’82% degli studenti afferma di non riuscire a concentrarsi nello studio, mentre i riservisti non hanno potuto sostenere gli esami previsti.
[Fonte e Foto: Moked/Pagine Ebraiche]



