
Carenza di personale sanitario: la sfida dell’Africa per il 2030

Secondo l’ultimo report di Africa CDC per una copertura sanitaria universale servono oltre 6 milioni di nuovi professionisti. Ma la maggior parte dei paesi investe ancora meno del 10% dei bilanci nazionali nella sanità. Il rapporto evidenzia come le perdite economiche siano di gran lunga superiori ai potenziali investimenti. Il “turismo medico” verso l’esterno costa al continente circa 2,4 trilioni di dollari, con l’emigrazione di medici e infermieri che provoca un danno stimato di altri 1,4 trilioni di dollari. Ne riferisce Nigrizia, la rivista dei Missionari Comboniani.
L’Africa si trova di fronte a un bivio cruciale per la sostenibilità dei propri sistemi sanitari. Secondo l’ultimo rapporto dell’ufficio africano del Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie (Africa CDC), il continente necessita di un incremento massiccio di professionisti per garantire il benessere della sua popolazione e la sicurezza sanitaria globale.
Il documento, elaborato nel quadro del Patto africano sul personale sanitario, delinea una strategia per colmare un gap che rischia di compromettere gli obiettivi di sviluppo sostenibile.
Obiettivo 6 milioni di medici
Il dato più allarmante riguarda la forza lavoro attuale: entro il 2030, l’Africa avrà bisogno di 6,1 milioni di professionisti sanitari aggiuntivi per raggiungere i target della Copertura sanitaria universale (CSU).
Al momento, la densità di medici, infermieri e ostetriche rimane ben al di sotto delle soglie necessarie; basti pensare che la densità ideale calcolata per il contesto africano è di circa 66,41 operatori ogni 10mila abitanti per coprire il 70% dei servizi essenziali.
Il peso del turismo medico
Un aspetto critico analizzato dal rapporto riguarda le perdite economiche derivanti dalla debolezza delle infrastrutture locali. La Banca africana di sviluppo (AfDB) stima che il “turismo medico” verso l’esterno costi al continente circa 2,4 trilioni di dollari. Investire nel personale sanitario non è quindi solo una questione di salute pubblica, ma una necessità economica per evitare la fuga di capitali e risorse verso strutture estere, trattenendo il valore aggiunto all’interno dei confini africani.
L’impatto della migrazione sanitaria
Il fenomeno dell’emigrazione dei medici e degli infermieri rappresenta una ferita aperta. Il modello di analisi dell’Africa CDC valuta l’impatto di queste partenze non solo in termini di vite umane perse, ma anche come spreco di investimenti educativi.
Ogni professionista che lascia il continente porta con sé il costo della formazione primaria, secondaria e superiore sostenuto dal proprio paese d’origine. Il rapporto stima un tasso di emigrazione medio del 3%, un dato che, avverte, potrebbe essere largamente sottostimato e che incide pesantemente sulla resilienza dei sistemi nazionali. Con una perdita economica di 1,4 trilioni di dollari.
Scenari per il futuro
Per affrontare la crisi, il rapporto propone tre modelli di investimento.
Lo scenario “ambizioso” punta a una copertura sanitaria del 100% entro il 2063, richiedendo una pianificazione rigorosa che parta dall’aumento delle iscrizioni nelle facoltà di medicina e nelle scuole professionali.
Le categorie identificate come prioritarie includono medici specialisti, tecnici di laboratorio, ingegneri biomedici ed epidemiologi da campo, figure essenziali per la preparazione alle future pandemie. Il costo stimato è di 20mila miliardi di dollari, mentre i benefici diretti sarebbero di 410 trilioni di dollari.
Lo scenario di mezzo prevede una crescita “moderata” per arrivare al 70% della copertura sanitaria universale, con una spesa che si aggira attorno ai 15mila miliardi di dollari. In questo caso i vantaggi diretti sono stimati in 266,4 trilioni di dollari.
Infine l’opzione definita di “status quo”, che estende le tendenze attuali, con una spesa prevista di 5mila miliardi di dollari, a fronte di vantaggi diretti pari a 45,2 trilioni di dollari.
Attualmente però, fa notare il report, solo Rwanda, Botswana e Capo Verde hanno raggiunto o superato l’obiettivo di destinare il 15% dei bilanci nazionali alla sanità.
[Fonte e Foto: Nigrizia]



