Economia: continua il ritiro delle banche francesi dall’Africa

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Rapporto dell'agenzia di rating Fitch Ratings. Il caso più evidente è quello di Société Générale. Secondo l’agenzia il disimpegno dovrebbe avvantaggiare soprattutto i gruppi regionali africani emergenti come Vista Group e Coris Bank. Ne riferisce Nigrizia.

L’accelerazione del ritiro delle banche francesi dall’Africa apre nuove prospettive di crescita per i gruppi bancari emergenti panafricani sia organicamente che attraverso fusioni e acquisizioni. È la  stima dell’agenzia di rating Fitch Ratings in un report pubblicato il 26 aprile 2024.

L’analisi, intitolata L’uscita delle banche francesi dall’Africa per stimolare la crescita e la concorrenza delle banche locali,  ricorda che il gruppo francese Société Générale ha annunciato il 12 aprile la vendita della sua filiale marocchina al conglomerato locale Saham Group.

Dismissione anche in Tunisia

Negli ultimi sei mesi, Société Générale aveva concluso anche altre transazioni che prevedevano la vendita di diverse sue filiali nell’Africa subsahariana, e avviato una revisione strategica per cedere la sua partecipazione del 52,34% nell’Unione internazionale delle banche (UIB), la sua banca tunisina.

Queste operazioni di disimpegno non sono le sole tra le banche francesi negli ultimi anni. Anche la presenza dei gruppi BNP Paribas, BPCE e Crédit Agricole nel continente si è notevolmente ridotta negli ultimi dieci anni.

Novità anche nei prossimi due anni

Fitch Ratings afferma che sono attesi ulteriori disinvestimenti nei prossimi due anni. E questo disimpegno, sostiene la società di rating, non può che portare frutti attraenti per gli istituti di credito locali e per le banche regionali in Africa. Le definisce «opportunità significative» per le imprese «nonostante alcune sfide a breve termine».

«Alcuni gruppi bancari con ambizioni panafricane dovrebbero alla fine acquisire dimensioni sufficienti per competere con istituzioni di lunga data. Nel 2023, il gruppo Vista ha acquisito diverse banche nell’Africa subsahariana, tra cui alcune filiali di Société Générale, aumentando la sua presenza africana a 16 paesi. Coris Bank, già presente in 11 paesi africani, ha completato a gennaio l’acquisizione della filiale ciadiana di Société Générale ed è in attesa dell’approvazione normativa per acquisire la filiale mauritana della stessa banca. Vista e Coris Bank emergono ora come concorrenti credibili degli affermati gruppi bancari panafricani del Sudafrica, della Nigeria e del Marocco», spiega l’agenzia.

La spinta concorrenziale

Fitch Ratings ha inoltre indicato che una maggiore concorrenza tra i gruppi bancari panafricani dovrebbe stimolare la crescita del credito. Soprattutto perché le filiali delle banche francesi non sono tradizionalmente in grado di rivolgersi a determinati segmenti di mercato, a causa del loro approccio conservativo alla propensione al rischio.

Anche se non mancano i problemi segnalati. Ad esempio è improbabile che le banche locali abbiano gli stessi livelli di liquidità in valuta estera che le banche francesi globali avrebbero fornito, «il che potrebbe perturbare le rimesse transfrontaliere, i pagamenti e la finanza commerciali».

Le ragioni, anche politiche, della ritirata

Ci sono diverse ragioni per la “ritirata” delle banche francesi. Le riforme globali della regolamentazione bancaria – note come Basilea III – obbligano le banche a mantenere riserve di liquidità più elevate da poter utilizzare in tempi di difficoltà economica. Ciò ha ridotto la quantità di capitale disponibile per gli investimenti all’estero, in particolare nelle regioni ad alto rischio come l’Africa.

Ma per Fitch Ratings ci sarebbero anche ragioni politiche per le dismissioni delle banche transalpine. Tra i fattori citati, il declino dell’influenza politica di Parigi nel Sahel.

[Questo articolo è stato pubblicato sul sito di Nigrizia, al quale rimandiamo; Photo Credits: Nigirizia]