IL LIBRO / Mozambico: testimonianze e un modello di pace in ‘Xirico’ di Nelson Moda

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«Dobbiamo credere che anche quando si combatte accanitamente e un muro di odio separa i contendenti, la pace sia sempre possibile. Bisogna tener vivo il desiderio della pace, una giustizia che non si può negare ai popoli. Mai rinunciare a essa. […] La storia della guerra civile e non convenzionale in Mozambico mostra, trent’anni dopo, come la pace sia sempre possibile. Non solo in Mozambico, ma ovunque.»

Un invito alla pace, sempre necessaria e unica via perseguibile, viene proposto da Andrea Riccardi, storico e fondatore della Comunità di Sant’Egidio, già autore del recente libro Il coraggio della pace (Scholé), nella Prefazione al nuovo saggio Xirico. Voci di pace in Mozambico, di Nelson Moda, pubblicato da Editrice Morcelliana, nella collana “Cieli Aperti”, da venerdì 17 aprile in libreria (pp. 176, € 16). 

Il titolo del libro, Xirico, si ispira al nome di un uccellino tipico dell’Africa orientale, ma anche alle apparecchiature radio realizzate in Mozambico con aiuto dei tedeschi della DDR: principale strumento di comunicazione e prima radio per molte famiglie africane.

Il testo ripercorre la terribile guerra civile mozambicana durata 16 anni, dal 1977 al 1992, rea di aver causato più di un milione di vittime, e conclusa grazie a sofferti negoziati che hanno portato all’Accordo generale di Pace firmato a Roma il 4 ottobre 1992, frutto degli incontri avviati attraverso il canale della diplomazia e della mediazione della Comunità di Sant’Egidio e del giovane Matteo Zuppi, ai tempi sacerdote, oggi cardinale e Arcivescovo di Bologna.

A trent’anni dagli accordi di pace che hanno sancito la fine del conflitto, Nelson Moda – responsabile della Comunità di Sant’Egidio in Mozambico, editorialista e docente presso l’Università Cattolica del Mozambico –  ricostruisce le dinamiche politiche e militari, il contesto internazionale, le interferenze nel conflitto e l’evoluzione del processo negoziale, attraverso 250 interviste che riportano le testimonianze dirette, le sofferenze e le speranze di uomini e donne che hanno visto con i propri occhi i massacri della guerra civile mozambicana, ribadendo come la pace sia l’unica alternativa possibile. 

Viene così data voce ai diretti protagonisti di questo terribile conflitto fratricida, iniziato all’indomani dell’indipendenza del Paese per secoli colonia portoghese, generato da tensioni di lunga data.

Un’occasione per riflettere, una testimonianza unica sul valore della pace in un tempo di rassegnazione alla guerra come compagna inevitabile della storia, con la prospettiva di continuare ad alimentare la memoria e dare voce a chi ha sperimentato sulla propria pelle cosa significa vivere in tempi di guerra: il   Mozambico si pone come modello di dialogo, speranza e fiducia, unica via possibile per costruire la pace.

In Mozambico sedici anni di guerra civile (1977-1992) hanno causato almeno un milione di morti. Il libro ricostruisce, dall’interno, le dinamiche politiche e militari, il contesto internazionale, le interferenze nel conflitto e l’evoluzione del processo negoziale, conclusosi con l’Accordo generale di pace firmato a Roma. Ma soprattutto dà voce ai mozambicani interrogando la gente che ha vissuto in quegli anni: circa 250 interviste su tutto il territorio nazionale, a persone di estrazione sociale differente, donne e uomini, bambini e giovani, militanti del Frelimo e della Renamo allora in lotta, maestri di scuola, missionari, religiosi. Una testimonianza sul valore della pace in un tempo di rassegnazione alla guerra come compagna inevitabile della storia.

[Foto: Morcelliana]