Il Papa, "grave crisi umanitaria in Somalia, la comunità internazionale intervenga"

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CITTA' DEL VATICANO, 21 SETTEMBRE - La grave situazione umanitaria in Somalia è stata al centro di un appello di Leone XIV all'Angelus domenicale di ieri in Piazza San Pietro.

Il Papa ha detto di seguire "con grande preoccupazione la crisi umanitaria in atto in alcune zone della Somalia, dove episodi di violenza e fenomeni climatici estremi stanno aggravando le già precarie condizioni di vita della popolazione, in particolare di donne e bambini".

"Auspico un generoso coinvolgimento della comunità internazionale, affinché non manchi a questi nostri fratelli e sorelle l’assistenza necessaria", ha aggiunto il Pontefice.

Il Paese del Corno d'Africa sta affrontando l’ennesima prolungata siccità, sottolinea Vatican News. Un’emergenza umanitaria che mette a rischio la vita di milioni di persone, tra cui quasi due milioni di bambini e bambine, rimasti senza né acqua né cibo a sufficienza. Nel complesso, denunciano le organizzazioni umanitarie internazionali, quasi 6 milioni di somali e somale affrontano oggi una fame acuta. Un numero raddoppiato rispetto all'inizio del 2025. Una grave siccità colpisce alcune zone del nord, cui si aggiungono conflitti e sfollamenti e, sulla scia della guerra in Iran, l’aumento dei costi del carburante e dei fertilizzanti.

Fin dal maggio scorso, la situazione in Somalia veniva data in peggioramento rispetto alle previsioni, con 6 milioni di persone, circa un quarto della popolazione, che affrontano livelli elevati di insicurezza alimentare acuta, di cui 1,9 milioni in situazione di emergenza (Fase 4) e con il rischio di carestia nel distretto di Burhakaba, nello stato federale di Southwest.

Le previsioni parlavano inoltre di quasi 1,88 milioni di bambini che avrebbero avuto bisogno di cure per malnutrizione acuta nel corso dell’anno.

Un deterioramento dovuto a un mix di concause - spiegava Nigrizia -, tra cui la scarsità di precipitazioni, i forti aumenti dei prezzi dei prodotti alimentari per il conflitto in Medio Oriente, la svalutazione della valuta e gli sfollamenti causati dalle attività di contrasto al movimento jihadista al-Shabaab.

In Somalia le stime parlano di un numero di sfollati interni che si aggira tra 3,3 e quasi 4 milioni di persone, oltre l’80% dei quali sono donne e bambini.

Il PAM (Programma alimentare mondiale) avverte che la situazione è simile a quella vista con la crisi del 2022, quando la Somalia si è trovata sull’orlo della carestia prima che un massiccio intervento umanitario contribuisse a scongiurare la catastrofe.

Ma la carenza di finanziamenti ha già costretto il PAM a interrompere l’assistenza alimentare di emergenza in 30 distretti e ad una drastica diminuzione del numero di centri sanitari sostenuti, passati da 600 nel 2025 a 120 quest’anno.

L’agenzia dell’ONU ha dichiarato di avere urgente bisogno di 131 milioni di dollari per continuare a sostenere le persone più vulnerabili almeno fino a ottobre.

[Foto: Vatican Media]