
Sudan: l’esercito riconquista l’arteria commerciale El Obeid-Khartoum

L’autostrada garantisce un collegamento terrestre tra il Kordofan Settentrionale e la capitale. Le forze armate lanciano una nuova offensiva per riconquistare l’intero settore centro-meridionale del paese fino al confine con la Repubblica Centrafricana e respingere le milizie RSF verso il Darfur. Il servizio di Nigrizia.
Importante svolta nel conflitto che da oltre tre anni devasta il Sudan in una delle più dimenticate guerre e delle più gravi crisi umanitarie in corso nel pianeta.
Dopo giorni di aspri combattimenti, il 26 luglio le Forze armate sudanesi (SAF) e i loro alleati hanno annunciato la piena riconquista di tutta l’autostrada che collega Khartoum alla capitale dello stato del Kordofan Settentrionale, El Obeid, sotto assedio da mesi da parte delle milizie Forze di supporto rapido (RSF).
Si tratta di un’arteria vitale per il commercio, per le esportazioni e per l’approvvigionamento delle truppe, di cui gran parte dei suoi 350 chilometri erano rimasti sotto il controllo delle RSF fin dai primi mesi del conflitto, scoppiato il 15 aprile 2023.
Per le SAF riprenderne il controllo totale significa mettere in sicurezza il fianco orientale di El Obeid, garantire un collegamento terrestre tra il Kordofan Settentrionale e la capitale, e ampliare il perimetro difensivo a ovest di Khartoum.
Ma anche assicurarsi che l’oro estratto nel Kordofan Meridionale, controllato dall’esercito, possa essere esportato senza rischi, garantendo così introiti vitali per l’economia di guerra.
L’obiettivo ora, per le SAF, è mantenere il controllo di El Obeid – dove fonti locali riferiscono a Radio Dabanga che i combattimenti continuano e la strada per l’export resterebbe bloccata – e spingere le RSF a ritirarsi sempre più verso ovest.
Visitando le truppe all’indomani della vittoria, accompagnato dal governatore del Darfur e capo di una fazione del Sudan Liberation Army (SLA) Minni Arko Minnawi e dal leader delle milizie Shield Forces (SSF) Abu Agla Keikel, il comandante in capo dell’esercito Abdel Fattah al-Burhan (nella foto), galvanizzato dai successi, ha ordinato alle forze militari di lanciare un’offensiva su vasta scala per riconquistare l’intero settore centro-meridionale del paese fino al confine con la Repubblica Centrafricana.
SAF e alleati intendono dunque avanzare nel Kordofan Settentrionale e Occidentale per poi attaccare le roccaforti delle RSF nel Darfur, regione quasi totalmente controllata dalla milizia.
Sul fronte opposto il leader delle RSF, Mohamed Hamdan Dagalo, alias Hemeti, ha invece dichiarato che i comandanti sul campo avranno ora piena autonomia per avviare operazioni offensive senza dover attendere ordini da parte del comando centrale.
Una mossa che potrebbe rivelarsi controproducente e che aumenta il rischio di abusi e crimini contro la popolazione.
Hemeti ha anche vietato ai combattenti di fare riprese video durante le operazioni militari, avvertendo che chiunque violi il divieto sarà considerato un collaboratore del nemico. Il timore è che attraverso i filmati diffusi sui social media le postazioni possano essere più facilmente individuate, ma anche, più probabilmente, che i crimini contro i civili commessi dai suoi uomini possano essere documentati, come già accaduto con i massacri dello scorso ottobre a El Fasher.
[Fonte e Foto: Nigrizia]


