Cile: i vescovi, “la violenza vero flagello, serve un'adeguata politica migratoria”

Condividi l'articolo sui canali social

I vescovi della Conferenza episcopale cilena, riuniti nella 129ª Assemblea plenaria tenutasi tra il 15 e il 19 aprile 2024, hanno pubblicato diffuso un messaggio, inviato al Sir, in cui invitano la comunità ecclesiale e tutte le persone di buona volontà del Paese a vivere la gioia della Risurrezione con “speranza, solidarietà e rispetto”.

Nel testo, i vescovi invitano a continuare a vivere la sinodalità, a pregare per le vocazioni sacerdotali, a generare spazi di sana convivenza di fronte all’insicurezza, al rispetto dei migranti senza discriminazioni, alla ricerca di accordi politici che evitino un’ulteriore polarizzazione nel Paese, ed esprimono la loro preoccupazione per i casi di corruzione nelle istituzioni pubbliche e private.

Particolare preoccupazione viene espressa per la violenza e la criminalità organizzata, osservando che: “Il grave problema dell’insicurezza che i cittadini si trovano ad affrontare, che colpisce indistintamente tutti i settori sociali, è un flagello dalle conseguenze imprevedibili”. Alla luce di ciò, invitano la società a lavorare insieme per recuperare una convivenza sana e dignitosa: “Che nelle nostre case, nei nostri quartieri, nelle nostre comunità e nelle nostre città si possa raggiungere un rapporto armonioso e più umano in cui nessuno si senta escluso, ma piuttosto valorizzato e rispettato”.

I vescovi hanno fatto riferimento anche alla situazione dei migranti, affermando che essi sono la voce di Dio che ci interpella oggi. Per questo motivo, ci invitano ad accoglierli e a riconoscere Cristo stesso in loro, evitando qualsiasi tipo di discriminazione e rifiuto arbitrari. Per questo ribadiscono che “la mancanza di un’adeguata politica migratoria e le difficoltà di coordinamento tra le autorità dei Paesi coinvolti, hanno generato sofferenza sia nelle comunità di immigrati che in quelle di accoglienza, producendo anche atteggiamenti xenofobi e discriminatori in parte della popolazione cilena, che distorcono l’immagine positiva che la maggior parte degli immigrati lascia con il proprio lavoro e il proprio contributo alla società”, mettendo in guardia sulla rigidità dell’attuale legge sulla migrazione e sugli stranieri, che non consente la regolarizzazione di coloro che sono già nel Paese e desiderano legittimamente rimanere.

In vista delle prossime elezioni regionali, i vescovi invitano a una partecipazione rispettosa e alla ricerca di accordi politici e sociali che favoriscano il bene comune della nazione, chiedendo “di non cadere in squalifiche e polarizzazioni che ci portano solo a dividerci e ci impediscono di costruire un Paese per tutti”.

(Questo articolo è stato pubblicato sul sito del Sir, al quale rimandiamo; Photo Credits: Conferenza episcopale cilena)