LA TESTIMONIANZA/ Parrocchia cattolica a Minneapolis, “qui Trump vuole creare il terrore, mai avremmo immaginato di finire in questa situazione surreale”

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L’amministratore della basilica di St. Mary a Tra Cielo e Terra, “le persone arrestate dall’ICE non sono immigrati violenti. Sono immigrati legali. E così viene creata artificialmente un’atmosfera di paura. Ed è per questo che la gente non osa uscire di casa. In particolare le persone di colore”.

Di Antonella Palermo

“La situazione è molto difficile. Oggi a messa pregheremo in particolare per la pace e perché torni la calma. E pregheremo per le persone che hanno paura e per quelle che sono state uccise”. Raggiunto a Minneapolis proprio mentre nella città del Minnesota imperversano le proteste per l’uccisione dell’infermiere 37enne Alex Pretti da parte di un agente della Border Patrol, parla a Tra Cielo e Terra Johan van Parys, Ph.D., direttore generale dei ministeri e di Liturgia e Arti Sacre nella basilica cattolica di St. Mary, la prima ad essere istituita negli Stati Uniti. Laico incaricato di supervisionare tutto il lavoro pastorale della chiesa, compreso l’impegno, molto spiccato, a favore delle persone emarginate e degli immigrati, riferisce lo stato di sconcerto e terrore che vive la comunità dinanzi alla brutale pressione innescata da Donald Trump contro i presunti clandestini, e anche contro chi si oppone.

Sono giorni di massima tensione, racconta il dottor Van Parys, di origine belga, da trent’anni a Minneapolis. All’indomani della vicenda shock di Alex Pretti – che peraltro segue di pochi giorni l’uccisione dell’altra 37enne Renée Nicole Good da parte dell’ICE – la città è in preda a un caos crescente. Tim Walz, governatore del Minnesota, costretto a far scendere in campo la Guardia nazionale, confida nelle immagini messe in rete che stanno smentendo la versione fornita dal dipartimento di Sicurezza interna il quale aveva parlato di reazione di un agente che si era sentito in pericolo di vita.

Nella comunità cattolica di St. Mary opera l’Immigrant Support Ministry (ISM), un gruppo di volontariato che assiste rifugiati, richiedenti asilo e migranti. Non si tratta solo di offrire un aiuto nell’emergenza ma di “coltivare relazioni a lungo termine con i nostri nuovi vicini in Minnesota, offrendo assistenza finanziaria e altri tipi di supporto e fornendo istruzione e sostegno a coloro che serviamo”, si legge sul sito della basilica. L’atteggiamento di inclusione e apertura, insieme ai valori della giustizia sociale e dell’uguaglianza trovano espressione anche in molte opere d’arte contemporanea qui custodite o che qui hanno transitato come il secondo calco di Angels Unawares, del noto scultore canadese Timothy Schmalz, raffigurante decine di migranti di ogni epoca e provenienza su una barca – il primo è in piazza San Pietro, in Vaticano, per volontà di papa Francesco a cui era stato donato dall’autore – che è stato esposto cinque anni fa negli spazi antistanti la basilica.

“Gli immigrati, molti dei quali sono cattolici, non osano uscire di casa. Restano nelle loro abitazioni. Non vanno al lavoro. Non vanno a scuola. Non vanno in chiesa perché hanno paura di essere arrestati”, racconta Van Parys. “Noi cerchiamo di aiutarli portando loro cibo e denaro, perché non possono lavorare, non vengono pagati e non possono pagare l’affitto”. Ricorda la giornata di protesta di venerdì: “Alla gente è stato chiesto di non andare al lavoro, c’erano circa un migliaio di leader religiosi, cattolici ma anche di altre confessioni, che sono venuti da diverse parti degli Stati Uniti a Minneapolis per pregare per la pace. Ci sono state anche diverse funzioni interreligiose in cui ebrei, musulmani e cristiani si sono riuniti per pregare per la pace”. Johan era tra coloro che facevano parte del servizio per la preghiera interconfessionale: “La manifestazione ha visto una grande protesta di migliaia di persone. È stata molto pacifica, molto rispettosa. In tantissimi hanno marciato. Qui fa molto freddo, ci sono circa 30 gradi sotto zero. Eppure, la gente è scesa in strada e ha marciato chiedendo pace e tranquillità”.

Riferisce, sconvolto, degli arresti di un centinaio di capi religiosi di diverse confessioni, che davanti all’aeroporto di Minneapolis si erano fermate a pregare collettivamente perché ritenevano fossero in corso deportazioni di stranieri. Sottolinea quanto Minneapolis sia una città “bellissima, tranquilla, accogliente, con molti immigrati. È molto accogliente. E noi amiamo la nostra città. Quindi tutto quello che sta accadendo ora era inimmaginabile anche solo sei mesi fa”.

“Trump dice che vuole che tutti gli immigrati violenti siano allontanati dagli Stati Uniti. Tuttavia, le persone che vengono arrestate non sono persone immigrate violente. Sono immigrati legali. E così viene creata artificialmente un’atmosfera di paura. Ed è per questo che la gente non osa uscire di casa. In particolare le persone di colore”.

Intanto il governatore Walz, dopo l’ennesima sparatoria descritta come “raccapricciante” compiuta dagli agenti federali, ha chiesto al presidente americano di porre fine a quella che lui definisce una operazione “ripugnante”. Dal canto suo, Trump ha accusato il sindaco della città e lo stesso governatore di non collaborare con l’ICE e addirittura di “incitare all’insurrezione con la loro retorica pomposa, pericolosa e arrogante”. Van Parys ammette che non è la prima volta che viene chiesto di interrompere questo schieramento paramilitare: “Ma, sapete, non è finita. Al contrario, sono stati inviati altri agenti. Quindi ora ce ne sono circa 3.000 di agenti dell’ICE qui a Minneapolis, che è un numero molto elevato. Spero quindi che il presidente Trump ascolti il governatore. Anche il sindaco della città ha fatto la stessa richiesta. Staremo a vedere. Il fatto è che temo che non li ascolterà”.

Per fortuna, prosegue l’operatore pastorale, nessuna intimidazione è stata finora attuata nella chiesa di St. Mary: “Ma c’è una parrocchia non lontano da qui, anch’essa cattolica, dove la maggior parte dei fedeli sono immigrati. E l’ICE è andata in quella chiesa”. La preoccupazione più forte è per i bambini: “Sappiamo che almeno in questi ultimi tre giorni un bambino è stato arrestato con suo padre e che anche una bambina, addirittura di due anni, è stata arrestata con suo padre. Sono stati portati in un luogo speciale dove, secondo il governo del Minnesota, non vengono trattati bene. Ma ovviamente non possiamo sapere nulla”.

L’appello è per la comunità internazionale: “Spero che ci sostenga con le sue preghiere e si schieri dalla nostra parte, dalla parte di chi come noi cerca di vivere il Vangelo e la dottrina sociale della Chiesa, secondo cui ogni essere umano è creato a immagine di Dio e deve essere trattato con rispetto. È proprio questo che chiediamo: che tutti siano trattati con rispetto”.

Negli Stati Uniti gran parte del mondo cattolico ha sostenuto Donald Trump nella sua rielezione alla Casa Bianca. Alla domanda se le cose stanno ancora così Johan Van Parys risponde: “i cardinali di Chicago, Newark e Washington sono stati molto chiari circa il fatto che tutto quello che sta accadendo è contro l’insegnamento sociale cattolico”.

[Foto: Flickr/Tony Webster/CC BY-SA 2.0 Deed, Basilica of St. Mary]