
Missionario francese, “in Venezuela si rischia un’ondata di violenza”

Padre Engel a Vatican News, “possibili scontri, pregate per il Paese”.
CITTA’ DEL VATICANO, 03 GEN – “Fino a poco tempo fa, le molte persone che conosco in Venezuela, con cui sono in contatto quotidiano, sospettavano che stesse per succedere qualcosa. Ma non vivevano in eccessiva ansia, perché erano scarsamente informati a causa della mancanza di informazioni libere e della censura delle principali piattaforme di social media in Venezuela. Chi aveva accesso alle informazioni attraverso altri mezzi, perché in contatto con gli Stati Uniti o l’Europa, era, bisogna dirlo, in trepidante attesa di questo momento”. E’ quanto afferma il missionario francese Georges Engel, che ha prestato servizio in Venezuela per circa vent’anni ed è stato parroco di Nostra Signora dell’Assunzione a Caracas, in un’intervista alla pagina francese di Vatican News sulle ore d’incertezza nel Paese dopo la caduta di Nicolás Maduro a seguito dell’operazione delle forze speciali Usa.
Raggiunto a Madrid, dove è bloccato dallo scorso novembre, quando avrebbe dovuto volare in Venezuela, padre Engel non nasconde la sua apprensione. In un paese povero e fortemente polarizzato, un’ondata di violenza è una possibilità concreta, poiché il regime è ormai allo stremo, teme il missionario ‘fidei donum’.
“In questa difficile situazione, è probabile che si verifichino scontri con coloro che finora hanno beneficiato di immensi privilegi da parte del governo, penso in particolare alle brigate rivoluzionarie create dall’ex presidente Chávez.
Questi gruppi avranno grandi difficoltà ad adattarsi a questi inevitabili cambiamenti nelle loro circostanze”, osserva. Mentre i militari controllano il paese e le sue risorse, sono i ‘collectivos’ a preoccupare maggiormente il sacerdote. Ispirati dalla Rivoluzione cubana, questi gruppi costituiscono il braccio armato del regime nei quartieri popolari, posti direttamente sotto l’autorità del Ministro degli Interni Diosdado Cabello.
“Questi gruppi sono agenti radicali della Rivoluzione Bolivariana e hanno il potere assoluto nei quartieri”, spiega Padre Engel. Poche ore dopo la cattura del presidente Maduro da parte delle forze statunitensi, queste bande di motociclisti hanno organizzato una manifestazione nel centro di Caracas, non lontano dal palazzo presidenziale.
Con il futuro del Paese ormai incerto, padre Engel riflette sul contributo che la Chiesa può dare in questa nuova fase. “La Chiesa cattolica in Venezuela è sempre stata al fianco dei poveri e dei vulnerabili”, ricorda, “e il suo ruolo rimane insostituibile in questo Paese, segnato da tanti anni dal narcotraffico e dalla corruzione”. Per il sacerdote, la Chiesa venezuelana è quindi chiamata “a proclamare il perdono e la misericordia con ancora maggiore vigore e forza”.
“In questa situazione, che sarà senza dubbio molto difficile economicamente per il popolo venezuelano, la Chiesa dovrà raddoppiare i suoi sforzi per aiutare i tanti poveri di questo Paese, i malati e i bambini”, aggiunge. “Lo ha sempre fatto e continuerà a farlo”. “Pregate per il Venezuela”, conclude il missionario.
[Questo articolo è stato pubblicato ieri dall’ANSA; Foto: Vatican News]



