Nuovo attacco di Trump a Leone XIV: “il Papa sta mettendo in pericolo molti cattolici”

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“Per lui va benissimo che l’Iran abbia un’arma nucleare”, dichiara il presidente Usa in un’intervista tv, a poche ora dall’arrivo in Vaticano del segretario di Stato Rubio. La replica del Papa: “la Chiesa annuncia il Vangelo. Se qualcuno mi critica, lo faccia con verità”. E ancora: “la Chiesa da anni ha parlato contro tutte le armi nucleari”. Il card. Parolin, “il Pontefice va avanti per la sua strada, nel senso di predicare in ogni occasione il Vangelo e la pace”.

ROMA, 05 MAG – “Penso che stia mettendo in pericolo molti cattolici e molte persone, per lui va benissimo che l’Iran abbia un’arma nucleare”. Così Donald Trump durante un’intervista con Hugh Hewitt sul canale televisivo cattolico-conservatore Salem News Channel è tornato a criticare Papa Leone.

Pressoché immediata la reazione del Pontefice. “La missione della Chiesa è annunciare il Vangelo, predicare la pace. Se qualcuno vuole criticarmi per annunciare il Vangelo, che lo faccia con la verità”, ha detto in serata papa Leone ai giornalisti uscendo da Villa Barberini, la sua residenza a Castel Gandolfo.

“La Chiesa da anni ha parlato contro tutte le armi nucleari, quindi lì non c’è nessun dubbio”, ha affermato. “Spero semplicemente di essere ascoltato per il valore della parola di Dio”, ha sottolineato Leone XIV, ribadendo di aver “già parlato dal primo momento che sono stato eletto e ormai siamo vicini all’anniversario. Ho detto: pace con voi”.

Sull’incontro con il segretario di Stato Usa, Marco Rubio, in programma la mattina di giovedì 7 maggio, il Papa ha espresso la speranza che sia “un buon dialogo” per arrivare “con fiducia” e “con apertura” a “comprenderci bene”. “Penso che i temi per cui viene non sono quelli di oggi. Vediamo…”, ha aggiunto Leone in riferimento ancora alle esternazioni del presidente degli Stati Uniti.

“Ho sempre pensato che è molto meglio entrare in dialogo rispetto a cercare le armi e aiutare l’industria delle armi, la quale guadagna milioni e milioni di euro, invece di sedersi a tavola, risolvendo i nostri problemi, e utilizzando i nostri soldi per risolvere le problematiche umanitarie, la famiglia, il mondo”, ha concluso il Pontefice.

Le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti sono arrivate a poche ore dalla visita del segretario di Stato Marco Rubio in Vaticano, che, secondo le previsioni della vigilia, avrebbe avuto tra gli obiettivi quello di ricucire i rapporti con la Santa Sede dopo lo scontro tra il Pontefice e Washington delle ultime settimane. Il nuovo attacco di Trump però in parte smentisce questa versione.

Rubio giovedì incontrerà a Palazzo Apostolico papa Leone alle 11.30, quindi in Segreteria di Stato il cardinale Pietro Parolin. A Roma incontrerà venerdì la premier Giorgia Meloni. Lo stesso segretario di Stato americano, in un briefing con i giornalisti alla Casa Bianca, ha fatto presente che “la visita dal Papa era stata programmata prima” degli attacchi di Donald Trump. “E’ ovvio che sono successe delle cose nel frattempo”, ha aggiunto.

“C’è, dunque, molto di cui discutere. Il presidente Trump ha di recente affermato che il Papa sta mettendo in pericolo molti cattolici a causa della sua retorica sulla guerra con l’Iran: non credo che questa sia una descrizione accurata di quanto da lui abbia detto”, ha detto ancora Rubio parlando dalla Casa Bianca. “Credo che ciò che il presidente abbia voluto dire, fondamentalmente, sia che l’Iran non possa dotarsi di un’arma nucleare, poiché la utilizzerebbe contro luoghi in cui risiede un gran numero di cattolici e di cristiani”, ha osservato il segretario di Stato, per il quale, “a tal proposito, il discorso ci riporta al punto centrale” che, pur senza voler parlare “a suo nome”, sia quello di “non riuscire a comprendere perché qualcuno – lasciamo da parte il Papa, il presidente e me stesso – possa ritenere una buona idea che l’Iran arrivi mai a possedere un’arma nucleare. Guardate cosa stanno facendo in questo momento” con lo Stretto di Hormuz.

In altri termini, “stanno tenendo in ostaggio il mondo intero. Hanno bloccato questi marinai – sapete, quelli a bordo delle navi commerciali – che rischiano di morire di fame proprio lì. A loro non importa che tutto ciò stia mandando in crisi le economie di tutto il mondo, persino quelle dei loro stessi alleati”.
Infine, “cosa pensate che farebbero se avessero un’arma nucleare? Terrebbero il mondo in ostaggio proprio con quell’arma nucleare. Questo è ciò che farebbero”, ha concluso Rubio.

“Il Papa va avanti per la sua strada, nel senso di predicare il Vangelo, la pace come direbbe San Paolo” in ogni occasione “opportuna e inopportuna’”. Lo ha detto il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin a margine delle celebrazioni dell’ospedale di San Giovanni Rotondo, rispondendo ai giornalisti sull’ennesimo attacco del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, a Leone XIV. “Anche di fronte a questi nuovi attacchi io non so se il Papa risponderà”, ha proseguito: “probabilmente non avrà occasione di rispondere perché quell’occasione”, lo scorso 13 aprile, “c’era l’incontro coi giornalisti ma la linea rimane quella”.

La tensione tra la Casa Bianca e la Santa Sede torna quindi a farsi alta, ed è difficile dire a fino a che punto la missione di ‘ricucitura’ da parte di Rubio sia effettivamente concordata e a nome del presidente Trump. Reazioni all’ultima uscita del tycoon vengono in Italia anche dalla politica: “il Papa non si discute, si ascolta”, ha commentato il vice premier Matteo Salvini partecipando a un evento a Torre Annunziata. “Gli attacchi nei confronti del Santo Padre, capo e guida spirituale della Chiesa cattolica, non sono né condivisibili né utili alla causa della pace. Ribadisco il sostegno ad ogni azione e parola di Papa Leone, le sue sono testimonianze in favore del dialogo, del valore della vita umana e della libertà. Una visione che condivide anche il nostro Governo, impegnato attraverso la diplomazia a garantire stabilità e pace in tutte le aree dove ci sono conflitti”, ha scritto su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani

Quelle di Trump sul Pontefice “non sono solo falsità, ma un attacco grave e senza precedenti di un capo di Stato al Papa. Non era mai accaduto nella storia. Non posso che ribadire la solidarietà a Papa Leone, che predica la pace. Trump si comporta come un bullo prepotente che non accetta idee diverse dalle sue”, ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein a Tagadà su La 7.

“L’attacco di Trump è stato un boomerang ed è dispiaciuto ai cattolici Usa di ogni orientamento che sono contenti di aver un Papa americano che ha solo svolto la sua missione di opporsi alle guerre. Questo è un problema per la Casa Bianca e Rubio riannoda i fili del dialogo sulle questioni internazionali: Medio Oriente, Ucraina, Cuba, Venezuela”, afferma intanto Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, in un’intervista alla Stampa. “Non si sa – aggiunge – quando inizierà il post-Trump e quale posto vi avrà Rubio, ma è un cattolico per tradizione familiare e più di Vance, è adatto a discutere con la Santa Sede dove sono molto attenti ai dossier latinoamericani come Cuba e il futuro del Venezuela. Ciò per il background di Prevost e l’anima latina della Chiesa Usa”.

Parlando del coinvolgimento della Cina per il perseguimento della pace, Riccardi ricorda che “Rubio conosce bene l’interlocuzione vaticana con la Cina. La Santa Sede verso Pechino non è guidata da calcoli politici, ma da una visione pastorale. Oggi Pechino, che ha voce in capitolo in scenari come l’Iran, è consapevole che la Santa Sede ha un ruolo internazionale. La Cina è un player globale”. La Santa Sede, conclude, “è contraria a una politica muscolare, ai colpi di mano, alla logica del pensare a sé che va dall’egocentrismo personale all’egoismo nazionale. Come se ogni paese debba chiudersi per salvarsi dalla marea del mondo. La Santa Sede crede invece nella diplomazia, nel ritessere”.

[Fonte: ANSA, Vatican News; Foto: Yahoo, Vatican News]