
Cina: mons. Duang Yongkun vescovo coadiutore a Bameng

A pochi giorni da quella di Chilong oggi una nuova ordinazione episcopale nella Mongolia Interna ai sensi dell’Accordo provvisorio tra la Santa Sede e Pechino sulla nomina dei vescovi. Il nuovo presule ha 45 anni e affiancherà mons. Du Jiang ordinato clandestinamente nel 2004 e riconosciuto dal governo nel 2010. Il servizio di AsiaNews, l’agenzia del Pontificio Istituto Missioni Estere.
Una nuova ordinazione episcopale in Cina, ancora in una diocesi della regione autonoma della Mongolia Interna, nel nord del grande Paese. A una settimana da quella del nuovo vescovo di Chilong, avvenuta lo scorso 22 luglio, oggi nella chiesa cattolica di Shanba a Bayannur è avvenuto il rito della consacrazione di mons. Francesco Saverio Duan Yongkun, 45 anni, come vescovo coadiutore della diocesi di Bameng. Il rito – ha specificato una nota della Sala stampa vaticana – è avvenuto ai sensi dell’Accordo provvisorio sulla nomina dei vescovi dopo che la nomina era stata approvata da papa Leone XIV il 15 giugno, lo stesso giorno di quella di mons. Giuseppe Chang Yanfeng.
Nel caso di Bameng non si tratta di una diocesi vacante: il nuovo vescovo andrà infatti ad affiancare come coadiutore (quindi con diritto di successione) l’attuale pastore mons. Mattia Du Jiang, che ha solo 63 anni e – dopo essere stato ordinato clandestinamente nel 2004 – era stato riconosciuto come vescovo ufficiale anche dalle autorità nel 2010.
La cerimonia di oggi è stata presieduta da mons. Meng Qinglu, vicepresidente dell’Associazione patriottica e vescovo di Hohhot; insieme a lui come vescovi consacranti erano presenti il vescovo ordinario della diocesi mons. Du Jiang e il vescovo Yang Xiaoting, vicepresidente della Conferenza dei vescovi cattolici cinesi (l’organismo collegiale non riconosciuto ufficialmente dalla santa Sede ndr) e vescovo di Yulin; erano presenti anche il vescovo Yao Shun della diocesi di Ulanqab e il vescovo Chang Yanfeng della diocesi di Chifeng (il presule ordinato la scorsa settimana ndr). Secondo il resoconto ufficiale alla cerimonia di consacrazione hanno partecipato 350 persone, tra sacerdoti, religiose e rappresentanti dei fedeli.
Anche per l’odierna nomina un particolare rivela il contesto estremamente delicato dal punto di vista etnico in cui avvengono queste nomine nella Mongolia Interna. Come infatti già accaduto la scorsa settimana per il vescovo di Chifeng, anche per il coadiutore di Bameng i profili diffusi dalla sala stampa vaticana e dall’Associazione patriottica differiscono leggermente sul luogo di nascita. Secondo quanto scrive la Santa Sede mons. Duan Yongkun è nato il 6 dicembre 1980 “ad Hangjin Houqi, nella Mongolia Interna”; il comunicato delle autorità cinesi tiene invece a precisare che è “originario della contea di Xian nell’Hebei”, pur essendo nato nella Mongolia Interna. Dal 2008 al 2013 ha studiato presso la Beijing University e la Beijing Foreign Studies University. Nel frattempo, il 1° gennaio 2011 ha ricevuto l’ordinazione presbiterale per la Diocesi di Bameng. Dal 2013 al 2016 ha proseguito gli studi presso l’Università Cattolica Fujen di Taiwan. Rientrato nella propria circoscrizione vi ha svolto l’incarico di direttore del locale centro di formazione, dal 2016 al 2020. È stato, in seguito, nominato Vicario generale della Diocesi di Bameng e parroco della Cattedrale diocesana.
La diocesi di Bameng, che comprende i territori delle prefetture di Bayannur e Wuhai, è nata da una costola di quella che era la diocesi di Ningxia per iniziativa della Chiesa “ufficiale” nel 1989. Il suo primo vescovo, mons. Francesco Saverio Guo Zhengji, fu consacrato senza il mandato del papa nel 1990. Ma alla sua morte nel 2004 venne ordinato vescovo in segreto mons. Mattia Du Jiang, allora quarantenne, che era un sacerdote in comunione con Roma. Il Vaticano si ritrovò dunque con un vescovo di una diocesi che sulla carta nella sua giurisdizione non esisteva: sostanzialmente riconobbe di fatto la diocesi di Bameng. Nel 2010, poi, arrivò anche il riconoscimento da parte delle autorità di Pechino, ma non senza tensioni: per sancirla imposero una cerimonia di installazione concelebrata con il vescovo di Kunming mons. Ma Yinglin – allora ai vertici dell’Associazione patriottica e a quel tempo ancora tra quelli ancora scomunicati per via delle ordinazioni illecite poi sanate nel 2018. Un fatto questo che aveva creato sconcerto tra i sacerdoti e i fedeli delle comunità sotterranee locali.
Ora sarebbe stato proprio mons. Du Jiang a chiedere, anche per motivi di salute, la nomina del suo più stretto collaboratore come vescovo coadiutore, in una diocesi molto attiva che oggi conta circa 40 mila fedeli e nella quale svolgono il proprio ministero una trentina di sacerdoti e una ventina di suore.
[Fonte e Foto: AsiaNews]



