
Strage alla festa ebraica: i vescovi australiani, “l’antisemitismo è una macchia oscura nella società”

Sale a 15 il bilancio delle persone uccise ieri a Bondi Beach, Sydney. Gli attentatori sono stati identificati dai media locali come Sajid Akram, 50 anni, e suo figlio Naveed, 24 anni, di origini pakistane. L’uomo più anziano è morto sul posto, mentre suo figlio è ricoverato in ospedale in condizioni critiche. La sparatoria ha preso di mira persone ebree che partecipavano a un evento legato alla festività ebraica di Hanukkah: tra le vittime anche una bambina di 10 anni e un rabbino di origine britannica. Secondo quanto riporta il Times of Israel, il rabbino di Sydney Eli Schlanger è stato identificato come una delle vittime. Un video ha mostrato che a contribuire a disarmare gli attentatori è stato Ahmed al-Ahmed, 43 anni, australiano di origni siriane, ora lodato per il suo coraggio.
“La violenza e l’orrore che si sono abbattuti su Bondi domenica sera hanno scosso profondamente gli australiani. La perdita di vite innocenti è una tragedia senza misura”. Esprime parole cariche di dolore e shock l’arcivescovo Timothy Costelloe, presidente della Conferenza episcopale australiana, commentando la sparatoria a Bondi Beach.
“Le famiglie e i cari di coloro che sono morti hanno visto il loro mondo infranto”, scrive il presidente dei vescovi australiani, citato dal Sir. “Molte altre persone hanno riportato ferite, alcune delle quali molto gravi. I motivi contorti di coloro che hanno perpetrato questi atti terribili sono ora chiaramente collegati alla piaga dell’antisemitismo. Questa è una realtà sconvolgente e profondamente angosciante che mette in discussione la nostra stessa comprensione di noi stessi come australiani”.
L’arcivescovo aggiunge: “In un Paese che si vanta della sua tolleranza e della sua ospitalità sincera, questo cieco pregiudizio e questo odio indicano una macchia oscura e distruttiva nella nostra società, che minaccia non solo i nostri fratelli e sorelle ebrei, ma, di fatto, tutti noi. Dobbiamo riscoprire la convinzione che nulla potrà mai giustificare questa violenza distruttiva”. Da qui un accorato appello alla pace: “Mentre la nostra nazione affronta questa tragedia, dobbiamo impegnarci a fondo per garantire che la giustificata rabbia che proviamo non generi ulteriore violenza e odio”.
Mons. Costelloe plaude allo “straordinario coraggio della polizia e degli altri soccorritori” così come al coraggio di persone che sono intervenute per proteggersi a vicenda. A nome di tutti i vescovi cattolici del paese, mons. Costelloe assicura preghiera e vicinanza alle famiglie di coloro che sono morti e a tutti coloro che sono rimasti feriti. E conclude: “Ci uniamo a tutti coloro che condannano una violenza così terribile e imploriamo tutti gli australiani di respingere qualsiasi impulso all’odio e alla violenza e di impegnarci invece a essere costruttori di pace nelle nostre famiglie, tra i nostri amici e nella nostra società in generale”.
[Fonti: AsiaNews, Sir; Foto: VPM.org]



