Strage di Sydney: Acli, “condanniamo ogni forma di antisemitismo. Nessuna giustificazione per l’odio”

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“L’orrenda strage avvenuta a Sydney, dove due criminali hanno aperto il fuoco su un gruppo di persone riunite in spiaggia per festeggiare l’Hanukkah, uccidendone, a quanto si sa, almeno dieci (fra cui il Rabbino capo di Sydney), ci ricorda come l’antisemitismo, l’odio per gli ebrei, sia ancora diffuso e purtroppo in crescita nelle nostre società”. Lo affermano le ACLI in una nota.

“Vogliamo essere chiari – proseguono -: il dissenso anche radicale, rispetto alle politiche del Governo israeliano non giustificano il pregiudizio, l’odio, la violenza nei confronti degli ebrei di tutto il mondo, anche in quella forma sottile e non meno offensiva che è il negazionismo della Shoah”.

Come ACLI “condanniamo senza alcuna riserva ogni forma di antisemitismo in qualunque forma si manifesti e ribadiamo, a sessant’anni dalla proclamazione della Dichiarazione conciliare ‘Nostra aetate’, che nessun cristiano, se è tale, può essere antisemita”, si legge ancora nel comunicato.

“Porgiamo le nostre condoglianze alla comunità ebraica italiana, affidando a Dio le anime degli assassinati, e ci impegniamo a sostenere ogni iniziativa per la lotta contro il pregiudizio antisemita comunque si manifesti”, concludono le ACLI.

Sant’Egidio, “ferma condanna dell’antisemitismo, rimuovere il clima d’odio che si è insinuato nelle nostre società, mai fondarlo sull’appartenenza religiosa”

La Comunità di Sant’Egidio “si stringe attorno ai familiari delle vittime dell’orribile strage antisemita di Sydney e manifesta la sua solidarietà alle comunità ebraiche in Italia e nel mondo”. Condanna inoltre con fermezza l’attacco compiuto contro una comunità in festa, come quella riunita sulla spiaggia per la ricorrenza ebraica della Hannukkah. Una “festa delle luci” che “si è trasformata in un incubo non solo per l’Australia ma per tutti noi”, si legge in una nota.

“Un così grave attentato fa infatti riflettere sul clima d’odio che si è insinuato nelle nostre società – aggiunge Sant’Egidio -: occorre rimuovere i sentimenti di violenta contrapposizione, alimentati anche dalle troppe guerre in corso: non possono prevalere tra i popoli e, a maggior ragione, non possono mai basarsi sull’appartenenza religiosa”.

[Foto: Israel Hayom]