Vescovi cinesi: arresti, controlli e nuovi 'illegittimi' le sofferenze di cui parla Francesco

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Anche tra i 67 riconosciuti ufficialmente dalle autorità di Pechino una decina sono sottoposti a stretta sorveglianza, 13 i "sotterranei" tenuti sotto custodia o ristretti nel loro ministero. Ma nel clima confuso di oggi ci sono anche una quindicina di sacerdoti cinesi che si sono autoproclamati vescovi, sfidando sia le autorità civili sia le autorità ecclesiastiche. Ne parla l'agenzia del Pontificio Istituto Missioni Estere, AsiaNews.

Nella giornata di preghiera alla Madonna Ausiliatrice venerata a Sheshan - il santuario di Shanghai - per la Chiesa in Cina, papa Francesco ieri ha rivolto un pensiero speciale a “coloro che soffrono, pastori e fedeli”, invitando a innalzare la propria invocazione a Dio “perché la Buona Novella di Cristo crocifisso e risorto possa essere annunciata nella sua pienezza, bellezza e libertà” in Cina. Riflettendo su queste parole c’è da pensare che in questa giornata di preghiera gli occhi della Madonna siano stati particolarmente attratti dalla situazione dei vescovi in Cina, che, dal punto di vista umano, appare abbastanza preoccupante.

Sono attualmente 67 i vescovi ufficiali: un numero ridotto se si considera che un terzo delle diocesi restano tuttora vacanti nonostante l'Accordo provvisorio tra la Santa Sede e la Repubblica popolare firmato nel 2018 e rinnovato per la seconda volta nell'ottobre scorso. Anche tra i vescovi riconosciuti come tali anche dalla Repubblica popolare cinese risulta che almeno una decina siano sorvegliati o manipolati dalle autorità civili. Ci sono poi altri 13 vescovi non ufficiali (appartenenti dunque alle comunità sotterranee, comunemente definite clandestine) che sono tenuti sotto custodia e le cui attività sono molto ristrette. Altri quattro vescovi non ufficiali sono poi in situazioni speciali ancora più precarie: tra questi mons. Giacomo Su Zhimin, il vescovo di Baoding di cui da parecchi anni non si hanno notizie al punto che alcuni affermano che sia deceduto in prigione. Al conto vanno infine aggiunti altri 8 vescovi definiti “irregolari”: questi possono svolgere il loro ministero da semplici sacerdoti (anche se uno, centenario, probabilmente è deceduto).

Ad alimentare la confusione e le sofferenze ci sono però anche alcune altre situazioni di tipo diverso. Per esempio recentemente tramite Wechat è circolato, anche a Hong Kong, un video che riprende sette sacerdoti in un ambiente privato, uno con mitra e pastorale, un secondo con paramenti per la Messa e tutti con veste talare, stola e zucchetto episcopale in testa: si dichiarano vescovi ma sono a tutti gli effetti “vescovi illegittimi”. L’iniziativa sembra essere stata presa da Paolo Wang Huiyao di Zhouzhi e da Zhang Tongli legato alla diocesi di Shanghai, che sono scomunicati. Mentre l’ordinazione episcopale di Zhang Tongli non è mai stata riconosciuta dalla Santa Sede perché ottenuta con frode, il rev. Wang Huiyao apparteneva al numero dei “vescovi irregolari”, che potevano operare solo come sacerdoti.

Il loro esercizio di atti episcopali ha richiesto l’intervento della Santa Sede, che li ha dimessi dallo stato clericale nel 2021. Sembra, però, che abbiano continuato ad operare come vescovi, con decisione autonoma e come sfida sia alle autorità civili sia a quelle ecclesiastiche. Alcuni pensano che il video sia la registrazione di un’ordinazione episcopale recente. Ma di fatto fin dal 2021 si erano sparse dicerie e foto di ordinazioni episcopali private da parte dei suddetti Zhang Tongli e di Wang Huiyao, tanto da richiedere l’intervento della Santa Sede.

Oltre a questa iniziativa, precedentemente si era registrata anche quella di Dong Guanhua, di Zhengding che nel 2016 aveva dichiarato di essere stato ordinato vescovo nel 2005 e che, da parte sua, ha ordinato altri nuovi vescovi. Il suo vescovo lo ha sospeso a divinis, sospensione confermata dalla Santa Sede.

Recentemente alcuni altri sacerdoti si sono proclamati vescovi, per cui si è compilata una lista di una quindicina di nomi di “vescovi illegittimi”: questo fenomeno è favorito dalla situazione generale di confusione e di ambiguità nella Chiesa. Le autorità civili ne sono preoccupate, perché un simile fenomeno è registrato anche nell’ambito delle altre confessioni religiose.

(Fonte: AsiaNews; Foto: China Daily)