
Alta tensione Nato-Russia, “più aggressivi verso Mosca”

L’ammiraglio Cavo Dragone al Ft, “studiamo di tutto”. Cremlino, “irresponsabili”. Il servizio dell’ANSA.
BRUXELLES, 01 DIC – Davanti alla guerra ibrida di Mosca la Nato sta valutando una postura più “aggressiva” alla luce degli attacchi informatici, dei sabotaggi e delle violazioni dello spazio aereo alleato, attributi spesso alla Russia. Lo ha affermato l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del comitato militare della Nato, in un’intervista al Financial Times. “Stiamo studiando tutto”, ha assicurato. “Sul fronte informatico, siamo in un certo senso reattivi: essere più aggressivi o proattivi, invece che reattivi, è qualcosa a cui stiamo pensando”.
Le parole di Cavo Dragone arrivano dopo mesi di dibattiti intensi all’interno dell’Alleanza, con i falchi – soprattutto sul fianco orientale – che chiedono azioni più decise davanti ai continui test della Russia – l’ultimo episodio sospetto risale alla notte scorsa, quando l’avvistamento di 57 palloni aerostatici nello spazio aereo lituano ha imposto la chiusura per undici ore dell’aeroporto di Vilnius -, mentre gli alleati occidentali sono più restii ad attraversare il Rubicone.
Il comandante supremo, il generale Usa Alexus Grynkewich, ha ad esempio proposto al Consiglio Atlantico una sorta di armonizzazione delle regole d’ingaggio nel quadro della nuova missione Sentinella dell’Est, così da non dover chiedere lumi ogni volta alle capitali sul tipo di risposta da mettere in campo con gli effettivi che ha a disposizione. Fermo restando che, in caso di rischio grave e immediato, ha sempre l’autorità per intervenire, come ha fatto abbattendo i droni russi in Polonia.
Un conto però sono i missili, un altro il cyber. Qui potrebbero aprirsi degli spazi sinora inesplorati. “Essere più aggressivi rispetto alla nostra controparte – ha precisato Cavo Dragone – potrebbe essere un’opzione. Le questioni sono il quadro giuridico, il quadro giurisdizionale, chi lo farà?”. Cavo Dragone ha ammesso che la Nato e i suoi membri hanno “molti più limiti della nostra controparte per motivi etici, legali, giurisdizionali. È un problema. Non voglio dire che sia una posizione perdente, ma è una posizione più difficile di quella della nostra controparte”. Mosca, insomma, ha molti meno scrupoli della Nato, che è pur sempre un’alleanza difensiva.
Ecco perché non è facile accomodare la linea degli alleati più esposti alle azioni russe. Cavo Dragone ha affermato, infatti, che “un attacco preventivo” potrebbe essere considerato “un’azione difensiva”, ma poi ha aggiunto: “È più lontano dal nostro modo normale di pensare e di comportarci”.
Il passaggio ha suscitato l’attenzione dei media russi. “Riteniamo che la dichiarazione di Cavo Dragone sui potenziali attacchi preventivi contro la Russia sia un passo estremamente irresponsabile, che dimostra la volontà dell’alleanza di continuare a muoversi verso un’escalation”, ha attaccato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. Una posizione condivisa in Italia dalla Lega: “Mentre Usa, Ucraina e Russia cercano una mediazione, gettare benzina sul fuoco con toni bellici o evocando attacchi preventivi significa alimentare l’escalation. Non avvicina la fine del conflitto: la allontana. Serve responsabilità, non provocazioni”, ha dichiarato il Carroccio sui social.
“Non mi pare che si debba fare un dibattito” sull’intervista dell’ammiraglio, “credo che noi dobbiamo tutelare i nostri interessi, proteggere la nostra sicurezza e prepararci anche a difenderci da una guerra ibrida”, ha replicato il ministro degli Esteri e vicepremier, Antonio Tajani, invitando a “non fare una polemica”. Il presidente Sergio Mattarella ha invece lanciato un monito sulle “drammatiche conseguenze” della mancata “realizzazione di una difesa comune europea”.
Le hotline delle cancellerie in questi giorni sono appunto caldissime, con l’alto rappresentate Ue Kaja Kallas che, in apertura di giornata, ha definito la settimane come “forse cruciale per la diplomazia”. E si è detta preoccupata. “Vedo molta pressione sulla vittima, l’Ucraina, ma allo stesso tempo non vengono richiesti sacrifici alla Russia, che noi sappiamo”.
Mercoledì a Bruxelles si riuniranno i ministri degli Esteri della Nato, ma il segretario di Stato Usa Marco Rubio non sarà presente, perché impegnato appunto nei negoziati. “Tutti i lavori sono stati risucchiati dalle trattative”, confida un diplomatico alleato.
[Fonte: ANSA; Foto: Gente d’Italia]



