
I "Preti contro il genocidio" consegnano a Londra una lettera al primo ministro Burnham

Dopo un incontro a Westminster con parlamentari, membri della Camera dei Lord e medici di ritorno da Gaza.
LONDRA, 24 settembre 2026 – Una delegazione di "Priests Against Genocide" (Preti contro il genocidio) ha consegnato oggi personalmente una lettera al Primo Ministro Andy Burnham, ribadendo la richiesta al governo britannico di intraprendere azioni ulteriori e più incisive riguardo a Gaza, alla Cisgiordania e al Libano meridionale.
La lettera fa seguito a una precedente missiva inviata il 19 agosto 2026 – per la quale il gruppo afferma di non aver ancora ricevuto un riscontro formale – e di cui è stata nuovamente allegata una copia per comodità di consultazione.
Pur accogliendo con favore la recente decisione del governo, adottata insieme al Ministro degli Esteri Ed Miliband, di limitare gli scambi commerciali con gli insediamenti israeliani illegali, il gruppo sottopone all'attenzione del Primo Ministro tre punti:
1. tali scambi rappresentano solo circa l'1% del commercio totale tra Regno Unito e Israele;
2. il commercio di armi del Regno Unito avviene prevalentemente con il governo israeliano stesso, non con gli insediamenti;
3. la reazione di Israele – la chiusura del proprio consolato a Gerusalemme – penalizza nei fatti i palestinesi, che non possono più ottenere visti britannici in quella sede, mentre i cittadini israeliani non necessitano di visto per visitare la Gran Bretagna.
I sacerdoti avvertono che la misura rischia di proteggere lo Stato di Israele dal controllo internazionale, anziché chiamarlo a rispondere di ciò che essi definiscono genocidio a Gaza, apartheid in Cisgiordania e pulizia etnica nel Libano meridionale.
Sostengono che, come accaduto per il Sudafrica dell'apartheid, solo misure globali di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni possano cambiare il corso degli eventi, ed esortano il governo a non considerare la misura sugli insediamenti come sufficiente di per sé.

La lettera giunge dopo un incontro avvenuto il 15 settembre 2026, durante il quale una delegazione composta da otto sacerdoti e un diacono di "Priests Against Genocide" ha incontrato, presso il Parlamento, sette deputati e quattro membri della Camera dei Lord, in quella che il gruppo ha descritto come una discussione vivace e ricca di spunti. Tra i partecipanti figuravano i parlamentari Sir Edward Leigh (decano della Camera), Ian Byrne, Richard Burgon, Imran Hussain, Mary Glindon, Brendan O’Hara e Jeremy Corbyn, nonché le Baronesse Sheila Hollins, Gloria Hooper e Anna Healy e Lord Paul Murphy.
Nella parte conclusiva dell'incontro, alla delegazione si sono uniti tre medici appena rientrati da una missione a Gaza – due chirurghi ortopedici e un medico specialista in medicina d'urgenza – i quali hanno fornito testimonianze dirette sulla situazione sul campo e sull'impatto che questa sta avendo sul sistema sanitario di Gaza.
Il canonico Pat Browne, responsabile del coordinamento delle comunicazioni del gruppo, ha dichiarato: "Siamo grati per questo confronto franco e partecipato con parlamentari di tutto l'arco politico e profondamente colpiti dalle testimonianze dirette dei medici appena rientrati da Gaza. Oggi chiediamo ancora una volta al Primo Ministro di far seguire al coraggio dimostrato con quel primo passo sugli insediamenti un'azione globale, all'altezza di quanto richiesto da questa crisi".
"Priests Against Genocide" è una rete internazionale che riunisce oltre 2.600 sacerdoti, diaconi e vescovi cattolici (inclusi tre cardinali) in 68 paesi.
[Foto: Priests Against Genocide]



