
I vescovi dell’Ue sul nuovo quadro giuridico comunitario in materia societaria, “costruire le imprese europee come comunità di persone”

La Commissione delle Conferenze Episcopali dell’Unione Europea (COMECE) ha pubblicato mercoledì 22 luglio una Position Paper sulla proposta di “EU Inc.” e sul 28° regime per un quadro giuridico europeo in materia societaria, attualmente in discussione in seno al Consiglio dell’Unione Europea. La COMECE accoglie con favore gli sforzi volti a rafforzare il mercato unico europeo, chiedendo al contempo solide garanzie sociali e di governance. Scarica la Position Paper.
La proposta di un 28° regime per un quadro giuridico europeo in materia societaria ha acquisito crescente importanza nel dibattito politico dell’UE a seguito della pubblicazione della relazione di Enrico Letta sul futuro del mercato unico e della relazione di Mario Draghi sul futuro della competitività europea. Entrambe le relazioni, pubblicate nel 2024, hanno evidenziato la necessità di ridurre la frammentazione all’interno del mercato unico e di creare un ambiente più favorevole per le imprese che operano a livello transfrontaliero.
Attraverso la sua Position Paper, dal titolo “Building European Companies as Communities of Persons” (Costruire le imprese europee come comunità di persone), la COMECE sostiene gli sforzi volti a rimuovere gli ostacoli non necessari per le imprese che operano a livello transfrontaliero e a promuovere l’innovazione, l’imprenditorialità e gli investimenti a lungo termine. Al contempo, il Segretariato della COMECE sottolinea che la semplificazione non deve indebolire il modello sociale europeo né compromettere la tutela dei lavoratori, la governance aziendale responsabile o il bene comune.
Rifacendosi alla dottrina sociale cattolica, la COMECE ricorda che un’impresa è una comunità di persone, non semplicemente un insieme di capitali. Pertanto, sostiene un 28° regime facoltativo “a condizione che sia accompagnato da efficaci garanzie sociali, di governance e anti-abuso”. Il documento di posizione evidenzia inoltre la proprietà da parte degli amministratori come “un’importante opzione aggiuntiva per i fondatori che desiderano tutelare la missione a lungo termine e l’indipendenza delle proprie aziende”.
La Position Paper contiene una serie di raccomandazioni, tra cui:
- Tutelare i diritti del lavoro e sociali esistenti.
- Riconoscere la proprietà da parte degli amministratori con solide garanzie legali.
- Prevenire la ricerca del regime più vantaggioso e l’arbitraggio normativo.
- Preservare i diritti di partecipazione dei dipendenti.
- Sostenere la proprietà dei dipendenti senza sostituire una retribuzione equa o la protezione sociale.
- Rafforzare le misure contro le frodi, l’evasione fiscale e le società fittizie.
- Garantire trasparenza e responsabilità per gli amministratori.
- Riconoscere la diversità dei modelli di business responsabili.
- Rispettare il principio di sussidiarietà e le tradizioni sociali nazionali.
Valutare regolarmente l’impatto sociale ed economico del regime.
Il Segretariato della COMECE conclude che il proposto 28° regime dovrebbe essere valutato non solo in base alla sua capacità di agevolare la creazione di nuove imprese e i relativi investimenti, ma anche in base alla qualità dei posti di lavoro che sostiene, al suo contributo alla società e al suo rispetto per il modello sociale europeo.
Secondo la COMECE, “la competitività dell’Europa e il modello sociale europeo non dovrebbero essere considerati obiettivi in conflitto. Un’economia europea veramente competitiva è quella in cui innovazione, imprenditorialità e investimenti sono posti al servizio della dignità umana, del lavoro dignitoso e del bene comune”.
[Foto: RomaSette]



