Il Consiglio d'Europa condanna la posizione del patriarca Kirill sulla guerra

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Per il governo estone il Patriarcato di Mosca è "un'organizzazione terroristica".

Gli Stati devono trattare il patriarca Kirill e la gerarchia ortodossa russa come un'estensione ideologica del regime di Vladimir Putin, complice di crimini di guerra e crimini contro l'umanità condotti in nome della Russia e dell'ideologia 'Russkiy Mir' (mondo russo). A chiederlo all'unanimità è l'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa.

"La gerarchia del patriarcato di Mosca della Chiesa ortodossa russa, compreso il patriarca Kirill, ha sostenuto l'ideologia di Russkiy Mir, dichiarando la guerra contro l'Ucraina e l'Occidente 'satanico' come una 'guerra santa di tutti i russi', esortando i credenti ortodossi a sacrificarsi per la Russia", evidenzia l'assemblea di Strasburgo, che si dichiara "sconcertata da tale abuso della religione e dalla distorsione della tradizione cristiano-ortodossa".

Intanto, il ministro degli Interni estone, Lauri Laanemets, ha dichiarato che proporrà al Parlamento del suo Paese di dichiarare il patriarcato di Mosca un'organizzazione terroristica al fine di vietarne le attività in Estonia.

Laanemets ha specificato che nel caso in cui la sua proposta venisse approvata, la norma non comporterebbe una chiusura dei luoghi di culto della Chiesa ortodossa estone afferente al patriarcato di Mosca (Coepm), ma implicherebbe esclusivamente la fine della dipendenza formale dalle strutture moscovite.

La scorsa settimana, Laanemets aveva invitato la Coepm a dissociarsi dalle esternazioni del patriarca di Mosca e di tutte le Russie, Kirill, che aveva definito la guerra in Ucraina "una guerra santa per tutti i russi".

In risposta a Laanemets, il vescovo Daniel della Coepm aveva dichiarato che la Coepm "non risponde direttamente al patriarca di Mosca e non può essere ritenuta responsabile delle dichiarazioni con cui quest'ultimo giustifica la guerra in Ucraina".

Durante una conferenza stampa a Tallinn, il vescovo Daniel della Coeap di Tartu. prendendo le distanze dal Patriarcato moscovita, aveva spiegato che "la nostra denominazione ufficiale è spesso fonte di facili malintesi". "Ci sono stati tentativi di ritenerci direttamente responsabili delle parole del patriarca Kirill. Io farei notare che non solo noi, ma nemmeno i vescovi della Russia non rispondono direttamente al patriarca di Mosca. Egli controlla solo la chiesa di Mosca", aveva sottolineato.

(Photo Credits: Council of Europe/Alban Hefti)