
IL LIBRO / “Sorelle di dolore”, una storia di amicizia e di perdono impensabili

Nata dal martirio di Padre Jacques Hamel. Da oggi in libreria il volume, una coedizione Edizioni Ares e Libreria Editrice Vaticana, con le testimonianze di Roseline Hamel e Nassera Kermiche, raccolte dal giornalista Samuel Lieven. Prefazione del cardinale Pizzaballa. Sarà l’evento di apertura del Meeting di Rimini.
Roseline Hamel è la sorella di padre Jacques Hamel, assassinato nel 2016 nella sua chiesa in Francia. Nassera Kermiche è la madre di uno dei due terroristi uccisori di padre Hamel, a sua volta ucciso durante l’assalto. Queste due donne sorprendentemente hanno voluto incontrarsi, si sono parlate e conosciute. Sono diventate amiche, sorelle nello stesso dolore. Ne è nata un’amicizia impensabile. Nel 10° anniversario dalla morte di padre Hamel, questa straordinaria testimonianza arriva in Italia: Edizioni Ares e LEV-Libreria Editrice Vaticana portano insieme in libreria il 4 giugno Sorelle di dolore (pp. 200, € 18), scritto da Samuel Lieven, con una toccante Prefazione del cardinale Pierbattista Pizzaballa. Ma non è tutto, Roseline Hamel e Nassera Kermiche venerdì 21 agosto saranno protagoniste dell’incontro di apertura del Meeting per l’amicizia fra i Popoli in programma a Rimini.
26 luglio 2016, Rouen. Padre Jacques Hamel viene assassinato da due giovani jihadisti mentre sta celebrando la messa. Papa Francesco ne rimane profondamente turbato: “Dobbiamo pregarlo”, dirà, “è un martire! E i martiri sono beati”. Il mondo intero è sconvolto. Un altro drammatico capitolo della serie di attentati più terribile che la Francia abbia mai conosciuto: Charlie Hebdo, Bataclan, Nizza… Eppure, l’odio non ha l’ultima parola. Nel dolore, avviene un incontro. Fra Roseline e Nassera: l’una piange la perdita di suo fratello, padre Hamel, l’altra è la madre di uno dei terroristi che lo hanno ucciso, Adel Kermiche. Due donne di fedi e culture diverse. Due donne che non sono sorelle di sangue, ma che, nel perdono e nella speranza, si scoprono “sorelle di dolore”. Un esito che porta il patriarca Pizzaballa a osservare: “Chi entra in queste pagine non ne esce con risposte semplici. Ma, se si lascia toccare, forse ne esce con uno sguardo un po’ più libero, un cuore un po’ meno armato, e la consapevolezza che anche nella notte più buia può aprirsi un varco. Non per cancellare il dolore, ma per attraversarlo insieme”.
“Il cuore di questo libro non è il martirio di padre Jacques Hamel. È ciò che accade dopo. È l’umanità che resiste sotto le macerie”, spiega il card. Pizzaballa. “Dovevo chiedere perdono alle vittime e alla famiglia di padre Hamel. Perdono per mio figlio, perché voglio credere che, se fosse sopravvissuto, lui stesso avrebbe chiesto perdono», sottolinea Nassera Kermiche. “Non sono venuta per sentirmi chiedere perdono, ma perché insieme proviamo ad affrontare il nostro dolore di sorella e di madre”, osserva a sua volta Roseline Hamel.
Roseline Hamel (Rouen, 1940) è una donna che ha attraversato momenti difficili fin dall’infanzia: la perdita di una sorellina, la separazione dei genitori e la sua, la povertà. Ancorata alla fede cattolica, ha trovato nella sua professione di parrucchiera, nella solidarietà e nell’impegno sociale la forza per ricostruire la propria esistenza. Molto legata alla famiglia, ai figli e alle nipoti, ha visto la sua vita nuovamente provata dall’assassinio del fratello, padre Jacques. Da quella ferita è nato però un cammino inatteso: una scelta di riconciliazione che, oltre il dolore, si fa testimonianza concreta di speranza.
Nassera Kermiche (Algeri, 1963) è arrivata in Francia dall’Algeria, costruendo la propria quotidianità nei quartieri popolari di Saint-Étienne-du-Rouvray, dove si è impegnata come animatrice e insegnante. Madre di cinque figli, moglie di Rabah, autotrasportatore, ha affrontato le sfide dell’integrazione e della disabilità in famiglia. La sua esistenza è stata segnata dal dramma della radicalizzazione del figlio Adel, autore dell’attentato a padre Hamel. Nonostante lo stigma e il dolore, ha scelto la via più difficile: quella del dialogo, fino a farne un percorso concreto di incontro e rinascita insieme con Roseline.
Samuel Lieven (Dunkerque, 1974), giornalista e scrittore specializzato in tematiche religiose e sociali, ha lavorato presso la redazione francese di Radio Vaticana e per diverse testate belghe e francesi, tra cui La Croix e Le Pèlerin, di cui è ora caporedattore. È il primo giornalista ad aver ricevuto il Premio Jacques Hamel, assegnato alle iniziative a favore della pace e del dialogo interreligioso. Proprio in questa occasione, ha incontrato Roseline, membro della giuria, e Nassera, che gli hanno affidato la storia della loro sconvolgente amicizia.
[Foto: Libreria Editrice Vaticana, Edizioni Ares]


