
Il Mean, “è il momento di sperimentare in Ucraina i Corpi civili di pace europei”

I rappresentanti della società civile da Kharkiv e l’incontro col Papa. Sulle possibilità di un accordo tra Kiev e Mosca “cambiano le versioni, non ci sono ancora dichiarazioni ufficiali, ma quel che è certo è che la pace per essere tale deve essere giusta”.
I rappresentanti e gli attivisti del MEAN – Movimento Europeo di Azione Nonviolenta – si sono ritrovati ieri, mercoledì 26 novembre, a Roma.
Dopo aver partecipato all’udienza generale di papa Leone XIV in Piazza San Pietro, presso la sede nazionale dell’Azione Cattolica si è svolta la conferenza stampa finalizzata a riferire sugli esiti del “Giubileo della speranza in Ucraina”, svoltosi tra l’1 e il 5 ottobre tra Kyiv e Kharkiv, oltre che sui progetti di collaborazione che si sono attivati con istituzioni ucraine e associazioni della società civile del Paese.
Aperta dai saluti di Tommaso Marino, delegato dell’Azione Cattolica, alla Conferenza sono intervenuti, moderati dal giornalista Marcello Raimondi, Angelo Moretti, co-portavoce del MEAN, Sergiy Chernov, presidente dell’ong ucraina “Congresso dell’autogoverno” e Consigliere dell’oblast di Kharkiv, Iryna Akimova, membro della Difesa territoriale della città di Kiev e Presidente della fondazione di beneficenza “La Rinascita dell‘Ucraina“, e Luca Jahier, già presidente del Comitato economico e sociale europeo.
Angelo Moretti ha sottolineato come l’esperienza in Ucraina abbia mostrato agli attivisti del MEAN “una società civile capace di risposte fortissime, già fortemente europea nella mentalità e nelle modalità. Bisogna chiedersi cosa l’Europa può fare per l’Ucraina: noi crediamo che andare verso l’istituzione dei Corpi Civili di Pace sia un grande e importante obiettivo”.
I rappresentanti ucraini hanno avuto anche un momento privato con il Papa; Chernov ha parlato dell’incontro come di una “benedizione per tutta l’Ucraina. Speriamo che il suo sostegno si senta in tutto il Paese. Questi giorni in Italia sono anche di ricarica, perché sono giornate di vita serena. Ringraziamo tutti gli organizzatori, incontrare il Papa non è cosa che capita facilmente. Riporteremo in Ucraina questa carica positiva, cercheremo di diffonderla il più possibile”. A proposito delle possibilità di un accordo di pace, ha aggiunto come “Nessuno abbia ancora visto documenti originali delle trattative negoziali. Cambiano le versioni, non ci sono ancora dichiarazioni ufficiali, quel che è certo è che la pace per essere tale deve essere giusta”.
Iryna Akimova ha in seguito insistito su come la società civile ucraina stia resistendo non solo attraverso le armi, ma anche “tramite la cultura, in particolare l’arte”, portando come esempio le iniziative dell’Università di Beketov a Kharkiv, chiudendo infine con un toccante riferimento personale: “Quando sento il Mean parlare dell’Ucraina so che si parla anche di mio figlio, come di altri migliaia di ragazzi al fronte. Grazie al vostro sostegno e affetto, grazie ai passi che state facendo conservo nel mio cuore la speranza che arriverà il giorno in cui potrò riabbracciare mio figlio”.
Luca Jahier, ancora in riferimento ai Corpi Civili di Pace, ha parlato di come “Il Parlamento Europeo in una risoluzione del 2022 chiedeva di sviluppare la dimensione civile della difesa europea; in una successiva, del gennaio 2024, interamente dedicata alla diplomazia preventiva, si parlava di Corpi Civili di Pace. In questo il nostro Paese è un caso unico nel mondo, avendo già sperimentato dei bandi dedicati ai Corpi Civili di Pace. Esistono quindi vari ancoraggi affinché in termini di difesa e sicurezza si sviluppi la necessaria gamba civile”.
[Foto: Tra Cielo e Terra]


