
Il presidente della Comece, mons. Crociata, esprime preoccupazione per l’escalation di violenza in Medio Oriente e invita l’Ue a rilanciare la diplomazia

In una breve dichiarazione rilasciata mercoledì 4 marzo, il presidente della Commissione delle Conferenze Episcopali dell’Unione Europea (COMECE), mons. Mariano Crociata, esprime profonda preoccupazione per la recente escalation di violenza in Iran e in tutto il Medio Oriente, e invita l’Ue e i suoi Stati membri a promuovere la de-escalation e a rilanciare gli sforzi diplomatici. Questo il testo della dichiarazione.
A seguito delle discussioni tenutesi oggi presso il Comitato Permanente della COMECE, vorrei esprimere la mia più profonda preoccupazione per la recente escalation di violenza in Iran e in tutto il Medio Oriente. Il mio primo pensiero va a tutte le persone che portano il peso più pesante, persone e comunità che hanno già sofferto a lungo per difficoltà e instabilità e che ora si trovano ad affrontare l’incertezza sul loro futuro.
La grave crisi in corso segna un ulteriore indebolimento dell’ordine internazionale basato sulle regole e un continuo disprezzo del diritto internazionale. È profondamente preoccupante che il ricorso alla violenza prevalga ancora una volta sugli sforzi diplomatici.
Inoltre, la situazione attuale dimostra che la logica della ritorsione e della vendetta rischia di alimentare una spirale di violenza, mettendo a repentaglio la stabilità regionale e globale e potenzialmente portando a una tragedia di proporzioni immense.
Facendo seguito all’appello urgente di Papa Leone XIV a porre fine alla spirale di violenza, desidero invitare l’Unione Europea a rimanere unita e a rinnovare la sua vocazione di progetto di pace: promuovere la de-escalation tra tutte le parti coinvolte, rilanciare gli sforzi diplomatici e sostenere coerentemente il diritto internazionale, anche nell’ambito della non proliferazione nucleare.
Incoraggio inoltre l’UE ad adottare tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza e il benessere dei suoi cittadini, di coloro che si trovano nella regione del Medio Oriente e di coloro che vivono sul suo territorio. Ciò implica anche affrontare le conseguenze negative di potenziali interruzioni dell’approvvigionamento energetico.
Preghiamo affinché le armi vengano messe a tacere in tutto il Medio Oriente. Che si apra un nuovo capitolo per il popolo iraniano e per la regione, consentendo loro di intraprendere un cammino verso un futuro di pace segnato dal rispetto della dignità umana e dei diritti umani fondamentali.
[Foto: Nuovo dialogo]



