
Il cordoglio del Papa per la tragedia di Crans-Montana, “vicino alle famiglie delle vittime”

CITTÀ DEL VATICANO, 02 GEN – “Dopo aver appreso del tragico incendio divampato a Crans-Montana la notte del 1/o gennaio, che ha causato oltre quaranta vittime e molti feriti”, papa Leone XIV “si unisce al lutto delle famiglie e dell’intera Confederazione Elvetica”. E’ quanto si legge nel telegramma di cordoglio inviato, a nome del Pontefice, dal cardinale segretario di Stato Pietro Parolin a mons. Jean-Marie Lovey, vescovo di Sion.
Il Papa desidera “esprimere la sua compassione e la sua preoccupazione alle famiglie delle vittime”. E “prega affinché il Signore accolga i defunti nella Sua dimora di pace e luce e sostenga il coraggio di coloro che soffrono nel cuore o nel corpo”. “Possa la Madre di Dio, nella sua tenerezza, portare il conforto della fede a tutti coloro che sono stati colpiti da questa tragedia e mantenerli nella speranza”, conclude il messaggio.
La diocesi di Sion, “festa trasformata in catastrofe, i nostri pensieri e preghiere sono per i colpiti”
“Questa notte, che avrebbe dovuto essere un’occasione di festa, si è trasformata in una terribile catastrofe per centinaia di persone. I nostri pensieri e le nostre preghiere sono con loro”. Anche la diocesi cattolica di Sion, in un comunicato diffuso ieri, riportato dal Sir, esprime tutto il suo “sgomento” per la strage avvenuta questa notte nella località sciistica di Crans-Montana, in Svizzera. Il bilancio delle vittime è ancora provvisorio: secondo le informazioni disponibili sarebbero almeno 40 i morti e un centinaio i feriti. L’esplosione è avvenuta intorno all’1.30 nel noto locale “Le Constellation”, dove si attendeva l’arrivo del nuovo anno con una festa per giovani.
Nel locale, che può ospitare fino a 400 persone, al momento dell’incidente erano presenti circa un centinaio di persone. Nella nota la diocesi esprime “la sua vicinanza e la sua compassione per tutte le vittime, i loro cari e le loro famiglie”, nonché “la sua gratitudine a tutti coloro che si sono impegnati in vario modo nell’assistenza alle vittime, sia sul campo sia nei vari ospedali mobilitati: personale medico, forze dell’ordine e autorità civili e giudiziarie”. E aggiunge: “In questo giorno dell’anno, tradizionalmente dedicato nella Chiesa cattolica alla festa di Maria, Madre di Dio, e alla preghiera mondiale per la pace, affidiamo tutte le vittime e i loro cari alla tenerezza della Vergine Maria e preghiamo affinché le famiglie colpite possano ricevere, nell’abisso del loro dolore, espressioni di compassione e sostegno”.
La diocesi di Lugano, “cordoglio e vicinanza”
La diocesi di Lugano ha espresso “il proprio cordoglio” per le vittime dell’incendio di Crans-Montana, riferisce il Sir. “L’amministratore apostolico della diocesi di Lugano, il vescovo mons. Alain de Raemy, insieme con i fedeli della comunità diocesana è rimasto profondamente colpito e rattristato, nella mattinata di Capodanno, di fronte alle terribili notizie provenienti da Crans-Montana: il grave incendio avvenuto nella notte durante i festeggiamenti per l’accoglienza del nuovo anno assume sempre di più i contorni di un’immane tragedia”, si legge in una nota.
Il presule, insieme a tutta la diocesi, esprime “il suo cordoglio e la solidarietà con le vittime, i feriti e le loro famiglie” e “assicura la vicinanza di tutti, con il pensiero e con la preghiera, alla popolazione e alla comunità colpita, in particolare agli abitanti del settore pastorale di Crans-Montana e del Vallese, ai loro parroci e al loro vescovo, mons. Jean-Marie Lovey”. Mons. de Raemy “esprime anche un sentito grazie a tutti gli enti di primo intervento e alle persone che sono accorse in aiuto e ancora sono chiamate a prestare soccorso ai feriti, ai sopravvissuti e ai famigliari”.
Sostegno anche dal movimento ebraico Chabad
Crans-Montana è sotto shock. E lo è anche la comunità ebraica Beit Yossef, guidata dal movimento Chabad. La sede è distante pochi metri da Le Constellation, il locale andato a fuoco. «Loro sono al civico 35, noi siamo al 33. Non siamo stati testimoni dell’incendio, ma siamo testimoni del trauma», racconta a Pagine Ebraiche il rabbino responsabile della missione Levi Yitzhak Pevzner. «Anche noi, come tutti qui, ci stiamo attrezzando per dare un sostegno concreto, sia spirituale sia materiale. Alcuni frequentatori del nostro centro e delle nostre attività risultano tra i feriti e siamo in ansia per la loro sorte, ma il nostro è un supporto rivolto a tutti coloro che si trovano a Crans Montana indistintamente. Ci sentiamo parte di una comunità più ampia, una comunità che soffre per questa immane tragedia». Fondata nel 2024, Beit Yossef fa parte della Fédération Suisse des Communautés Israélites ed è un punto di riferimento per circa 200 famiglie in tutto il Vallese.
[Fonti: Sir, Moked/Pagine Ebraiche; Foto: Moked/Pagine Ebraiche]



