
L’Assemblea di primavera della Comece a Cipro: i vescovi dell’Ue chiedono pace, dialogo e un rinnovato impegno europeo

In occasione dell’Assemblea Plenaria di Primavera della Commissione delle Conferenze Episcopali dell’Unione Europea (COMECE), svoltasi a Nicosia dal 22 al 24 aprile 2026 nel contesto della Presidenza cipriota del Consiglio dell’Unione Europea, i vescovi delegati hanno adottato una dichiarazione che affronta le preoccupanti crisi che caratterizzano il panorama internazionale, con particolare attenzione alle guerre e all’instabilità che affliggono il Medio Oriente e altre regioni del mondo.
Nel testo, i vescovi lanciano un forte appello alla pace, riecheggiando le parole di Papa Leone XIV: «Chi ha le armi le deponga! Chi ha il potere di scatenare la guerra scelga la pace! Non una pace imposta con la forza, ma attraverso il dialogo! Non con la volontà di dominare gli altri, ma di incontrarli!». Qui la dichiarazione di pace.
Dichiarazione: Un appello urgente per la ricerca e la perseguimento della pace
I Vescovi dell’Unione Europea sono stati cordialmente ospitati a Nicosia dall’Arcieparchia maronita di Cipro e dal suo Arcivescovo, Selim Jean Sfeir. La visita a Cipro ha offerto loro una preziosa opportunità per approfondire la comprensione delle complesse sfide che il Mediterraneo orientale si trova ad affrontare, crocevia tra Africa, Europa e Asia, situato a pochi chilometri da aree segnate da conflitti armati.
È in questo spirito che i Vescovi dell’Unione Europea hanno rilasciato la dichiarazione “Un appello urgente per la ricerca e la perseguimento della pace”, esprimendo la loro vicinanza alle vittime dei conflitti e rinnovando il loro sostegno a tutti gli sforzi volti a costruire una pace giusta e duratura nei molti luoghi in cui guerre e conflitti stanno attualmente causando sofferenza e perdita di vite umane.
In particolare, nella dichiarazione i Vescovi esprimono il loro profondo dolore per le vittime, ricordando con forza l’urgenza di deporre le armi e di intraprendere percorsi di dialogo autentici e duraturi. Riaffermano il loro pieno sostegno e la loro solidarietà a Papa Leone XIV e ai suoi instancabili appelli per la pace. Sottolineano inoltre il ruolo dell’Unione europea quale attore chiamato a promuovere la stabilità, la giustizia e la riconciliazione, nel pieno rispetto del diritto internazionale.
I vescovi rinnovano anche il loro impegno a essere artefici di pace, incoraggiando tutti gli attori a non cedere alla disperazione, ma a perseverare nella ricerca di un futuro fondato sulla speranza e sulla convivenza pacifica.

Presidenza cipriota dell’UE
L’Assemblea di primavera della COMECE si è svolta a Nicosia nel contesto della Presidenza cipriota del Consiglio dell’Unione europea, iniziata nel gennaio 2026. In conformità con l’articolo 17 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), la COMECE collabora con ciascuna Presidenza di turno dell’UE, a diversi livelli, offrendo la propria esperienza e contribuendo alle priorità e alle iniziative politiche della Presidenza.
In questa occasione, i vescovi dell’UE hanno avuto l’opportunità di dialogare con la dott.ssa Vasiliki Kassianidou, Vice Ministro della Cultura cipriota. Il costruttivo scambio con il Vice Ministro si è concentrato sulle principali sfide che Cipro si trova ad affrontare, in particolare la persistente divisione dell’isola, nonché l’accesso ai luoghi di culto cristiani, all’istruzione e alla cultura e la tutela e conservazione del patrimonio culturale.
L’incontro ha inoltre offerto l’opportunità di presentare alla Presidenza cipriota dell’UE un documento preparato dal Segretariato della COMECE che delinea le raccomandazioni politiche per il semestre di Presidenza. Il discorso del viceministro è disponibile qui. Il contributo della COMECE alla presidenza dell’UE è disponibile qui.

Il Mediterraneo come spazio di incontro e dialogo
La decisione di tenere l’Assemblea a Cipro riflette anche l’esigenza, avvertita dalla COMECE, di sottolineare l’importanza strategica della regione mediterranea per l’Unione. I vescovi hanno ricordato che il Mediterraneo è una delle dimensioni fondanti dell’identità europea, sottolineando che dovrebbe ricevere maggiore attenzione da parte dell’UE ed essere plasmato non dalla diffidenza e dal confronto, ma da politiche che promuovano l’incontro, il dialogo, la riconciliazione, lo sviluppo e la pace.
Questi temi sono stati discussi con la Commissaria europea per il Mediterraneo, Dubravka Šuica. La Commissaria ha illustrato gli elementi di maggiore rilevanza per la Chiesa all’interno del recente Patto UE per il Mediterraneo, il cui primo piano d’azione è stato presentato all’inizio di questo mese e comprende 21 iniziative incentrate su giovani, investimenti e gestione delle migrazioni.
La Commissaria Šuica ha inoltre espresso apprezzamento per le recenti iniziative riguardanti il Mediterraneo intraprese dalle Conferenze episcopali italiana e francese, rilevando che esse sostengono una visione del Mediterraneo come luogo di incontro.
Il Commissario ha inoltre dedicato particolare attenzione alla questione demografica, in particolare al fenomeno dell’inverno demografico che interessa molti Stati membri dell’UE. Si tratta di una questione di grande importanza per la COMECE e rimane uno dei settori chiave in cui svolge la sua attività di rappresentanza presso le istituzioni dell’UE.

Cristiani nella regione mediorientale
I vescovi dell’Unione Europea hanno dedicato grande attenzione al progressivo deterioramento del contesto internazionale e multilaterale, con particolare riguardo alle guerre che negli ultimi tempi hanno colpito la Terra Santa, il Medio Oriente, l’Europa orientale e l’Africa.
Collegandosi in videoconferenza da Gerusalemme, Sua Eccellenza il Cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca Latino di Gerusalemme, ha condiviso la sua testimonianza sulla vita dei cristiani in Terra Santa, evidenziando in particolare le loro difficoltà e la loro resilienza all’indomani del 7 ottobre 2023.
Ha descritto le sfide quotidiane e le violenze subite dalle comunità locali a causa di un conflitto multiforme che coinvolge numerosi attori interni e internazionali. In questo contesto, il Cardinale Pizzaballa ha incoraggiato i vescovi europei a promuovere il dialogo interreligioso in Europa, esprimendo la convinzione che tali sforzi possano avere un impatto positivo anche in Terra Santa e in tutto il Medio Oriente.
In questo contesto, il ruolo dell’Unione europea come attore di pace è stato ulteriormente approfondito dai vescovi in dialogo con il dott. Christian Gsodam, Consigliere per la comunicazione strategica e la previsione presso il Servizio europeo per l’azione esterna (SEAE). Egli ha inquadrato l’indebolimento del multilateralismo in una più ampia riconfigurazione degli equilibri globali e ha delineato sia i grandi punti di forza sia i limiti del ruolo dell’UE in diverse crisi internazionali in corso, richiamando i valori fondanti dell’Unione e la necessità di un maggiore coinvolgimento di tutti, compresa la Chiesa come attore internazionale rilevante e voce importante nel contesto attuale.

La questione cipriota
Il soggiorno a Nicosia ha offerto ai vescovi della COMECE un’importante opportunità per approfondire la conoscenza della situazione a Cipro. A seguito dell’occupazione turca della parte settentrionale dell’isola nel 1974, Cipro rimane divisa da una barriera fisica, con significative conseguenze politiche, sociali, culturali e religiose.
La questione cipriota è attualmente caratterizzata da uno status quo che, pur non essendo fortunatamente segnato dalla violenza, rischia di consolidarsi e quindi di essere trascurato dall’UE e dalla comunità internazionale. A questo proposito, la COMECE sottolinea che la questione dovrebbe essere posta in cima all’agenda politica dell’Unione europea, poiché la credibilità dell’Unione come promotrice del dialogo e della pace dipende anche dalla sua capacità di contribuire alla risoluzione di tali conflitti locali che interessano il suo territorio.
I vescovi sono stati ricevuti da Sua Beatitudine Giorgio III, Arcivescovo di Nova Giustiniana e di tutta Cipro. L’incontro ha offerto una preziosa opportunità di dialogo ecumenico tra le comunità greco-ortodosse, maronite e cattoliche latine.
Si sono svolte approfondite discussioni sulla divisione dell’isola e sulle sfide affrontate dalle comunità cristiane che vivono nella parte settentrionale. In tal senso, particolarmente significative sono state le visite ai villaggi cristiani maroniti di Karpasha e Kormakitis. Lì, i vescovi hanno potuto constatare le difficoltà affrontate da queste piccole comunità, tra cui l’occupazione delle case, il clima di sospetto e soprattutto le restrizioni all’accesso e all’utilizzo di alcune chiese.
Attraverso la loro presenza in questi villaggi, i vescovi dell’UE hanno voluto offrire un segno concreto di solidarietà alle comunità cristiane locali. Sulla scia di tale esperienza, i vescovi dell’UE si impegneranno, in dialogo con le istituzioni europee, per la tutela dei diritti di queste comunità cristiane sull’isola e per la salvaguardia delle loro proprietà, del loro patrimonio e della loro presenza.

Momenti di preghiera
Le sessioni di lavoro dell’Assemblea sono state intervallate da momenti di preghiera. Mercoledì 22 aprile, i vescovi hanno concelebrato una Messa per l’Europa nella Cattedrale della Santa Croce (Chiesa cattolica latina), presieduta da S.E. Mons. Bruno Varriano OFM, Vicario patriarcale per Cipro del Patriarcato latino di Gerusalemme.
Giovedì 23 aprile, i vescovi hanno celebrato una Messa di rito maronita nella chiesa di San Giorgio a Kormakitis, dove sono stati accolti da un folto gruppo di cristiani maroniti della zona, riuniti per celebrare insieme la festa del santo patrono. L’omelia è stata pronunciata dall’Arcivescovo Selim Jean Sfeir.
Prossimi passi
L’Assemblea plenaria autunnale della COMECE si terrà a Bruxelles, in Belgio, dal 14 al 16 ottobre 2026.
[Fonte e Foto: COMECE]



