
Mons. Crociata, "dal C7 l’appello dei vescovi per la pace, il multilateralismo e il bene comune globale"

Su Vita Pastorale di agosto e settembre l'intervento su G7 e dignità umana.
Milano, 14 settembre 2026 – In un’epoca segnata da crescenti conflitti armati, frammentazione geopolitica e stravolgimenti climatici, in occasione del G7 tenutosi in Francia nel mese di giugno, le Conferenze Episcopali presenti nei Paesi che formano il G7 – hanno sentito la necessità di far sentire la propria voce comune, facendo nasce il C7 (Church7).
A dare loro supporto nella creazione del Forum, è stata la Comece (Commissione degli Episcopati dell’Unione Europea): sul numero di agosto-settembre del mensile Vita Pastorale, il presidente, Mons. Mariano Crociata, spiega la nascita e gli obiettivi del "C7": «Le Chiese hanno sentito la necessità di offrire una voce nuova sui temi che assillano sempre più singoli e collettività, al servizio dei più vulnerabili e a favore della pace» - spiega Crociata.
L’iniziativa, promossa dal Cardinale Jean-Marc Aveline, Presidente della Conferenza Episcopale Francese, ha portato alla stesura di un articolato Appello indirizzato ai Capi di Stato del G7 dal titolo “Costruire ponti di pace, di giustizia e di dignità umana”: «Esso indica nella dignità della persona umana e nel bene comune globale i punti di riferimento da cui lasciarsi guidare in un contesto di conflitti armati» continua il presidente della Comece, che illustra i quattro pilastri fondamentali del documento: la riaffermazione del multilateralismo e diritto internazionale perché «Solo le istituzioni internazionali possono garantire una pace duratura e prevenire i conflitti»; il posto della persona umana al cuore dello sviluppo e della solidarietà internazionale, perché «dappertutto nel mondo cresce il bisogno di cibo, di cure sanitarie, di educazione e di protezione delle persone»; la protezione dei bambini e dei giovani nell’era digitale, per la quale «si richiede una governance etica e grande vigilanza, oltre che uno specifico e generalizzato impegno educativo. Infine, l’assunzione di una responsabilità condivisa verso la creazione e le popolazioni sfollate «la cui responsabilità più grande ricade sui Paesi industrializzati».
«È fondamentale estendere a una platea sempre più vasta la consapevolezza su problemi che toccano da vicino la vita di tutti - sottolinea Mons. Crociata - C’è bisogno di qualcuno che non si stanchi di ricordarli, fidando in un ascolto attento da parte dei destinatari e in un auspicabile dialogo futuro», conclude.
[Foto: Vatican News]



