Perché così tante persone sono arrivate a Ceuta

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La maggior parte delle persone che fra il 30 e il 31 luglio sono arrivate nell’enclave spagnola di Ceuta dal Marocco sono tornate indietro volontariamente o sono stata respinte dalle autorità spagnole nel fine settimana.

Sulle cifre non c’è chiarezza, spiega Annalisa Camilli sulla Newsletter di Internazionale: le autorità spagnole dicono di avere rimpatriato almeno 50mila persone questo significa che ne sarebbero arrivate molte di più. Ma non si sa con certezza quante persone sono ancora a Ceuta. Anche sul numero dei morti c’è incertezza, le autorità marocchine parlano di undici deceduti, ma a Ceuta sono stati recuperate almeno 88 salme e i bilanci ufficiali parlano di più di settanta vittime morte nel tentativo di raggiungere la città. 

Ancora non sono chiari i motivi di questi arrivi eccezionali, ma in parte potrebbero essere dovuti alla condanna che la Spagna ha ricevuto per i respingimenti operati proprio al confine con il Marocco e alla successiva sospensione di queste pratiche considerate illegali. Alcuni analisti sottolineano però che è più probabile che dietro quello che è successo potrebbe esserci Rabat: anche in passato infatti il governo marocchino ha spinto i migranti ad attraversare il confine per fare pressione su Madrid e ottenere dei vantaggi in cambio del ripristino dei controlli.

Gli arrivi straordinari del 31 luglio hanno subito suscitato reazioni allarmate dei capi di stato europei, soprattutto nei paesi in cui la campagna elettorale è vicina. La Francia ha annunciato un aumento dei controlli al confine con la Spagna, mentre l’Italia sospeso gli accordi di Schengen (il sistema di libera circolazione all’interno dell’Unione europea), come ha già fatto al confine con la Slovenia negli anni passati.

Il 3 agosto Ceuta è tornata alla normalità, anche se è pattugliata da militari e polizia che controllano le persone in strada alla ricerca di migranti irregolari da rimpatriare o riportare in Marocco a bordo di camion militari. Sono state costruite delle barriere in mare per impedire ai migranti di attraversare il confine a nuoto.

Il valico di frontiera di Beni Ensar, l’unico operativo a Melilla, è stato riaperto dopo un giorno e mezzo di chiusura. Intanto il 2 goato ci sono state manifestazioni di esponenti dell’estrema destra a Ceuta, tra cui quella organizzata dal partito di estrema destra Vox che ha chiesto le dimissioni del primo ministro Pedro Sánchez e ha usato lo slogan “remigrazione” per chiedere che le persone arrivate in maniera irregolare fossero respinte o deportate. 

Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez è andato a Ceuta il 31 luglio e ha detto che si è trattato di una “violazione” della sovranità territoriale spagnola. Ceuta e Melilla, un’altra enclave spagnola nel nord del Marocco, sono l’eredità coloniale spagnola e sono quindi due territori europei in Africa.

Entrambi i territori registrano periodicamente un aumento dei tentativi di attraversamento di migranti che cercano di raggiungere l’Europa, spesso in concomitanza con crisi politiche di qualche tipo tra Madrid e Rabat.

Il ministro della politica territoriale Ángel Víctor Torres ha dichiarato che tra i fattori che potrebbero aver influenzato l’ondata di arrivi a Ceuta c’è una sentenza della corte suprema spagnola che all’inizio di luglio ha condannato la pratica dei respingimenti cosiddetti a caldo.

Anche il premier Sánchez ha avallato questa ipotesi, dicendo che i trafficanti di esseri umani avrebbero potuto approfittare di questa situazione, ma molti attivisti negano che questi numeri possano dipendere da questo fattore.

Usata a lungo dalle autorità spagnole, la pratica dei respingimenti gli permetteva di fermare le persone alla frontiera e di riportarle in Marocco prima che entrassero a Ceuta e Melilla.

Secondo il sindacato di polizia spagnola Augc, negli ultimi giorni c’erano troppo pochi agenti marocchini a sorvegliare la recinzione. Rabat nega qualsiasi responsabilità negli attraversamenti e accusa i trafficanti di esseri umani, ma non sarebbe la prima volta che il Marocco spinge i migranti ad attraversare la frontiera. 

Nel 2021 il Marocco aveva permesso l’attraversamento del confine a diecimila persone in quarantott’ore. Tra loro c’erano 1.500 minori. Rabat aveva usato questa strategia per fare pressione su Madrid dopo che la Spagna aveva permesso al leader degli indipendentisti sahrawi del Fronte Polisario, Brahim Ghali, affetto da una grave forma di covid, di andare a curarsi nel paese. La scelta di aiutare Ghali, che le autorità marocchine considerano un nemico, avrebbe causato le dimissioni dell’allora ministro degli esteri spagnolo e del capo di gabinetto, oltre a innumerevoli indagini su altri componenti del governo e su vertici militari coinvolti nel caso.

Anche questa volta quindi non si può escludere che questa crisi improvvisa sia stata provocata da Rabat, tanto più che Sánchez pochi giorni fa ha visitato l’Algeria, che è il principale alleato regionale del Fronte Polisario.

Gli ingressi straordinari a Ceuta sono ora strumentalizzati dagli avversari di Sánchez, sia in Spagna sia in Europa, anche perché il leader spagnolo ha appena portato a termine un programma di regolarizzazione di un milione di immigrati, rivendicando una posizione opposta alla maggior parte dei governi e dei leader europei, che invece stanno assumendo posizioni sempre più restrittive sull’immigrazione.

Anche per questo Parigi e Roma, che sono già nel pieno della campagna elettorale, hanno subito reagito in maniera categorica alle immagini che sono arrivate da Ceuta e le hanno usate per chiedere un approccio europeo più drastico. Il ministro dell’interno francese Laurent Nuñez ha dichiarato di avere già deciso “di intensificare i controlli al confine spagnolo”.

L’Italia ha sospeso Schengen con la Spagna, nonostante l’Italia non condivida alcuna frontiera terrestre con Madrid, ma ha rafforzato i controlli alle frontiere aeroportuali e marittime per chi proviene dalla Spagna. Il ministro dell’interno finlandese ha elogiato la proposta di Meloni e ha affermato che l’Unione europea dovrebbe seguire l’esempio dell’Italia.

“Le immagini provenienti da Ceuta dimostrano come la decisione del governo di Madrid di concedere la cittadinanza spagnola, e quindi europea, a oltre 500mila immigrati irregolari sia profondamente sbagliata e incoraggi la tratta di esseri umani”, ha scritto su X il ministro degli esteri italiano Antonio Tajani, confondendo la cittadinanza con i permessi di soggiorno, che in effetti Madrid ha concesso agli irregolari.

Il ministro degli esteri spagnolo José Manuel Albares ha replicato definendo il messaggio di Tajani “inappropriato” e ha affermato che la Spagna si aspettava “solidarietà e non demagogia” dall’Italia. Le affermazioni di Tajani hanno scatenato una crisi diplomatica con la Spagna, ma Roma non si è fermata e ha proposto di procedere con la costruzioni di hub europei di rimpatrio ed espulsione in paesi non europei su modello di quello che la stessa Italia ha realizzato in Albania. Di questo si dovrebbe parlare al consiglio europeo straordinario convocato per il 4 agosto su iniziativa dell’Italia e della Danimarca.

Un consiglio europeo straordinario per parlare di Ceuta, le destre si alleano contro Sánchez. Il 4 agosto è stato convocato un consiglio straordinario dei ministri dell’Unione europea per discutere della situazione a Ceuta. L’Italia aveva proposto che la Spagna fosse sospesa dagli accordi di Schengen, mentre insieme alla Francia ha già ripristinato i controlli alle frontiere marittime e aeroportuali per le persone che arrivano dalla Spagna. Nel weekend inoltre Roma si è fatta promotrice di una lettera firmata da 22 paesi europei che chiedevano la convocazione di un vertice straordinario dei ministri dell’interno dell’Unione.

I leader europei hanno criticato la politica migratoria spagnola, soprattutto il piano di Madrid di regolarizzare oltre un milione di migranti irregolari. Alcuni governi hanno sostenuto che la misura crei un “fattore di attrazione”, incoraggiando le persone a credere che l’ingresso irregolare possa in futuro portare alla residenza legale. Sánchez ha respinto le critiche in una lettera, accusando alcuni paesi di avere reagito in modo “egoistico” e “polarizzante”. Sánchez ha sostenuto che la Spagna ha bisogno della solidarietà europea, non di nuove divisioni.

[Fonte: Internazionale; Foto: Progetto Melting Europa]