Slovacchia, attacco alla democrazia

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Slovacchia sotto shock: il premier Robert Fico ferito a colpi di arma da fuoco. È in pericolo di vita. Questo il punto dell'ISPI.

Il primo ministro slovacco Robert Fico è stato ferito da colpi di armi da fuoco al termine di una riunione del governo ad Hadlova, a nord-est di Bratislava. Traportato in ospedale in eliambulanza le sue condizioni sono apparse subito molto gravi e sarebbe stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico. Il premier “è in pericolo di vita” ha dichiarato in una nota l'ufficio dello stesso capo del governo secondo cui Fico è stato operato all'ospedale Banska Bystrica, poiché il trasporto verso la capitale Bratislava avrebbe richiesto “troppo tempo”. Le prossime ore “saranno decisive” conclude la breve nota. L’aggressione è avvenuta nel primo pomeriggio quando Fico è uscito a salutare la folla dopo una riunione dell’esecutivo. A quel punto è stato raggiunto da tre, forse quattro colpi d'arma da fuoco che, secondo alcuni testimoni, lo avrebbero raggiunto alle braccia, all’addome e alla testa. L'aggressore, un uomo di 71 anni originario di Levice, nel sud del paese, è stato immediatamente arrestato. Non sono ancora chiari i motivi del gesto che ha scioccato il paese e proiettato un’ombra cupa sulla campagna elettorale a poche settimane dalle elezioni europee di giugno.

Chi è Robert Fico?

Considerato il Viktor Orbàn della Slovacchia, Robert Fico, 54 anni ricopre l’incarico di primo ministro della Slovacchia dall’ottobre scorso quando con il suo partito socialista e filorusso Smer ha vinto le elezioni, ricevendo dalla presidente, Zuzana Čaputová, l’incarico di creare una maggioranza. Da allora governa un esecutivo populista ed euroscettico grazie ad una coalizione con lo Hlas-Sd di Peter Pellegrini e la destra estrema del Partito Nazionale Slovacco. In palese rottura con la politica portata avanti dal suo predecessore, Eduard Heger, ha traghettato Bratislava su posizioni anti-ucraine accusando Bruxelles e gli alleati occidentali di aver “prolungato il conflitto” sostenendo Kiev contro l’invasione di Mosca e di aver “danneggiato più l’Ue che la Russia”. La sua posizione si è ulteriormente rafforzata in aprile, con la vittoria dell’alleato di governo Pellegrini alle elezioni presidenziali, che ha alimentato i timori sullo stato di diritto e sulla possibile deviazione del paese dalla politica comune sul sostegno all’Ucraina e in ambito Nato. Fico era già stato primo ministro della Slovacchia per oltre un decennio, tra il 2006 e il 2010 e poi di nuovo dal 2012 al 2018. Fu costretto a dimettersi nel marzo di quell’anno dopo settimane di proteste di massa per l’omicidio del giornalista investigativo Jan Kuciak e della sua fidanzata, Martina Kušnírová.

Condanna unanime?

L’attentato ai danni del premier ha scioccato e provocato la condanna pressoché unanime dei leader europei. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha twittato: “Condanno fermamente il vile attacco al primo ministro Robert Fico. Tali atti di violenza non trovano posto nella nostra società e minano la democrazia, il nostro bene comune più prezioso. I miei pensieri vanno al Primo Ministro Fico e alla sua famiglia”. Gli ha fatto eco il presidente del Consiglio Charles Michel come gli altri leader europei e il primo ministro ungherese Viktor Orban ha aggiunto: “Sono rimasto profondamente scioccato dall’atroce attacco contro il mio amico, il primo ministro Robert Fico. Preghiamo per la sua salute e una pronta guarigione! Dio benedica lui e il suo Paese!”. Immediata, anche la condanna di Volodymyr Zelensky e gli ha augurato una pronta guarigione. “Condanniamo fermamente questo atto di violenza contro il capo del governo del nostro Stato partner vicino. Dovrebbe essere fatto ogni sforzo per garantire che la violenza non diventi la norma in nessun paese, forma o ambito", ha affermato in un messaggio sui social media. Anche l'ambasciatore russo in Slovacchia Igor Bratchikov i ha espresso la sua condanna e chiesto una punizione esemplare per i responsabili.

Un clima polarizzato?

Quello accaduto ai danni del premier è un attacco brutale maturato in un contesto di tensione crescente che attraversa la Slovacchia. Ne è convinto Milan Nic, ex consigliere del viceministro degli Esteri slovacco, che ha riferito alla Bbc che il sistema politico nel paese è polarizzato da diversi anni, e che quello a Fico “non è un incidente isolato”. Prima di oggi, infatti, ha sottolineato Nic “altri politici sono stati minacciati”, tra cui l'attuale presidente Zuzana Caputova centrista ed europeista, che ha deciso di non candidarsi alla rielezione dopo aver ricevuto minacce di morte, e dichiarandosi “esausta” dell’atmosfera politica tossica nel paese. Oggi la presidente uscente ha definito l’attacco contro il suo avversario politico un “attacco brutale e spietato alla democrazia” e ha aggiunto: “La polizia ha arrestato l'autore del reato e fornirà ulteriori informazioni quando possibile. Fino ad allora, non diamo giudizi affrettati, per favore. Penso che la cosa più importante su cui dovremmo concentrarci tutti in questo momento sia il rapido recupero di Robert Fico”. Un riferimento, sembra, alle parole del vice speaker del Parlamento, Lubos Blaha, che una volta appreso dell’aggressione si è rivolto verso i banchi di opposizione dicendo: “è colpa vostra”. In questi giorni il parlamento è alle prese con un controverso disegno di legge che revocherebbe il servizio pubblico RTVS e istituirebbe una nuova emittente più favorevole al governo, secondo i critici. Domani sera a Bratislava era prevista una nuova protesta antigovernativa, revocata dopo l’aggressione al premier.

Il commento di Antonio Villafranca, Vice Presidente ISPI e Responsabile Osservatorio Europa e Governance Globale

“In attesa di capire i contorni della vicenda e le condizioni di salute del primo ministro slovacco Robert Fico quello che preoccupa è la crescita di episodi di violenza che in vista del voto si stanno manifestando in alcuni paesi europei. È indicativo che questi si verifichino anche in Germania - dove vari esponenti politici sono stati attaccati nelle ultime settimane. In un contesto internazionale teso, con due guerre alle sue porte, l’Europa deve mantenere saldo il suo spazio democratico e respingere ogni forma di estremismo”.

[Questo articolo è stato pubblicato sul sito dell'ISPI, al quale rimandiamo; Photo Credits: ISPI]