Ucraina: Kirill, “no a un’escalation del conflitto. Non si risparmino sforzi per la pace”

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“I tragici sviluppi in Ucraina sono ciò che mi fa male al cuore. Il Patriarcato di Mosca assume una posizione chiara e inequivocabile: chiediamo di prevenire un’ulteriore escalation del conflitto. Nessuno sforzo dovrebbe essere risparmiato per garantire che la pace benedetta sia ripristinata nel paese devastato dalla guerra e che sia posta fine allo spargimento di sangue, insieme a qualsiasi persecuzione per motivi religiosi, politici o linguistici”. E’ quanto afferma il patriarca di Mosca e di tutte le Russie in un messaggio di congratulazioni inviato a Jerry Pillay, segretario generale del Consiglio ecumenico delle Chiese, e ai membri del Comitato centrale del CEC in occasione del 75° anniversario della fondazione dell’organizzazione. “A questo proposito – osserva -, vorrei fare una menzione speciale degli sforzi del Prof. Jerry Pillay e dell’attuale e precedente dirigente del CEC che negli ultimi mesi hanno visitato Mosca e Kiev in diverse occasioni”.

“Poiché si sentono regolarmente inviti a rinunciare al dialogo e a rivolgersi alla retorica degli ultimatum e delle minacce, il ruolo di costruzione della pace del Consiglio ecumenico delle Chiese acquista particolare importanza – avverte Kirill -. Credo che dobbiamo mantenere i ponti di comunicazione costruiti da noi e dai nostri predecessori nel corso dei decenni, non solo per il nostro bene, ma anche per il bene delle generazioni future. Come ha dimostrato l’undicesima Assemblea generale tenutasi nel 2022, questi punti di vista sono condivisi dalla leadership del CEC e dalla stragrande maggioranza delle sue chiese membri. Auspico che, con l’aiuto di Dio, la Chiesa ortodossa russa e il Consiglio ecumenico delle Chiese continuino la loro fruttuosa collaborazione”.

Rivolgendosi, nel Messaggio pubblicato sul sito della Chiesa Ortodossa russa, a quella che definisce “la più grande organizzazione internazionale che funge da luogo di incontro e dialogo per cristiani di diverse tradizioni”, Kirill ricorda che il Consiglio ecumenico delle Chiese “è stato fondato in tempi cruciali, quando devastanti rivoluzioni, spaventose persecuzioni contro i cristiani e due guerre sanguinose che avevano causato milioni di vittime erano cose del passato”. Tuttavia, “è stato anche il momento in cui è iniziata la Guerra Fredda, che ha messo l’umanità in pericolo di una catastrofe nucleare. In quei tempi difficili, nonostante le divisioni geopolitiche, i cristiani decisero di unire i loro sforzi per rafforzare la pace tra paesi e nazioni e promuovere la cooperazione interconfessionale”.

“La Chiesa ortodossa russa – ricorda ancora il Patriarca di Mosca – si è unita al WCC nel 1961, quando la crisi dei missili cubani ha iniziato a manifestarsi. Agendo in stretta collaborazione con rappresentanti di altre Chiese ortodosse locali e confessioni cristiane, il Patriarcato di Mosca ha partecipato per decenni alla missione pacificatrice del CEC, dedicando grande attenzione alla lotta alla xenofobia, al razzismo e all’ingiustizia sociale”. E oggi, aggiunge, “ci siamo trovati ancora una volta di fronte a un confronto geopolitico su larga scala”.

(Fonte: Chiesa ortodossa russa; Foto: World Council of Churches)