Ucraina: Shevchuk, “l’appello del Papa ‘no alla guerra!’ dev’essere ascoltato da chi alimenta i conflitti nel mondo”

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“Siamo grati a Papa Leone XIV per il coraggio di parlare con la Parola di Dio a coloro che si sono lasciati ingannare dall’illusione dell’onnipotenza e trascinano il mondo nel vortice di una guerra distruttiva”. Con queste parole il Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina, l’arcivescovo maggiore di Kyiv Sviatoslav Shevchuk, ha commentato la 218 ª settimana di guerra, sottolineando che il richiamo del Pontefice riguarda tutti coloro che seminano morte, in particolare gli autori dell’ingiusta aggressione contro l’Ucraina.

Nonostante la dichiarazione di un cosiddetto «cessate il fuoco» pasquale da parte dell’aggressore, la tregua è stata cinicamente infranta attraverso crimini contro l’umanità e gravi violazioni del diritto internazionale.

In questo contesto di escalation, Sua Beatitudine Sviatoslav ha espresso particolare gratitudine per la voce profetica di Papa Leone XIV, attualmente in visita nel continente africano. «Il suo chiaro e coraggioso ”No alla guerra!” risuona come un appello urgente alla coscienza del mondo contemporaneo».

«Quando oggi si parla di tiranni, — ha osservato il Capo e Padre della Chiesa greco-cattolica ucraina — spesso si ricordano altri conflitti, in particolare la guerra in Iran. Ma purtroppo uno di loro, che probabilmente anche il Papa aveva in mente, conduce ormai da cinque anni una guerra contro l’Ucraina. Siamo grati a Papa Leone XIV per il coraggio di parlare con la Parola di Dio a coloro che si sono lasciati ingannare dall’illusione dell’onnipotenza e trascinano il mondo nel vortice di una guerra distruttiva».

Sua Beatitudine Sviatoslav ha poi sottolineato il valore spirituale del messaggio del Santo Padre in coincidenza con le festività: «È stato particolarmente importante ascoltare questa voce alla luce della Pasqua del Signore — festa della vittoria della vita sulla morte — quando accogliamo tra noi il Cristo risorto come Principe della pace. Sostenendo il Santo Padre in questa lotta contro la guerra, desideriamo che tutto il mondo ascolti: l’Ucraina resiste, l’Ucraina combatte, l’Ucraina prega!».

Il messaggio ha toccato anche un evento doloroso avvenuto nei territori temporaneamente occupati: la profanazione della chiesa greco-cattolica dei Santi Apostoli Pietro e Paolo a Tokmak, nella regione di Zaporizhzhia. Proprio nel giorno di Pasqua, il luogo di culto è stato sottratto alla comunità locale.

«Con particolare cinismo sono stati cacciati i nostri fedeli, che, nonostante l’impossibilità di partecipare alle liturgie per l’assenza del loro sacerdote, si prendevano cura della chiesa, la pulivano e la frequentavano. La chiesa è stata occupata da sacerdoti della Chiesa ortodossa russa con la partecipazione di formazioni militari», ha raccontato Sua Beatitudine Sviatoslav.

Esprimendo profondo dolore per quanto accaduto, il Capo della Chiesa ha assicurato la sua vicinanza nella preghiera ai fedeli delle zone martoriate, ribadendo la ferma testimonianza di fede di un popolo che, pur tra le sofferenze, continua a proclamare la vittoria di Cristo sulla morte.

Durante il suo viaggio in Africa, che si conclude oggi, papa Leone XIV ha parlato espressamente anche della situazione in Ucraina. «Mi addolora profondamente il recente intensificarsi degli attacchi contro l’Ucraina, che continuano a colpire anche i civili. Esprimo la mia vicinanza a quanti soffrono e assicuro la mia preghiera per tutto il popolo ucraino. Rinnovo l’appello perché tacciano le armi e si persegua la via del dialogo», ha detto il Pontefice alla recita del Regina Caeli domenica 19 aprile al termine della messa nella capitale dell’Angola, Luanda.

[Fonte e Foto: Chiesa greco-cattolica ucraina]