
Ucraina: Mosca conferma la disponibilità a cooperare con la Santa Sede sulle “questioni umanitarie legate ai minori”

L’Ambasciata russa in Vaticano, “ma la tutela dei minori non sia strumentalizzata politicamente”. Intanto massiccio attacco russo sull’Ucraina, oltre 20 morti.
CITTA’ DEL VATICANO – In relazione alla guerra in Ucraina, Mosca conferma “la disponibilità della Russia a proseguire la cooperazione internazionale sulle questioni umanitarie legate ai minori, in particolare con la Santa Sede, il cardinale Zuppi e i rappresentanti della Nunziatura Apostolica”. Lo ha affermato l’Ambasciata della Federazione Russa presso la Santa Sede in un comunicato diffuso in occasione della Giornata internazionale della protezione dell’infanzia – riferisce l’ANSA -, nel quale tra l’altro viene sottolineato come la tutela dei minori coinvolti nelle conseguenze del conflitto ucraino debba restare “una questione umanitaria” e “non diventare oggetto di strumentalizzazione politica”.
Nel testo si contesta il riferimento a presunti “20 mila minori rapiti o deportati in Russia”, cifra che, secondo la parte russa, non trova riscontro nelle richieste concrete pervenute a Mosca. L’Ambasciata rileva che “ogni caso viene verificato individualmente, sulla base dei documenti disponibili, dei legami familiari e dell’interesse superiore del minore”. Dal febbraio 2022, si legge nel comunicato, la Russia ha accolto diversi milioni di rifugiati provenienti dall’Ucraina, tra cui circa 700 mila minorenni, in larga parte arrivati insieme ai genitori o ai parenti.
Per quanto riguarda gli elenchi trasmessi dalla parte ucraina, attraverso l’inviato speciale del Papa per l’Ucraina, il cardinale Matteo Zuppi, sono stati inizialmente ricevuti due elenchi riguardanti 120 bambini. Un ulteriore elenco di 339 minori è stato consegnato durante i negoziati di Istanbul del 2 giugno 2025.
Complessivamente, nei materiali ricevuti dalla parte russa figurano oggi circa 1.200 nomi. Secondo l’Ambasciata, tali elenchi contengono ripetizioni e spesso non riportano informazioni sui genitori, sui tutori o sui rappresentanti legali. Sono stati inoltre individuati 73 nominativi di persone già maggiorenni, 23 delle quali lo erano già prima dell’inizio dell’operazione militare speciale. Il più recente elenco, ricevuto quest’anno dal cardinale Zuppi e poi attraverso il Sovrano Militare Ordine di Malta, riguarda 15 persone e contiene informazioni più dettagliate.
Il comunicato riferisce che le verifiche sono condotte dall’Ufficio della Commissaria per i diritti dei bambini presso il Presidente della Federazione Russa, Maria Lvova-Belova. “Per i casi più complessi sono attivi contatti diretti tra Lvova-Belova e il suo omologo ucraino; in alcuni di essi, su richiesta del cardinale Zuppi, partecipano come garanti i Nunzi apostolici a Mosca e a Kiev”, si legge nella nota. Secondo i dati citati, a maggio 2026, con l’assistenza dell’Ufficio di Lvova-Belova, sono stati ricongiunti 30 minori con 22 famiglie in Russia e 141 minori con 114 famiglie in Ucraina e in Paesi terzi.
Intanto ieri l’esercito russo ha lanciato un massiccio attacco contro l’Ucraina che ha causato 21 morti, tra cui un bambino, e oltre cento feriti, segnando una delle più imponenti operazioni di Mosca negli ultimi mesi. Diverse le vittime a Dnipro e anche nella capitale Kiev. Secondo diversi analisti, si tratta di un modo per Mosca di esercitare nuove pressioni negoziali viste le difficoltà che sta incontrando in battaglia. Per il secondo mese consecutivo, gli ucraini hanno riconquistato centinaia di chilometri di territorio occupato. Tuttavia, dopo l’ultimo attacco di ieri, le autorità di Kiev hanno ordinato l’evacuazione di più di settemila civili da diverse località di Kharkiv.
Intanto le autorità della Crimea introducono buoni benzina per la carenza di carburante. Dal 31 maggio, la AI-95 presso le stazioni di servizio Atan e Tes nella penisola viene venduta solo con buoni, mentre la vendita di AI-92 è limitata a 20 litri per veicolo. A Sebastopoli, entrambe le tipologie sono ora disponibili coi buoni. I problemi di approvvigionamento sono iniziati dopo i raid ucraini contro vie logistiche che collegano la penisola con la Russia continentale.
[Fonte: ANSA, AsiaNews; Foto: Chiesa greco-cattolica ucraina/UNISEF Ukraine]



