
Vertice Ue a Cipro: mons. Crociata, “l’Europa è vitale per il cammino dell’umanità verso la pace”

Il presidente della Comece – a Nicosia con i vescovi europei riuniti in Assemblea plenaria – richiama i leader Ue che da ieri sera sono a Cipro per un Vertice informale: difesa sì, ma senza smarrire la vocazione originaria alla pace. Dai vescovi, l’invito a rafforzare diplomazia e dialogo, guardando al Mediterraneo, tra guerra in Ucraina e nuove sfide globali. Il servizio di M. Chiara Biagioni per il Sir.
“L’Europa rimane, al momento, l’unico continente – o meglio, l’unica unione di Paesi – capace di guardare alle dinamiche globali ponendo al centro la pace, anziché interessi o mire di altro genere. Il rischio che l’Europa perda questa capacità di essere se stessa è quindi vitale, oserei dire, per il cammino dell’umanità, almeno in questa fase storica, segnata dall’emergere diffuso di minacce alla libertà e alla democrazia”. E’ l’appello di mons. Mariano Crociata, presidente della Commissione delle Conferenze episcopali dell’Unione Europea, ai capi di stato e di governo che da ieri sera si sono ritrovati ad Agia Napa (Cipro) per un vertice informale del Consiglio dell’Ue sotto la presidenza cipriota che ha tra i dossier al centro dei colloqui la guerra in Ucraina e in Medio Oriente, crisi energetica, mutua difesa Ue e il prossimo bilancio 2028-2034.
Da mercoledì, i vescovi dell’Unione Europea sono a Nicosia, capitale di Cipro, come sede della Assemblea plenaria della Comece che si concluderà oggi. “Questa coincidenza – sottolinea il vescovo Crociata parlando al Sir a margine dei lavori – è molto significativa e ha naturalmente rafforzato la nostra linea di riflessione sulla situazione globale, in particolare su quella europea a partire dalla situazione Ucraina a mediterranea con la escalation in Medio Oriente”. “Il contatto con le autorità religiose, con le diverse realtà e le Chiese dell’isola, così come con la sua popolazione – osserva il vescovo -, ci ha offerto una visione molto concreta della situazione. Questo ci porta a ritenere che anche da questo Consiglio straordinario, che si svolge qui, debba emergere uno sforzo maggiore per osservare il cammino dell’Europa dal punto di vista di quest’isola e di questo territorio”.
“Un’Europa che sappia guardare di più da una prospettiva mediorientale, o meglio ancora mediterranea, darebbe all’impegno che l’Unione Europea già profonde per la pace e la sicurezza, una visione più integrale e quanto mai attuale, alla luce di ciò che stiamo vivendo”.
Al vertice, si parlerà certamente di difesa e di armamenti, ma qual è la vera vocazione dell’Europa? “La sua vocazione è quella di essere, come si è sempre detto, un progetto di pace”, risponde il vescovo presidente della Comece. “Naturalmente in modo realistico”, precisa Crociata. “Questo implica — ed è la direzione verso cui, come indicano diversi segnali, l’Unione Europea potrebbe e dovrebbe muoversi — la ricerca di un equilibrio tra la difesa comune e le garanzie di sicurezza, da un lato, e l’uso privilegiato, se non esclusivo, della diplomazia e del dialogo nella risoluzione dei conflitti, dall’altro. Questo è ciò che l’Europa sa fare e può continuare a fare”.
Proprio in questi giorni, i vescovi Ue hanno consegnato un “Documento” alla Presidenza cipriota del Consiglio dell’Unione Europea. I vescovi fanno riferimento in particolare all’invasione su vasta scala dell’Ucraina da parte della Russia che “continua a infliggere immense sofferenze umane e a destabilizzare la sicurezza europea e globale”. Da qui l’appello a “intensificare gli sforzi diplomatici per una pace giusta, globale e duratura, fondata sul diritto internazionale”. Riguardo invece al Medio Oriente, i vescovi scrivono: “pur riconoscendo la necessità di una maggiore preparazione e responsabilità in materia di sicurezza e difesa, l’UE dovrebbe rimanere fedele alla sua visione fondante. Gli investimenti nella difesa devono essere necessari, proporzionati e adeguati e non devono avvenire a scapito degli sforzi volti a promuovere la dignità umana, la giustizia, lo sviluppo umano integrale e la cura del creato”. “La politica di difesa deve sempre rimanere chiaramente orientata alla pace”.
“Saremo giudicati da come avremo operato di fronte alle inarrestabili ondate migratorie”
“Mi permetto di dire che verrà un tempo in cui noi cristiani saremo giudicati su come avremo valutato e operato ciò che sta avvenendo con le ondate migratorie che si susseguono inarrestabili”.
Nella sua relazione pronunciata in apertura all’Assemblea plenaria dei vescovi Ue a Cipro, mons. Mariano Crociata ha parlato anche delle migrazioni e dell’asilo, facendo riferimento in particolare alla recente posizione assunta dal Parlamento europeo sul tema dei rimpatri o del ricorso a paesi terzi.
“Il nostro Segretariato – ha detto Crociata – è impegnato a seguire in via prioritaria e con particolare attenzione la questione, come tutto il pacchetto delle politiche migratorie e di asilo e la loro applicazione nei nostri paesi, per il rilievo non solo umanitario o morale che hanno, ma anche per il loro significato epocale”.
“È chiaro che ci vuole criterio e proporzione anche o soprattutto in queste cose, ma la linea e il principio sono le cose fondamentali. E qui il fatto di cui bisogna prendere atto è che c’è un mondo di miseria, fatto di miliardi di esseri umani, che non sopportano più di continuare a vivere in quella condizione mentre sanno che la nostra parte di umanità vive nel benessere. C’è una istanza di equità, di equilibrio che non può essere cancellata. Non vorrei esagerare, ma il paragone deve essere fatto con le epoche di riduzione in schiavitù e di deportazione di masse umane dai paesi africani e da altrove, nella perfetta ignoranza o perfino nella giustificazione dell’Occidente cristiano di allora. Ciò che ha portato un papa come san Giovanni Paolo II a chiedere pubblicamente perdono”.
[Fonte: Sir; Foto: Comece]



