Antisemitismo tra le guardie svizzere? Indagine su episodio che macchierebbe gravemente gli ‘angeli custodi’ del Papa

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CITTA’ DEL VATICANO – “La Guardia Svizzera Pontificia ha ricevuto una segnalazione relativa a un episodio verificatosi presso uno degli ingressi dello Stato della Città del Vaticano, nell’ambito del quale sarebbero stati rilevati elementi interpretati come riconducibili a connotazioni di natura antisemita”. Il Vaticano, con una dichiarazione del portavoce Matteo Bruni in risposta alle domande dei giornalisti, rompe il silenzio su un episodio che potrebbe macchiare gravemente l’immagine dell'”esercito più piccolo del mondo”, proprio in un momento in cui a livello globale imperversano le polemiche sulle crescenti ondate di antisemitismo.

“Sulla base di una ricostruzione preliminare – ha spiega ancora il direttore della Sala stampa vaticana -, la segnalazione farebbe riferimento a un dissidio sorto in occasione della richiesta di uno scatto fotografico presso il posto di servizio”. La vicenda “è attualmente oggetto di un procedimento interno di verifica, attivato secondo le procedure previste in presenza di segnalazioni che coinvolgano appartenenti al Corpo. Tale procedura si svolge nel rispetto dei principi di riservatezza e imparzialità, e in conformità alla normativa vigente”.

Sempre a quanto ha riferito Bruni, “la Guardia Svizzera Pontificia, nel solco della propria secolare tradizione di servizio, ribadisce il costante impegno a garantire che lo svolgimento della propria missione avvenga sempre nel rispetto della dignità di ogni persona e dei fondamentali principi di uguaglianza e non discriminazione”.

L’episodio a cui fa riferimento la dichiarazione del portavoce della Santa Sede vede una Guardia svizzera sotto indagine per un presunto comportamento inappropriato mentre era in servizio. Ad anticipare la notizia in Italia è stata venerdì scorso, 7 novembre, Repubblica, rilanciando notizie diffuse dal giornale austriaco Die Furche e dal portale Kathpress. Nell’udienza generale del Papa di mercoledì 29 ottobre due donne ebree sarebbero state insultate appunto da una Guardia svizzera in servizio a Piazza San Pietro.

Interpellato dall’ANSA, il portavoce della Guardia Svizzera pontificia, il caporale Eliah Cinotti, ha confermato: “E’ stato segnalato un episodio litigioso in uno dei punti in cui c’era il servizio e, come accade in queste occasioni, è stata avviata una indagine interna. E’ una procedura standard perché il servizio deve essere prestato sempre con il massimo della professionalità”. Quanto ai contenuti dell’indagine, Cinotti ha spiegato che “è un’indagine interna e resta riservata”.

L’episodio è avvenuto all’ingresso dell’Arco delle Campane. Quella mattina l’udienza era dedicata all’anniversario di Nostra Aetate e la piazza era piena di rappresentanti delle altre religioni, con una folta rappresentanza ebraica. Una delle persone coinvolte, Michal Govrin, scrittrice e direttrice di teatro israeliana, ha raccontato: “Mentre io e una collega, due donne che di solito non sono riconoscibili come ebree, varcavamo un ingresso laterale di Piazza San Pietro come parte di una delegazione internazionale di ebrei, un membro della Guardia Svizzera Pontificia ha visibilmente sibilato verso di noi ‘les juifs’, gli ebrei” e poi “ha fatto il gesto di sputare nella nostra direzione con evidente disprezzo”.

Se l’episodio sarà confermato dall’indagine interna, possono essere immaginati provvedimenti drastici. Insomma, un bruttissimo colpo per gli “angeli custodi del Papa”. Proprio in quell’udienza del 29 ottobre Leone XIV aveva detto: “La Chiesa non tollera l’antisemitismo e lo combatte, a motivo del Vangelo stesso”. L’affermazione era stata accolta da un lungo applauso.

[Foto: Vatican News]