
Arrivati a Fiumicino 130 rifugiati con corridoio umanitario

Volo da Tripoli organizzato dall’Unhcr, saranno accolti da Sant’Egidio e Chiese protestanti.
FIUMICINO, 14 MAG – Sono arrivati all’aeroporto di Fiumicino, con un volo organizzato dall’agenzia Onu per i rifugiati Unhcr proveniente da Tripoli, 130 rifugiati. Il loro ingresso in Italia, grazie ad un corridoio umanitario, è reso possibile dal protocollo tra ministero dell’Interno, ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Unhcr, Arci e Comunità di Sant’Egidio, firmato nel dicembre 2023, che ha finora consentito l’arrivo in sicurezza di 766 persone.
Originari di diversi paesi africani insanguinati da guerre e violenze, ma anche della Palestina, i rifugiati verranno accolti in diverse regioni italiane da Comunità di Sant’Egidio, Chiese protestanti italiane, Arci – nei loro circoli rifugio grazie al sostegno dei fondi 8×1000 dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai – e tramite il Sistema Accoglienza e Integrazione. Dopo le prime operazioni di assistenza, nel pomeriggio sono stati accolti ufficialmente da Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio; Giulia Gori, Federazione delle chiese evangeliche in Italia; Filippo Miraglia, responsabile Immigrazione di Arci nazionale; Filippo Ungaro, portavoce di Unhcr Italia e rappresentanti del ministero dell’Interno e del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
Con i 130 rifugiati arrivati oggi a Fiumicino da Tripoli, sono 143 le persone che sono arrivate a maggio in Italia, attraverso i corridoi umanitari organizzati dall’ Unhcr: 72 donne e 71 uomini, fra cui 38 minorenni. Ben 96 originari del Sudan, 18 eritrei e i restanti provenienti da altri paesi dell’Africa.
“Siamo arrivati a 10 anni di Corridoi umanitari che hanno permesso a oltre 10mila persone che escono da guerre e situazioni di abuso e hanno modo di trovare un posto buono nel nostro paese”, ha detto Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, accogliendo i 130 rifugiati arrivati al terminal T5 dello scalo romano.
“I corridoi umanitari – ha aggiunto – vogliono dire accoglienza, ma soprattutto integrazione. Queste persone vivono fra noi, i bambini vanno a scuola, gli adulti lavorano. È un modello vincente. Siamo soddisfatti dell’arrivo di oggi perché coinvolge 130 persone di cui la metà sono donne, vittime di tratta, donne sudanesi, paese che soffre di una guerra fratricida terribile che ha fatto migliaia di morti”. Ad accogliere i 130 rifugiati a Fiumicino anche l’ambasciatore Pierfrancesco Sacco per il ministero degli Esteri e il prefetto del ministero dell’Interno, Rosanna Rabuano.
“Arrivano dalla Libia, persone che si mettono in salvo da una situazione terribile, un mondo in guerra in cui molte persone sono costrette a scappare dalle loro case”, ha aggiunto Filippo Miraglia dell’Arci.
“Attraverso la nostra rete dei Circoli Arci rifugio – ha aggiunto -, anche grazie al sostegno dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, forniamo una accoglienza con gli stessi parametri dell’accoglienza pubblica. Verranno accolti sin dal primo giorno, seguiti nella procedura per l’acquisizione dello status di rifugiato, ma con l’obiettivo di renderle persone autonome, insegnandogli la lingua italiana e avviandoli ad un percorso di formazione e lavoro che gli permetterà poi scegliere dove andare”.
Giulia Gori, della Federazione chiese evangeliche in Italia, si è detta “contenta di accogliere queste persone qui in Italia, ma ci dobbiamo ricordare che le politiche europee stanno limitando ad altri che si trovano nella stessa situazione di arrivare in sicurezza attraverso i corridoi umanitari. La società civile fa il suo, ha bisogno del supporto dei governi. Ognuno deve fare il suo per creare nuovi spazi. Nel prossimi mesi sono previsti nuovi corridoi dalla Libia e dalla Turchia”.
[Fonte: ANSA/Telenews; Foto: Comunità di Sant’Egidio]



