Card. Reina, “Roma può avere un grande ruolo per il mondo, ma deve recuperare un’anima”

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Presentato al Palazzo del Vicariato il numero di Limes sulla Città eterna.

ROMA, 15 DIC – La città di Roma può avere un grande ruolo per il mondo di oggi, che affondi le radici sulla sua storia e la sua identità, ma per farlo “deve recuperare un’anima”. Lo ha detto il cardinale Baldassare Reina, vicario del Papa per la diocesi capitolina, intervenuto stasera al Palazzo del Vicariato alla presentazione del numero della rivista Limes sul tema “”Roma, il mito e le prospettive della Città Eterna nella rivoluzione geopolitica in corso”.

“Roma è diventata grande – ha ricordato Reina – non per una concentrazione verso il suo interno ma per irradiazione, pensando ‘da qui al mondo’ (prima con gli imperatori, poi con la Chiesa) e pensando ‘dal mondo alla città. Temo che a tempo questo schema si sia capovolto: una città che pensa al suo piccolo, credendo che questo sia il mondo”.

Il vicario del Papa ha rievocato come la parola “pace” ricorresse sia nella “pax augustea” che nell’annuncio evangelico della nascita di Gesù, “pace in terra agli uomini di buona volontà”, “e questa visione significava non solo assenza di guerra, ma armonia dei popoli, che chiede quindi anche molto di più”. Reina ha voluto quindi rivolgere qualche “provocazione” a chi oggi è investito di responsabilità: “qual è la visione che si vuole lanciare oggi da questa città? Qual è la visione stessa che si ha della città? Quando parliamo di Roma, di quale Roma parliamo?” pensando alle tante e grandi differenze, soprattutto sociali, tra i vari rioni, quartieri, periferie.

Insomma, per l’agrigentino Reina “manca un’identità precisa”, e “se è vero che “in questa città c’è tutto (università, rappresentanze diplomatiche, persone che vengono da tutto il mondo, scienziati, poli industriali) è come se mancasse un’idea comune, unitaria. Quello che oggi osservo, da persona che vive a Roma e la ama, è una mancanza di prospettiva, di visione, come una città che oggi non ha un’anima”.

E secondo il cardinale vicario, “Roma nella sua missione ha bisogno di recuperare un’anima: che è energia, intelligenza, coscienza, visione, progettualità. E finché non recupererà quest’anima, rischierà di non avere un ruolo a livello geopolitico”. Per Reina, “se la recuperiamo, rendiamo un servizio al mondo intero, che oggi ne ha urgente bisogno. Manca infatti una ‘stabilitas’, che Roma ha e che viene dalla sua storia”. L’invito del cardinale è quindi di “confrontarsi, mettendo da parte i colori politici, con uno sforzo di pensiero per il bene di questa città” e delle sue criticità tra cui Reina ha citato “la sicurezza, la sfida educativa, l’allarme sul dilagare dell’uso delle sostanze”.

Parlando del contenuto del volume di Limes, i direttore Lucio Caracciolo e il moderatore della serata Piero Schiavazzi, hanno ricordato che nel “mito dell’Urbe” c’era la capacità di Roma “di tirare le fila dell’unità e di rinsaldare il legame tra i popoli”. Roma, inoltre, “è inestricabilmente intrisa di religione, già prima dell’arrivo dei Papi”.

Nella storia della città poi, “pacificare vuol dire convertirsi”: “Roma era maestra in questo perché, quando conquistava, integrava, conservando le identità, facendo convivere e coesistere”. Può essere questo, ancora oggi, “un modello per le relazioni internazionali”, sulla base di “una visione unitaria del pianeta”, che prima era appunto alla base dell’Impero, e poi dell’azione dei Romani Pontefici.

[Questo articolo è stato pubblicato ieri dall’ANSA; Foto: Omnes]