Corridoi umanitari, domani l’arrivo a Roma di 63 rifugiati accolti dalla rete Caritas

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In partenza da Amman, anche bambini e famiglie da Yemen, Sudan, Iraq e Somalia.

ROMA, 28 APR – Domani, mercoledì 29 aprile, arriveranno a Roma 63 rifugiati nell’ambito del progetto dei corridoi umanitari promosso da Caritas Italiana e reso possibile anche grazie al sostegno della Conferenza Episcopale Italiana attraverso i fondi dell’8xmille alla Chiesa cattolica. Si tratta di famiglie e persone vulnerabili che, dopo oltre sei mesi di attesa e di complesse procedure necessarie a garantire un’uscita sicura dalla Giordania, potranno finalmente iniziare in Italia un nuovo cammino di vita e di speranza.

L’arrivo all’aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino segna il compimento di un lavoro silenzioso e delicato, frutto della collaborazione tra organizzazioni umanitarie, Governo italiano e autorità dei Paesi di primo asilo. Ad accogliere i nuclei familiari saranno le Caritas diocesane coinvolte nel progetto, pronte ad accompagnare le persone verso le destinazioni finali e a sostenerle nei primi passi di integrazione sociale, abitativa e lavorativa.

Hanno aderito con generosità le diocesi di Vittorio Veneto, Fano, Conversano-Monopoli, San Marco Argentano, Messina, Verona, Milano, Oppido Mamertina-Palmi, Perugia, Como, Vigevano, Tricarico e l’Eparchia di Piana degli Albanesi che si sono attivate fin da subito per offrire accoglienza diffusa e percorsi concreti di inclusione, insieme alle comunità locali.

Come ha sottolineato il direttore di Caritas Italiana, don Marco Pagniello, “i corridoi umanitari non hanno la pretesa di risolvere da soli il dramma che accompagna le migrazioni forzate, ma testimoniano con chiarezza che un’altra strada esiste ed è praticabile. Sono una via concreta che nasce dal desiderio di costruire percorsi sicuri e dalla volontà di mettere al centro la dignità della persona”.

Tra i beneficiari in partenza da Amman vi sono numerosi bambini e famiglie provenienti da Yemen, Sudan, Iraq e Somalia. Per molti di loro questo viaggio è la concreta possibilità di lasciare alle spalle guerra, precarietà e paura per aprirsi a un futuro di speranza.

[Foto: Caritas Italiana]