Don Ciotti, "oggi la mafia più forte, ma noi siamo rimasti a Capaci". Intervento a Incontro presidenze diocesane di Ac

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ROMA, 27 AGO - "Il problema delle mafie si è globalizzato. Oggi le mafie sono più forti di prima, e sono più forti di ieri nel nostro Paese, ma l'immaginario della gente si è fermato a Capaci". Lo ha detto il fondatore e presidente di Libera, don Luigi Ciotti, intervenendo ieri a Castel Gandolfo all'Incontro delle presidenze diocesane dell'Azione Cattolica.

"Grazie al sacrificio della gente molte cose sono cambiate, c'è meno sangue, c'è meno avvertimento di violenza, ma loro sono ancora più forti - ha sottolineato -. Oggi nel nostro Paese a fare differenza è l'indifferenza. Siamo passati dal crimine organizzato al crimine normalizzato, perché nella testa degli italiani è diventato uno dei tanti problemi, ed è inquietante perché le mafie si alimentano della droga, che cattura fasce di giovani, nuove sostanze, poteri forti".

Don Ciotti ha posto l'accento sullo, "scandalo di leggi inadeguate, furbe, di parte come quelle sul gioco d'azzardo che mina la vita di tanti". "Le mafie sono forti in tante forme - ha insistito -, dove annusano che possono investire, loro ci sono. Sono più forti perché ormai viaggiano sul piano dell'alta finanza". Nel nostro Paese "siamo fermi a 31 anni fa, siamo andati indietro, loro sono più forti, li troviamo ovunque, in Italia le troviamo fortissime al nord, restano le forme tradizionali, i grandi boss sono diventati manager, imprenditori, c'è una grande commistione tra la massoneria, i poteri politici e mafia".

"Allora capite che questa idolatria del denaro, che è molto forte nel nostro paese e che ci impoverisce tutti, chiede a tutti uno scatto in più, perché non si uccide solo con le armi - ha aggiunto -. Si uccide bloccando una serie di politiche e servizi di opportunità per le persone. Deve esserci uno scatto da parte di tutti, ognuno per la propria parte, che comincia dalla voglia di conoscenza, della consapevolezza, della corresponsabilità. Ma le persone poi pericolose sono i neutrali".

Per Ciotti, "la missione della chiesa è essere coscienza critica e voce propositiva di valori più alti e vitali. Noi dobbiamo essere coscienza critica di questi valori e voce propositiva". "Certe leggi che abbiamo calpestano le persone - ha detto ancora il presidente di Libera -. Come quello dei migranti che è davanti agli occhi di tutti. Come le Ong che sono costrette a portarli lontani. Mentre qualcuno vuole fare ponti, ma in realtà costruiscono muri, stanno respingendo. Dobbiamo dirlo, perché tocca anche a noi vigilare, alzare la voce".

Inoltre, "è pericoloso quello che sta avvenendo sull'autonomia differenziata. Non si può affrontare lo scandalo della povertà promuovendo strategie differenziate, non può esserlo perché la libertà è un bene comune, perché le libertà devono essere uguali per tutti secondo la nostra Costituzione. Dobbiamo vigilare perché la politica non resti ambizione e poltrone. Ci sono persone non degne di rappresentare la sacralità delle istituzioni".

(Questo articolo è stato pubblicato oggi dall'ANSA - Foto: Forum Terzo Settore)