Ecco i vincitori della 7a edizione del Premio “Giuseppe de Carli”

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La cerimonia di premiazione si è svolta oggi pomeriggio alla Santa Croce. “La speranza e i suoi volti” il tema della tradizionale tavola rotonda con i professori Sanz (Santa Croce) e Dominici (Università di Perugia).

Roma, 30 novembre 2023 – Sono Maria Ilaria De Bonis (Popoli e Missione), Salvatore Cernuzio (Radio Vaticana-Vatican News), Giuseppe Ciulla (Rai 3) e Tseng  Kuang Yi e Leonardo Cinieri Lombroso (documentario su Matteo Ricci) i vincitori della settima edizione del Premio “Giuseppe De Carli”, promosso dall’Associazione culturale “Giuseppe De Carli” con la collaborazione dei Comitati “Informazione, migranti e rifugiati” e “Giornalismo e tradizioni religiose” e della Facoltà di Comunicazione Istituzionale della Pontificia Università della Santa Croce.

La consegna dei premi è avvenuta questo pomeriggio (30 novembre) alla Santa Croce, anticipata da una tavola rotonda sul tema “La speranza e i suoi volti”, come sguardo alle tante situazioni di “disperazione” che caratterizzano l’epoca odierna, inclusi i conflitti bellici che mietono così tante vittime.

Dopo i saluti istituzionali del prof. Daniele Arasa (decano della Facoltà di Comunicazione) e del prof. Giovanni Tridente (Presidente dell’Associazione De Carli), sono intervenuti il sacerdote Santiago Sanz, professore straordinario di Antropologia teologica alla Santa Croce, e il sociologo dell’Università di Perugia Piero Dominici, dove dirige il progetto “Educazione alla complessità”. I lavori sono stati moderati dalla giornalista Alessandra Ferraro, direttrice di Rai Isoradio e da sempre al fianco dell’Associazione “Giuseppe De Carli”.

Le cause dei conflitti e il sogno della pace

Il primo premio della sezione “Chiesa, guerra e pace” è andato alla giornalista Maria Ilaria De Bonis con l’articolo Tregua e fame al Nord, i barbari verso Nampula (Popoli e Missione). In esso si racconta un dramma che da tempo non riceve attenzione dai media, quello del conflitto in Mozambico, esplorandone le cause e schierandosi dalla parte dei più deboli, senza rinunciare al necessario rigore informativo.

Il secondo premio di questa sezione è andato invece a Salvatore Cernuzio, autore del primo “podcast” di un Papa, Popecast, prodotto da Radio Vaticana-Vatican News per i primi dieci anni di Papa Francesco. “Chiaro e ben distinguibile, come sempre, il messaggio lanciato [dal Pontefice] a favore della pace e contro tutte le guerre, da quelle del passato a quelle che purtroppo ancora infiammano il globo”, si legge nella motivazione.

L’agghiacciante realtà delle migrazioni

Ad aggiudicarsi il premio nella sezione “Informazione e migranti” è stato invece il giornalista Giuseppe Ciulla, con una inchiesta per la trasmissione Il Cavallo e la Torre di RAI 3, in cui si racconta la cruda realtà di un naufragio al largo delle coste tunisine, “un contributo che prescinde dall’analisi, con lo scopo perseguito di mettere a fuoco una realtà agghiacciante”.

Matteo Ricci in Cina

La terza sezione – “Giornalismo e tradizioni religiose” – ha premiato il duo Tseng Kuang Yi e Leonardo Cinieri Lombroso per un accurato documentario sulla storia del missionario gesuita in Cina, Matteo Ricci, opera dalla quale traspare “un profilo fresco di una straordinaria personalità, in gran parte sconosciuta”.

L’Associazione “Giuseppe De Carli” ha voluto infine assegnare una menzione speciale fuori concorso al giornalista Rai Renato Piccoli, per un reportage realizzato nel 2016 in Donbass Da Chernobyl alla guerra, nel quale si dà voce voce al popolo ucraino che già allora denunciava un’invasione sul proprio territorio, nel disinteresse dei media di tutto il mondo.

L’informazione è questione di sguardo

L’informazione è una questione di sguardo. Queste parole del compianto Giuseppe De Carli, a tredici anni dalla scomparsa, ci ricordano ancora una volta quanto sia importante, anche nella professione giornalistica, volgere l’attenzione a ciò che veramente conta, lontano da frivolezze e facili sensazionalismi”, ha commentato Giovanni Tridente, presidente dell’Associazione Giuseppe De Carli. “Questo si traduce nel valorizzare i bisogni e le necessità di chi veramente non ha voce e vive ai margini della società. E non si tratta di un luogo comune. Da oltre 10 anni l’Associazione De Carli prova a stimolare la passione per questo “sguardo” adeguatamente indirizzato, che mette al primo posto i volti e i bisogni delle persone. I lavori premiati in questa edizione del Premio dimostrano che uno sguardo diverso è ancora possibile”.

Nel corso della cerimonia sono intervenuti anche Massimiliano Padula, docente alla Pontificia Università Lateranense, in rappresentanza dei giurati della sezione “Chiesa, guerra e pace” (José María Ballestrer EsquiviasLucia CapuzziPaolo ContiFausto GasparroniAndrea PicardiCarla Rossi EspagnetValentina Petrini) e i responsabili dei due Comitati al cui interno sono state costituite le rispettive giurie.

(Foto: Associazione De Carli)