
Gregoriana: dialogo cristiani-ebrei e altre fedi, si celebra la ‘Nostra Aetate’

Dal 27 al 29 ottobre convegno a 60 anni dal documento conciliare.
ROMA – il dialogo tra cristiani ed ebrei ha attraversato una lunga fase di stasi in questo periodo contrassegnato dalla guerra tra Israele e Hamas. I contatti e i colloqui esistenti si sono diradati, e in un certo modo fermati, in conseguenza anche di incomprensioni che hanno riportato in auge, da parte ebraica, persino vecchie accuse di “antisemitismo” o “antigiudaismo”.
Un momento per rifare il punto sullo stato del dialogo, e indicare anche linee di rilancio nella prospettiva futura, sarà l’importante convegno che si svolgerà alla Pontificia Università Gregoriana dal 27 al 29 ottobre prossimi dal titolo “Towards the Future Re-Thinking Nostra Aetate Today”, per celebrare i 60 anni della Nostra Aetate, la dichiarazione del Concilio Ecumenico Vaticano II che ha aperto la strada dei rapporti tra la Chiesa cattolica e le religioni non cristiane, in primis quella ebraica.
A sessant’anni dalla sua promulgazione durante il Concilio, la dichiarazione Nostra Aetate “è ancora uno strumento fondamentale non solo per il dialogo interreligioso e la Teologia delle Religioni, ma anche per la convivenza civile”, spiegano i promotori del convegno, organizzato dal Centro “Cardinal Bea” per gli Studi Giudaici e dal Centro Studi Interreligiosi della Gregoriana. “Oggi sorge la necessità non solo di celebrarne l’importanza e la rilevanza, ma anche di riconsiderarla alla luce degli sviluppi teologici, dei nuovi incontri interreligiosi e del mutato contesto politico, sociale e religioso dal 1965”. La Dichiarazione merita quindi di essere “ripensata”, tenendo conto delle esigenze e delle dinamiche in rapida evoluzione del mondo di oggi.
Ripensare Nostra Aetate, in altre parole, significa ripensare a come potrebbe essere “riscritta oggi”, in un contesto storico diverso e di fronte a nuove complessità e pluralità religiose. Tradizioni religiose precedentemente considerate di minore impatto hanno ora acquisito maggiore importanza, mentre sfide del tutto nuove sono apparse all’orizzonte delle società contemporanee.
“Questa conferenza internazionale va oltre lo studio storico della Dichiarazione per capire come essa possa servire come strumento ermeneutico per il presente – si aggiunge -. Il convegno metterà in evidenza ciò che Nostra Aetate può offrire ai fedeli di altre tradizioni religiose, come può interpretare i nuovi contesti che sono emersi e come può essere aggiornata e ridefinita per il nostro mondo di oggi”.
I tre giorni di lavori, con numerosi ospiti internazionali di rilievo religioso e accademico, saranno aperti la mattina de 27 ottobre dai saluti, tra gli altri, dei cardinali George Jacob Koovakad e Kurt Koch, prefetti rispettivamente del Dicastero per il Dialogo interreligioso e di quello per l’Unità dei cristiani (che ha la responsabilità anche del dialogo con gli ebrei), e dalle introduzioni di Ambrogio Bongiovanni, direttore del Centro Studi Interreligiosi, e Massimo Gargiulo, pro-direttore del Centro “Cardinal Bea” per gli Studi Giudaici. Qui il programma completo.
[Foto: Ecumenismo e dialogo interreligioso]



