Guerra Israele-Hamas: Parolin incontra delegata della Lega Araba, ribadita soluzione due Stati

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CITTÀ DEL VATICANO, 16 DIC - Nella mattinata di oggi, 16 dicembre, il cardinale Pietro Parolin ha incontrato la sig.ra Enas Sayed Mohamed Aly Mekkawy, delegata della Lega degli Stati Arabi, accompagnata dagli ambasciatori: Issa Kassissieh, ambasciatore della Palestina; Farid El Khazen, ambasciatore del Libano; Rahman Farhan Abdullah Alaameri, ambasciatore dell'Iraq; Mahmoud Talaat, ambasciatore della Repubblica Araba d'Egitto. Lo riferisce un comunicato della Sala stampa della Santa Sede.

"Durante i cordiali colloqui in Segreteria di Stato - vi si legge -, il segretario di Stato ha espresso la preoccupazione della Santa Sede per la situazione in Israele e in Palestina e ha ribadito: l'appello più volte espresso del Santo Padre Francesco per il cessate il fuoco; l'accesso degli aiuti umanitari a Gaza; la nota posizione circa l'urgente necessità di raggiungere la completa attuazione della soluzione dei due Stati e di uno statuto speciale, internazionalmente garantito, per la città di Gerusalemme, per una pace duratura nella regione".

Intanto questa mattina papa Francesco ha ricevuto in udienza il fondatore della Comunità di Sant'Egidio Andrea Riccardi. A quanto si apprende, fra i temi del colloquio in primo piano la preoccupazione per le guerre in corso - dall'Ucraina alla Terra Santa fino al Sudan e ai paesi del Sahel - e la necessità di continuare a tenere viva la speranza della pace. All'ordine del giorno anche il tema dell'immigrazione, con un particolare apprezzamento per il modello dei corridoi umanitari, che oltre a garantire la salvezza delle persone riescono a coniugare accoglienza e integrazione.

"Questo Natale pensiamo, pensiamo alla Terra Santa", ha detto il Pontefice ricevendo stamane in udienza nell'Aula Paolo VI i figuranti del Presepio vivente della Basilica di Santa Maria Maggiore. Francesco ha rivolto il suo pensiero "ai nostri fratelli e sorelle di Betlemme, la Betlemme di oggi. E naturalmente si estende a tutti gli abitanti della Terra dove Gesù è nato, è vissuto, è morto e risorto. Sappiamo qual è la situazione, a causa della guerra, conseguenza di un conflitto che dura da decenni. Allora la vostra rappresentazione dev'essere vissuta in solidarietà con questi fratelli e sorelle che soffrono tanto".

"Per loro si preannuncia un Natale di dolore, di lutto, senza pellegrini, senza celebrazioni. Non vogliamo lasciarli soli. Siamo loro vicini con la preghiera, con l'aiuto concreto e anche con il vostro Presepe Vivente, che ricorda a tutti come la sofferenza di Betlemme sia una ferita aperta per il Medio Oriente e per il mondo intero", ha aggiunto. E anche nell'udienza agli artisti del Concerto di Natale Bergoglio ha concluso: "so che oggi canterete anche pensando a coloro che vivono questi giorni nel dolore e nella paura a causa della guerra, tante guerre!".

(Foto: Vatican News)