
Il Papa ad Assisi, “sulla tomba di San Francesco ho pregato per la pace. Il mondo cerca segni di speranza”

ASSISI (PERUGIA), 20 NOV – “Sono nella terra di tanti santi. E sono contento di essere stato stamattina ad Assisi e poi qui a Montefalco. Poi con le sorelle, le clarisse, c’è tutto un clima di santità. Invito tutti a pensare alla dimensione spirituale della vita che è molto importante. Bisogna sempre cercare questi momenti di grazia. Ho pregato per la pace: prego sempre per la pace nel mondo e per la pace di queste comunità e di tutti i fedeli in Umbria”. Le parole di Papa Leone XIV all’uscita dalla sua visita al monastero delle monache agostiniane di Montefalco, dopo la sua toccata e fuga nella città francescana, riassumono il senso di questa sua breve trasferta di oggi in Umbria, la prima in Italia del suo pontificato.
Una visita-lampo sotto la pioggia, racconta Manuela Tulli, inviata dell’ANSA: Papa Leone è arrivato stamane ad Assisi per pregare sulla tomba di San Francesco e incontrare i vescovi italiani che nella cittadina umbra si sono riuniti per la loro assemblea. Meno di due ore ma una promessa: tornerà nel 2026 per l’ottavo centenario della morte di San Francesco. Più lunga invece la sosta a Montefalco, dalle suore agostiniane, dove ha celebrato la messa e pranzato. Quindi il rientro, in elicottero, in Vaticano.
“Una benedizione potere venire oggi in questo luogo sacro: siamo vicini agli 800 anni dalla morte di San Francesco. Questo ci dà modo di prepararci per celebrare questo grande, umile, povero santo mentre il mondo cerca segni di speranza”, ha detto Leone XIV al suo arrivo alla basilica di San Francesco.
Parlando con i vescovi, ha descritto Assisi come “luogo altamente significativo per il messaggio di fede, fraternità e pace che trasmette, di cui il mondo ha urgente bisogno”. E con i francescani della Porziuncola, ha ricordato le sue precedenti visite “per trovare pace”, aggiungendo comunque di essere contento di tornare “vestito di bianco”.
Con i vescovi l’incontro si è svolto a Santa Maria degli Angeli, a porte chiuse (esclusi dall’assise anche i frati, padroni di casa), ma il discorso è stato successivamente diffuso. E sono emerse le indicazioni concrete del Papa alla Chiesa italiana: dalla necessità di essere presenti “nel dibattito pubblico” alla necessità di proseguire nella lotta agli abusi.
Il Pontefice ha dato anche alcune indicazioni di carattere più interno: la conferma dell’accorpamento delle diocesi e la stretta sull’età pensionabile. La regola resta sempre quella dei 75 anni per i vescovi (“eventualmente” 77 per i cardinali, ha indicato Leone) ma di fatto viene spesso aggirata attraverso le proroghe che il Pontefice intenderebbe abolire. “Tutti noi – le parole di Prevost ai vescovi italiani – dobbiamo coltivare l’atteggiamento interiore che Papa Francesco ha definito ‘imparare a congedarsi’, un atteggiamento prezioso quando ci si deve preparare a lasciare il proprio incarico”.
Rilevante, nella vita interna alla Chiesa, anche il passaggio in cui il Papa, che ha diretto per oltre due anni il Dicastero dei vescovi, ha auspicato un allargamento della consultazione per le nomine episcopali, oggi praticamente ristretto al solo mondo ecclesiastico.
Leone ha parlato anche della necessità di “camminare insieme”, come Chiesa e come vescovi in generale. Ha indicato come priorità l’attenzione ai fragili, ha invitato ad affrontare le nuove sfide poste dal mondo digitale. Ma soprattutto il Papa ha incoraggiato i vescovi italiani ad essere più presenti nella vita pubblica del Paese: “La Chiesa in Italia può e deve continuare a promuovere un umanesimo integrale, che aiuta e sostiene i percorsi esistenziali dei singoli e della società; un senso dell’umano che esalta il valore della vita e la cura di ogni creatura, che interviene profeticamente nel dibattito pubblico per diffondere una cultura della legalità e della solidarietà”.
[Fonti: Sky Tg24, ANSA; Foto: Vatican Media]



