
Il Papa ai superiori maggiori della Compagnia di Gesù, “la Chiesa ha bisogno di voi alle frontiere”

“La Compagnia di Gesù è presente da tempo laddove i bisogni dell’umanità incontrano l’amore salvifico di Dio.” Lo ha affermato Papa Leone XIV durante l’udienza del 24 ottobre con i leader gesuiti di tutto il mondo riuniti a Roma per un incontro di dieci giorni.
“Oggi, ripeto: la Chiesa ha bisogno di voi alle frontiere, siano esse geografiche, culturali, intellettuali o spirituali”, ha detto il Santo Padre, incoraggiando i gesuiti a continuare il loro servizio alla Chiesa e al mondo, nonostante i rapidi cambiamenti culturali, economici e politici.
Il Padre Generale Arturo Sosa ha guidato il gruppo di circa 100 gesuiti, tra cui Provinciali e Superiori Regionali, Presidenti delle Conferenze, Consiglieri Generali, Segretari e traduttori.
Presentando la delegazione al Papa, padre Sosa ha ribadito la disponibilità della Compagnia, come individui e come corpo apostolico, a servire la missione universale della Chiesa, ovunque il Santo Padre lo desideri. Ha anche ricordato che, nel 2019, Papa Francesco ha dato alla Compagnia degli orientamenti per guidarne la missione attraverso le Preferenze Apostoliche Universali (PAU).
Il Padre Generale ha spiegato che la Riunione dei Superiori Maggiori tenutasi in questi giorni si è proposta di “riflettere sulla dimensione missionaria del carisma della Compagnia di Gesù”.
Fin dall’inizio, i gesuiti hanno avuto un rapporto speciale con il Sommo Pontefice. Quando Sant’Ignazio e i suoi compagni decisero di servire nelle missioni, si recarono a Roma e si offrirono al Papa. Questo rapporto è ulteriormente sottolineato dal quarto voto unico di obbedienza che i gesuiti fanno al Papa riguardo alla missione, oltre ai consueti voti di povertà, castità e obbedienza.
Nel suo discorso ai gesuiti, Papa Leone ha identificato alcune aree di frontiera odierne. Ha osservato che il cammino della sinodalità all’interno della Chiesa “ci chiama tutti ad ascoltare più profondamente lo Spirito Santo e gli uni gli altri”, affinché i nostri apostolati e le nostre strutture “possano essere più agili, più trasparenti e più sensibili al Vangelo”.
Il Papa ha aggiunto che un’altra frontiera, risiede “nella riconciliazione e nella giustizia”. In un mondo devastato dalle disuguaglianze e dai conflitti, ha invitato la Compagnia a opporsi alla “globalizzazione dell’impotenza” con una cultura della riconciliazione, confidando che il bene prevarrà sul male.
Papa Leone ha anche indicato l’intelligenza artificiale come un’altra frontiera importante. Ha chiesto discernimento sull’uso delle piattaforme digitali per evangelizzare e formare comunità di fronte a tecnologie che comportano rischi di isolamento ed espongono le persone a nuove forme di manipolazione.
“Le Preferenze Apostoliche Universali della Compagnia… sono certamente frontiere che richiedono discernimento e coraggio”, ha affermato Papa Leone XIV.
Sei anni fa, Papa Francesco ha confermato le quattro PAU identificate dalla Compagnia: indicare il cammino verso Dio mediante gli Esercizi Spirituali e il discernimento; camminare con gli esclusi; accompagnare i giovani nella creazione di un futuro di speranza; e prendersi cura della nostra casa comune; come percorsi privilegiati di missione per dieci anni (2019-2029).
“Vi incoraggio a incontrare le persone in quella inquietudine: nelle case di ritiro, nelle università, sui social media, nelle parrocchie e negli spazi informali dove si riuniscono coloro che sono alla ricerca”, ha esortato Papa Leone, sottolineando che la prima Preferenza risponde “al profondo desiderio del cuore umano” dei tanti che cercano un senso in tutto il mondo.
Riguardo alla seconda Preferenza, il Papa ha incoraggiato la Compagnia ad affrontare la “dittatura di un’economia che uccide” e a non cedere al risentimento, alla “stanchezza della compassione” o al fatalismo, di fronte ai tanti poveri nel mondo la cui dignità è stata violata.
Ha sottolineato l’urgenza di accompagnare i giovani di oggi, osservando che la Chiesa ha bisogno di trovare e parlare il linguaggio dei giovani attraverso azioni, presenza e parole. “È importante creare spazi dove possano incontrare Cristo, scoprire la loro vocazione e lavorare per il Regno”, ha insistito. A questo proposito, identifica la prossima Giornata Mondiale della Gioventù in Corea (2027) come un “momento chiave per questa missione”.
Papa Leone ha chiesto un’umile collaborazione in risposta alla quarta Preferenza, sottolineando che “i giovani chiedono un cambiamento” nel nostro approccio alla crisi ambientale. Ha aggiunto che “la conversione ecologica è profondamente spirituale; si tratta di rinnovare il nostro rapporto con Dio, con gli altri e con il creato”.
Il Pontefice ha anche ricordato ai gesuiti di rimanere radicati in Cristo mediante la preghiera, i sacramenti e la devozione al Sacro Cuore. “Da questo radicamento”, ha osservato, “avrete il coraggio di camminare ovunque: per dire la verità, per riconciliare, per guarire, per lavorare per la giustizia, per liberare i prigionieri. Nessuna frontiera sarà fuori dalla vostra portata se camminate con Cristo.”
“La mia speranza per la Compagnia di Gesù è che possiate leggere i segni dei tempi con profondità spirituale; che abbracciate ciò che promuove la dignità umana e rifiutate ciò che la sminuisce”, ha detto il Papa, esprimendo il suo desiderio che la Compagnia sia “agile, creativa, in discernimento e sempre in missione”.
Dopo l’udienza con il Papa, il resto dell’ottavo giorno della Riunione dei Superiori Maggiori è stato dedicato a “Reimmaginare le strutture di governo”. Padre Benedictus Hari Juliawan, Provinciale dell’Indonesia, e padre Claudio Paul, della Curia Generalizia, hanno tenuto una presentazione che ha fornito ai Superiori Maggiori materiale per le discussioni in gruppo oltre che per la sessione plenaria.
[Fonte: jesuits.global; Foto: Vatican Media]


