
Il Papa al Concistoro e il suo appello all’unità: “le presenti condizioni del mondo rendono più urgente questo dovere della Chiesa”

Il discorso ai cardinali in apertura dei lavori: “solo unita la Chiesa può essere veramente missionaria”. La scelta dei partecipanti sui temi da trattare: si discuterà di sinodalità e di missione.
CITTA’ DEL VATICANO, 8 GEN – “Questa nostra giornata e mezza insieme sarà una prefigurazione del nostro cammino futuro. Non dobbiamo arrivare a un testo, ma portare avanti una conversazione che mi aiuti nel mio servizio per la missione della Chiesa tutta”. Con queste parole, nell’Aula del Sinodo in Vaticano, papa Leone XIV ha introdotto ieri pomeriggio davanti ai cardinali convenuti da tutto il mondo il Concistoro straordinario da lui convocato, il primo del suo pontificato.
In apertura dei lavori, il Pontefice ha voluto fare nel suo discorso un chiaro e forte appello all’unità: “Le presenti condizioni del mondo rendono più urgente questo dovere della Chiesa, affinché tutti gli uomini, oggi più strettamente congiunti dai vari vincoli sociali, tecnici e culturali, possano anche conseguire la piena unità in Cristo”, ha detto citando la costituzione conciliare Lumen Gentium.
“L’unità attrae, la divisione disperde – ha avvertito papa Leone -. Mi pare che lo riscontri anche la fisica, sia nel micro che nel macrocosmo. Dunque, per essere Chiesa veramente missionaria, cioè capace di testimoniare la forza attrattiva della carità di Cristo, dobbiamo anzitutto mettere in pratica il suo comandamento, l’unico che Egli ci ha dato, dopo aver lavato i piedi dei discepoli: ‘Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri’. E aggiunge: ‘Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avrete amore gli uni per gli altri’ (Gv13,34-35)”.
“Carissimi Fratelli – ha proseguito -, vorrei partire da qui, da questa parola del Signore, per il nostro primo Concistoro e, soprattutto, per il cammino collegiale che, con la grazia di Dio, siamo chiamati a compiere. Siamo un gruppo molto variegato, arricchito da molteplici provenienze, culture, tradizioni ecclesiali e sociali, percorsi formativi e accademici, esperienze pastorali e, naturalmente, caratteri e tratti personali. Siamo chiamati prima di tutto a conoscerci e a dialogare per poter lavorare insieme al servizio della Chiesa. Spero che potremo crescere nella comunione per offrire un modello di collegialità”.

Prevost ha quindi indicato questo Concistoro, ricordando la sua lettera di convocazione, come “un momento di comunione e di fraternità, di riflessione e di condivisione, volto a sostenere e consigliare il Papa nella gravosa responsabilità del governo della Chiesa universale”. In questi giorni, ha poi spiegato, “avremo modo di sperimentare già una riflessione comunitaria su quattro temi: Evangelii gaudium, cioè la missione della Chiesa nel mondo di oggi; Praedicate Evangelium, vale a dire il servizio della Santa Sede, specialmente alle Chiese particolari; Sinodo e sinodalità, strumento e stile di collaborazione; Liturgia, fonte e culmine di vita cristiana. Per ragioni di tempo e per favorire un reale approfondimento, solo due di essi saranno oggetto di una trattazione specifica”.
“Tutti i 21 gruppi contribuiranno alla scelta che faremo, ma, poiché per me è più facile chiedere consiglio a coloro che lavorano nella Curia e vivono a Roma, i gruppi che riferiranno saranno i 9 provenienti dalle Chiese locali”. In apertura dei lavori, i confratelli cardinali ha quindi votato e scelto i due argomenti da trattare nell’assise, che si svolge negli ormai collaudati tavoli rotondi nell’Aula Paolo VI: la sinodalità e la missione. Da questo Concistoro, quindi, vengono tenute fuori le discussioni sulla liturgia, con le conseguenti e divisive polemiche sulla “messa in latino”.
“Sono qui per ascoltare – ha sottolineato Leone -. Come abbiamo imparato durante le due Assemblee del Sinodo dei Vescovi del 2023 e del 2024, la dinamica sinodale implica per eccellenza l’ascolto. Ogni momento di questo tipo è un’opportunità per approfondire il nostro apprezzamento condiviso per la sinodalità”. “Domani (oggi, ndr) tratteremo i due argomenti scelti, con la seguente domanda-guida: Guardando al cammino dei prossimi uno o due anni, quali attenzioni e priorità potrebbero orientare l’azione del Santo Padre e della Curia sulla questione?“.
“Ascoltare la mente, il cuore e lo spirito di ciascuno; ascoltarsi l’un l’altro; esprimere solo il punto principale e in modo molto breve, così che tutti possano parlare: questo sarà il nostro modo di procedere”, ha infine consigliato: “I saggi antichi romani dicevano: Non multa sed multum! E in futuro, questo stile di ascolto reciproco, cercando la guida dello Spirito Santo e camminando insieme, continuerà ad essere di grande aiuto per il ministero petrino che mi è stato affidato. Anche dal modo con cui impariamo a lavorare insieme, con fraternità e sincera amicizia, può iniziare qualcosa di nuovo, che mette in gioco presente e futuro”.
E nelle parole ‘a braccio’ pronunciate alla fine della prima sessione di lavori, Leone ha commentato la scelta fatta dai cardinali sui temi da trattare in questo Concistoro: “Grazie per le scelte – ha detto -. È abbastanza chiara, penso, la scelta di tutti i tavoli per grande maggioranza. E mi sembra molto importante anche, dagli altri commenti fatti, che non si può separare un tema dall’altro. Infatti c’è molto che potremo vedere insieme. Però vogliamo essere una Chiesa che non guarda solo a sé stessa, che è missionaria, che guarda più in là, gli altri. La ragion d’essere della Chiesa non è per i cardinali né per i vescovi né per il clero. La ragion d’essere è annunciare il Vangelo”.
E quindi i due temi: “Sinodo e sinodalità, come espressione del cercare come essere una Chiesa missionaria nel mondo di oggi, ed Evangelii Gaudium, annunciare il kerygma, il Vangelo con Cristo al centro. Questa è la nostra missione. E quindi vi ringrazio. Questo ci aiuterà a organizzarci per il lavoro di domani nelle due sessioni. Gli altri temi non vanno perduti. Ci sono questioni molto concrete, specifiche, che ancora dobbiamo vedere. Spero che ognuno di voi si senta veramente libero di comunicare con me o con altri, e continueremo questo processo di dialogo e discernimento”.

Nella messa di questa mattina in San Pietro, il Papa ha ribadito ai cardinali la sua visione del Concistoro straordinario come “momento di grazia in cui si esprime il nostro essere uniti al servizio della Chiesa”. “In effetti – ha osservato nell’omelia – tutti noi ci siamo ‘fermati’ per essere qui: abbiamo sospeso per un certo tempo le nostre attività e rinunciato a impegni anche importanti, per ritrovarci insieme a discernere ciò che il Signore ci chiede per il bene del suo Popolo. Questo è già in sé un gesto molto significativo, profetico, particolarmente nel contesto della società frenetica in cui viviamo”. “Noi non siamo infatti qui a promuovere ‘agende’ – personali o di gruppo -, ma ad affidare i nostri progetti e le nostre ispirazioni al vaglio di un discernimento che ci supera ‘quanto il cielo sovrasta la terra’ (Is 55,9) e che può venire solo dal Signore”, ha aggiunto.
“Il nostro Collegio – ha sottolineato Prevost -, pur ricco di tante competenze e doti notevoli, non è infatti chiamato ad essere, in primo luogo, un team di esperti, ma una comunità di fede, in cui i doni che ciascuno porta, offerti al Signore e da Lui restituiti, producano, secondo la sua Provvidenza, il massimo frutto”.
Il Pontefice ha infine riconosciuto che “certo anche noi, davanti alla ‘grande folla’ di una umanità affamata di bene e di pace, in un mondo in cui sazietà e fame, abbondanza e miseria, lotta per la sopravvivenza e disperato vuoto esistenziale continuano a dividere e ferire le persone, le nazioni e le comunità (…) possiamo sentirci come i discepoli: inadeguati e privi di mezzi”. “Non sempre, infatti, riusciremo a trovare soluzioni immediate ai problemi che dobbiamo affrontare. Sempre, però, in ogni luogo e circostanza, potremo aiutarci reciprocamente – e in particolare aiutare il Papa – a trovare i ‘cinque pani e due pesci’ che la Provvidenza non fa mai mancare là dove i suoi figli chiedono aiuto (…), così che a nessuno manchi il necessario”, ha concluso.
[Foto: Vatican Media]


