Il Papa al Quirinale, “si continui a lavorare per ristabilire la pace in ogni parte del mondo”

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Ripristinato il cerimoniale e gli onori protocollare che erano stati volutamente semplificati dal predecessore.

ROMA, 14 OTTOBRE – “Come purtroppo appare evidente, viviamo tempi in cui, assieme a tanti segni di speranza, molte sono le situazioni di grave sofferenza che feriscono l’umanità a livello mondiale e richiedono risposte urgenti e al tempo stesso lungimiranti. Il primo impegno che, in proposito, desidero richiamare, è quello per la pace”. E’ uno dei passi più significativi del discorso pronunciato stamane da papa Leone XIV, alla presenza del presidente della Repubblica e di tutte le autorità di governo, politiche e istituzionali, durante la sua visita ufficiale al Quirinale, avvenuta ripristinando al gran completo gli onori cerimoniali e protocollari di una “visita di Stato” – compresa la scorta dei carabinieri in motocicletta e poi dei corazzieri a cavallo – che erano stati volutamente semplificati dal predecessore.

“Sono numerose le guerre che devastano il nostro pianeta, e guardando le immagini, leggendo le notizie, ascoltando le voci, incontrando le persone che ne sono dolorosamente colpite riecheggiano forti e profetiche le parole dei miei Predecessori“, ha sottolineato il Pontefice: “Come non ricordare il monito inoppugnabile quanto ignorato di Benedetto XV, durante il primo conflitto mondiale (cfr Lettera ai Capi dei Popoli belligeranti, 1° Agosto 1917)? E, alla vigilia del secondo, quello del Venerabile Pio XII (cfr Radiomessaggio ai Governanti e ai Popoli nell’imminente pericolo della guerra, 24 agosto 1939)?”

“Guardiamo i volti di quanti sono travolti dalla ferocia irrazionale di chi senza pietà pianifica morte e distruzione – ha proseguito papa Leone -. Ascoltiamo il loro grido e ricordiamo, con il santo Papa Giovanni XXIII, che «ogni essere umano è persona, cioè una natura dotata di intelligenza e di volontà libera; e quindi è soggetto di diritti e di doveri che scaturiscono immediatamente e simultaneamente dalla sua stessa natura: diritti e doveri che sono perciò universali, inviolabili, inalienabili» (Lett. enc. Pacem in terris, 11 aprile 1963, 5)”. “Rinnovo pertanto l’appello accorato affinché si continui a lavorare per ristabilire la pace in ogni parte del mondo e perché sempre più si coltivino e si promuovano i principi di giustizia, di equità e di cooperazione tra i popoli che ne sono irrinunciabilmente alla base (cfr S. Paolo VI, Messaggio per la celebrazione della I Giornata della Pace, 1° gennaio 1968)”, ha aggiunto papa Prevost.

In merito, ha detto ancora, “esprimo il mio apprezzamento per l’impegno del Governo italiano in favore di tante situazioni di disagio legate alla guerra e alla miseria, in particolare nei confronti dei bambini di Gaza, anche in collaborazione con l’Ospedale Bambino Gesù. Si tratta di contributi forti ed efficaci per la costruzione di una convivenza dignitosa, pacifica e prospera per tutti i membri della famiglia umana”.

A tale finalità, poi, ha sottolineato, “giova certamente il comune impegno che lo Stato Italiano e la Santa Sede hanno sempre profuso e continuano a porre in favore del multilateralismo. Si tratta di un valore importantissimo. Le sfide complesse del nostro tempo, infatti, rendono quanto mai necessario che si ricerchino e si adottino soluzioni condivise”.

Il Papa, nel suo discorso che ha fatto seguito a quello del presidente Mattarella, ha voluto ricordare “il forte legame che unisce la Sede di Pietro al Popolo italiano, che Lei rappresenta, nel quadro dei cordiali rapporti bilaterali che intercorrono tra l’Italia e la Santa Sede, stabilmente improntati a sincera amicizia e fattiva mutua collaborazione”. Ha ricordato quindi le Autorità italiane per quanto fanno in occasione di grandi eventi ecclesiali, come sono stati ad esempio i funerali di papa Francesco e l’attuale Anno Giubilare, mentre l’anno prossimo si celebrerà l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, Patrono d’Italia.

“Tra pochi anni celebreremo il centenario dei Patti Lateranensi. A maggior ragione mi sembra giusto ribadire, in proposito, quanto sia importante la reciproca distinzione degli ambiti, a partire dalla quale, in un clima di cordiale rispetto, la Chiesa Cattolica e lo Stato Italiano collaborano per il bene comune, a servizio della persona umana, la cui dignità inviolabile deve sempre stare al primo posto nei processi decisionali e nell’agire, a tutti i livelli, per lo sviluppo sociale, specialmente per la tutela dei più fragili e bisognosi – ha affermato il Pontefice -. A tale scopo lodo e incoraggio il reciproco impegno a improntare ogni collaborazione alla luce e nel pieno rispetto del Concordato del 1984″.

Il Papa, tra i problemi odierni, ha posto l’accento sul calo della natalità. Ha richiamato poi al sostegno della famiglia, e sottolineato “la fondamentale importanza, ad ogni livello, del rispetto e della tutela della vita, in tutte le sue fasi, dal concepimento all’età avanzata, fino al momento della morte”.

Infine, ha espresso “gratitudine per l’assistenza che questo Paese offre con grande generosità ai migranti, che sempre più bussano alle sue porte, come pure il suo impegno nella lotta contro il traffico di esseri umani”. “Si tratta di sfide complesse dei nostri tempi, di fronte alle quali l’Italia non si è mai tirata indietro. Incoraggio a mantenere sempre vivo l’atteggiamento di apertura e solidarietà”, ha osservato Leone XIV.

“Al tempo stesso vorrei richiamare l’importanza di una costruttiva integrazione di chi arriva nei valori e nelle tradizioni della società italiana, perché il dono reciproco che si realizza in questo incontro di popoli sia veramente per l’arricchimento e il bene di tutti”, ha concluso.

[Foto: Vatican Media]