Il Papa alla Croce Rossa, "voi segno che la fraternità è possibile". "Globalizzare la solidarietà. Garantire ovunque i diritti umani"

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CITTÀ DEL VATICANO, 06 APR - "Vi esorto a continuare a stare accanto ai fratelli e alle sorelle che hanno bisogno, con competenza, generosità e dedizione, soprattutto in un tempo in cui crescono, come zizzania, il razzismo e il disprezzo". Così papa Francesco si è rivolto ad 8.000 volontari della Croce Rossa Italiana, ricevuti in udienza nell'Aula Paolo VI nel 160° anniversario della fondazione.

"Oggi, come ieri - ha sottolineato il Pontefice -, la vostra è una presenza efficace e preziosa, specialmente in tutti quei contesti in cui il fragore delle armi soffoca il grido dei popoli, il loro anelito di pace e il loro desiderio di futuro".
Per questo, nel suo discorso, il Papa ha voluto esprimere alla Croce Rossa "tanta gratitudine per il servizio che rendete nei contesti bellici e per l'aiuto che ogni giorno prestate a chi è nel bisogno in molteplici situazioni di emergenza".

E secondo Francesco, "il vostro impegno, ispirato ai principi di umanità, imparzialità, neutralità, indipendenza, volontariato, unità e universalità, è anche segno visibile che la fraternità è possibile".

Il Pontefice ha esortato a mettere "al centro la persona" e a "dialogare, lavorare insieme per il bene comune, andando oltre le divisioni, abbattendo i muri dell'inimicizia, superando le logiche dell'interesse e del potere che accecano e rendono l'altro un nemico". Inoltre, "per il credente ogni persona è sacra. Ogni creatura umana è amata da Dio e, per questo, portatrice di diritti inalienabili". "Animate da questa convinzione, tante persone di buona volontà si incontrano, riconoscendo il valore supremo della vita e, quindi, la necessità di difendere soprattutto i più vulnerabili", ha detto.

E qui Bergoglio ha voluto fare un inciso 'a braccio': "in Italia sono arrivati tanti bambini della guerra in Ucraina. Sapete una cosa? Questi bambini non sorridono, hanno dimenticate la capacità di sorridere. E' brutto questo. Pensiamoci".

"Nel ringraziarvi per il vostro servizio insostituibile nelle aree di conflitto e nelle zone colpite da disastri ambientali, nell'ambito della formazione e della salute, così come per quello che fate a favore dei migranti, degli ultimi e dei più vulnerabili, voglio incoraggiarvi a proseguire in questa grande opera di carità che abbraccia l'Italia e il mondo", ha aggiunto.

Francesco ha auspicato per la Croce Rossa di "restare sempre simbolo eloquente di un amore per i fratelli che non ha confini, né geografici, né culturali, sociali, economici o religiosi. Non a caso, lo slogan che avete scelto per celebrare il 160° anniversario è 'Ovunque per chiunque'".

"Bisogna globalizzare la solidarietà", ha concluso il Pontefice: e per questo, "servono norme che garantiscano i diritti umani in ogni luogo, prassi che alimentino la cultura dell'incontro e persone capaci di guardare al mondo con una prospettiva ampia". E l'invito finale è stato ad "essere strumenti di fraternità e di pace, protagonisti nella carità e costruttori di un mondo fraterno e solidale".

(Questo articolo è stato pubblicato oggi dall'ANSA; Photo Credits: Vatican Media)