Il Papa in Spagna: alle Cortes, “una società giusta difende la dignità della vita umana, i fragili, i migranti, la pace”

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Leone XIV primo Pontefice a intervenire al Parlamento spagnolo. “E’ preoccupante che, in diverse parti del mondo, e anche in Europa, si presenti nuovamente il riarmo come risposta quasi inevitabile di fronte alla fragilità dello scenario internazionale”, afferma. “La vera sicurezza, invece, nasce dalla giustizia, dal dialogo paziente, dal rispetto del diritto internazionale e da una politica capace di anteporre la vita dei popoli agli interessi che traggono profitto dalla guerra”. Il Papa incontra sei vittime di abusi del clero.

CITTA’ DEL VATICANO, 8 GIU – Primo Papa a intervenire alle Cortes – il Parlamento spagnolo – Leone XIV ha parlato oggi al Congresso dei Deputati, a Madrid, subito dopo un incontro in Nunziatura con il capo del governo Pedro Sànchez. “Mi presento davanti a voi come Vescovo di Roma e Pastore della Chiesa cattolica, consapevole che la missione affidata al Successore dell’apostolo Pietro come principio e fondamento dell’unità dei Vescovi e dei fedeli (cfr Lumen gentium, 23) pone la Santa Sede, in modo particolare, in dialogo con i popoli e con gli Stati”, ha detto il Pontefice nel suo ampio discorso.

“La mia presenza tra voi vuol essere un gesto di vicinanza verso la Spagna, nel quadro della cooperazione reciproca, e una parola offerta al servizio della persona umana – ha spiegato -. La Chiesa ‘cammina con l’umanità’, ne condivide le speranze e le ferite, ascolta le domande di ogni epoca e si lascia interpellare ‘da tutto ciò che riguarda l’esistenza degli uomini e delle donne di oggi'”. Per questo, “quando si rivolge alla vita pubblica, lo fa nel rispetto della missione propria delle istituzioni e della legittima responsabilità di coloro che hanno ricevuto il mandato di legiferare. Riconosce ‘l’autonomia delle realtà terrene’ e ‘la distinzione tra comunità ecclesiale e comunità politica’; e, proprio a partire da questa consapevolezza, offre una riflessione che nasce dal desiderio di servire il bene comune e di ricordare ciò che rende veramente umana la convivenza (cfr Magnifica humanitas, 18-19)”. E “al di là della legittima diversità di posizioni, ogni attività legislativa finisce per confrontarsi con una domanda decisiva: quale concezione della persona umana ispira le leggi e quale tipo di società queste leggi costruiscono”.

Citando Cervantes e Santa Teresa d’Avila, il Papa ha sottolineato come la Spagna abbia “saputo guardare all’essere umano come a qualcosa di più di un semplice tassello dell’ordine sociale, economico o politico: lo ha riconosciuto come creatura aperta alla verità, dotata di libertà e mossa da una sete di eternità che nessuna realtà temporale riesce a spegnere; in una parola, come qualcuno la cui dignità precede ogni utilità e al cui servizio è soggetta l’azione legislativa”. E “di fronte alle trasformazioni del nostro tempo, il nostro discernimento deve concentrarsi sul posto che occupa la persona umana nelle nostre decisioni e su come si prospettano oggi, in modo nuovo, la dignità del lavoro, la solidarietà, la politica sociale e il bene comune”. Secondo il Pontefice, “questo discernimento parte da un’affermazione fondamentale: ogni società veramente giusta si fonda sul riconoscimento della dignità inviolabile della persona umana. Tale dignità precede ogni concessione dello Stato e non può essere subordinata a consensi sociali mutevoli o alle fluttuazioni delle maggioranze del momento”.

Il Papa ha puntato il dito contro la “cultura dello scarto”, Perché “se la vita cessa di essere riconosciuta come un valore fondamentale, quale futuro possono avere le nostre società? Può dirsi pienamente giusta una comunità che lascia nell’ombra il bambino non ancora nato, l’anziano, il malato, chi soffre in silenzio o chi dipende interamente dalla cura degli altri?”. Quindi “la difesa della vita umana non è una questione di interesse particolare né confessionale: è una meta di civiltà. Ogni vita umana dev’essere riconosciuta e custodita dal concepimento fino al suo naturale tramonto, in ogni circostanza della sua esistenza”. E “la grandezza morale di una nazione si manifesta, soprattutto, nella sua capacità di accompagnare, proteggere e amare quelle vite segnate da maggiore fragilità”.

Leone ha posto l’accento sull’importanza della “famiglia”, nonché delle “istituzioni educative”, rispettando il “diritto primario e inalienabile” dei genitori di “scegliere il tipo di istruzione e di formazione da impartire ai figli, coerentemente alle proprie convinzioni morali, culturali e religiose”.

Secondo il Papa, inoltre, “l’affermazione della dignità umana non può rimanere astratta, quando tante persone sono costrette a lasciare tutto per cercare pace, sicurezza e futuro”. “Anche il tragico dramma migratorio interpella oggi la coscienza delle nazioni e il fondamento etico dell’ordine internazionale – ha osservato -. Numerosi uomini, donne e bambini si trovano forzati, a causa di circostanze spesso drammatiche, a partire dalle loro comunità e lasciarsi alle spalle persone care, storie e legami. Questa realtà va oltre qualsiasi lettura puramente demografica o economica: costituisce una questione eminentemente morale e giuridica. Laddove una persona è discriminata per la sua origine nazionale, etnica, religiosa o linguistica, o per la sua condizione economica o sociale, viene gravemente violato il principio universale dell’uguale dignità di tutti gli esseri umani”.

Per il Pontefice, “la situazione dei migranti e dei rifugiati richiede una risposta che metta al centro le persone, affronti le cause che le costringono a partire e vada oltre la semplice gestione di flussi”. Da qui nasce “una duplice esigenza di giustizia sociale: offrire vie sicure e legali, un’accoglienza rispettosa e reali possibilità di integrazione; e promuovere, al tempo stesso, il diritto di rimanere nella propria terra, operando affinché nessuno debba abbandonare la propria casa per mancanza di pace, di sicurezza o di condizioni di vita dignitose, per le disuguaglianze economiche e gli effetti della crisi climatica (cfr Magnifica humanitas, 81)”.

Negli ultimi anni, ha rimarcato Prevost, “le rotte sempre più pericolose hanno evidenziato il costo altissimo di questa realtà, spesso nascosta o ignorata. Molte persone continuano a essere vittime di trafficanti e contrabbandieri che approfittano della loro disperazione. È necessario rafforzare la prevenzione, il salvataggio e l’assistenza alle vittime, specialmente nel quadro di una cooperazione regionale e multilaterale”. In ogni caso, “nessuna nazione può affrontare da sola una sfida di questa portata”. Per questo “è indispensabile una risposta coordinata, solidale ed efficace, in grado di garantire protezione, accoglienza e reali opportunità di integrazione a chi emigra”.

Secondo Leone XIV, “il mondo sta attraversando una profonda crisi spirituale e culturale, che si manifesta in molteplici forme di violenza, polarizzazione e diffidenza reciproca”. In tale contesto, “la pace si presenta come un’aspirazione politica e, ancor più, come una vera e propria esigenza morale. Richiede un discorso pubblico che rispetti chi la pensa diversamente, istituzioni al servizio dell’incontro, una memoria storica che cerchi la verità e la riconciliazione e una vita sociale capace di sostenere l’amicizia civile e il rispetto reciproco pur in mezzo alle divergenze”.

A livello internazionale, “la pace richiede coraggio diplomatico, responsabilità etica e una visione del futuro fondata sul rispetto dell’identità di ogni popolo e sull’obbligo degli Stati di risolvere le loro controversie attraverso le vie pacifiche offerte dal diritto internazionale”. Per il Papa, “ogni guerra costituisce, in ultima analisi, una dolorosa sconfitta della capacità di negoziare e anche di quella coscienza comune dell’umanità che riconosce legami di giustizia tra le nazioni. Le armi possono imporre un silenzio temporaneo, ma non potranno mai costruire una pace autentica e duratura”.

Per questo motivo, secondo il Pontefice, “è preoccupante che, in diverse parti del mondo, e anche in Europa, si presenti nuovamente il riarmo come risposta quasi inevitabile di fronte alla fragilità dello scenario internazionale”. “La vera sicurezza, invece – ha affermato -, nasce dalla giustizia, dal dialogo paziente, dal rispetto del diritto internazionale e da una politica capace di anteporre la vita dei popoli agli interessi che traggono profitto dalla guerra”. E “anche lo sviluppo delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale in ambito militare richiede una rigorosa vigilanza etica, affinché le decisioni sulla vita e sulla morte non siano mai scaricate su automatismi né sottratte alla responsabilità morale della persona umana”.

Inoltre, “la comunità internazionale è chiamata a riscoprire il valore indispensabile del dialogo come percorso paziente verso accordi giusti e duraturi, fondati sul rispetto dei trattati, sulla trasparenza dell’azione diplomatica e sulla sincera volontà di anteporre la pace al ricorso alla forza”. Prevost non ha mancato poi di sottolineare che “quanti esercitano una responsabilità pubblica hanno un obbligo speciale di custodire la parola per ‘disarmare il linguaggio’. La fermezza non esige disprezzo; il dissenso non comporta umiliazione”.

L’altro importante appuntamento di questa terza giornata in Spagna è stato per papa Leone l’incontro con i vescovi nella sede della Conferenza episcopale. Oltre, anche qui, il tema dell’accoglienza dei migranti, il Pontefice ha toccato tra gli altri quello della lotta agli abusi sessuali del clero, questione molto sentita in Spagna. “Di fronte a questa piaga, la comunità ecclesiale è chiamata a rispondere con l’ascolto, la verità, la giustizia, la riparazione e un impegno sempre più deciso nella prevenzione e nella cultura della cura. Ogni persona ferita deve poter trovare ascolto sincero, accoglienza, protezione e percorsi reali di guarigione”, ha detto il Papa.

E un esempio di quest’ “ascolto” è l’incontro del Papa con alcune vittime di abusi organizzato per oggi presso la Nunziatura apostolica dalla Conferenza episcopale spagnola. “Durante il pomeriggio di oggi, 8 giugno, nella Nunziatura Apostolica a Madrid, Papa Leone ha incontrato sei vittime di abuso da parte di membri del clero e della Chiesa in Spagna, accompagnate da personale ecclesiale impegnato nell’opera di vicinanza alle vittime”, ha reso noto la Sala stampa vaticana. 

Nel corso della conversazione, durata quasi un’ora, “a partire dalle proprie dolorose vicende personali ciascuno dei presenti ha offerto al Papa alcune proposte per rendere più efficace la risposta della Chiesa a casi così drammatici. Il Papa ha ascoltato con affetto e attenzione, ha assicurato la sua vicinanza, e quella di tutta la comunità ecclesiale, e il suo impegno perché le proposte ricevute siano un fondamento per ulteriori sforzi e la Chiesa possa realmente essere luogo sicuro e spiritualmente sano, dove le ferite trovino conforto e guarigione”.

Gli altri appuntamenti di oggi, nel tardo pomeriggio, la preghiera e l’omaggio alla Vergine nella Cattedrale di Santa Maria dell’Almudena e l’incontro con la comunità diocesana nella stadio ‘Santiago Bernabeu’, il tempio madrileno del calcio.

[Foto: Vatican Media]