Il Papa invoca la pace con i bambini di tutto il mondo

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CITTA' DEL VATICANO, 2 OTTOBRE - Invocare la pace insieme ai bambini di ogni parte del mondo. E' quello che ha fatto ieri sera papa Leone XIV presso la Grotta della Madonna di Lourdes dei Giardini Vaticani, presiedendo la recita del Rosario per la Pace promossa da Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACN). Oltre mille le persone presenti sul posto, tra i poco più di 700 bambini di scuole e parrocchie romane e gli adulti che li accompagnavano.

Ma altre centinaia di migliaia si uniscono in questi giorni alla settimana mondiale di preghiera dell’iniziativa “Un milione di bambini recita il Rosario”, promossa da ACN da oltre venti anni. Quest’anno, per la prima volta, la campagna si svolge nell’arco di un’intera settimana, dall’1 al 7 ottobre, per permettere a diocesi, parrocchie, scuole, comunità e famiglie nei diversi continenti di scegliere il giorno più adatto alle proprie realtà pastorali, rimanendo unite nella stessa intenzione di preghiera per la pace e l’unità. La settimana, iniziata ieri, culminerà il 7 ottobre, festa della Madonna del Rosario.

"Sì, vi vogliamo bene, Gesù e Maria, e stasera vi chiediamo un dono speciale: la pace per tutti i bambini del mondo, specialmente per quelli che vivono dove c’è la guerra, in tanti Paesi della terra", ha detto il Papa nel suo discorso. E ha aggiunto, rivolto ai bambini presenti: "stasera e in questi giorni non siamo solo noi a pregare. In tutto il mondo, un milione di bambini prega con noi. Un milione! Pensate: cinquanta milioni di 'Ave Marie' che salgono in Cielo da tutte le parti e in tutte le lingue della terra chiedendo la pace, e che si uniscono come in un’unica, grandissima corona del Rosario, per abbracciare e stringere tra loro tutti i continenti, le razze e le nazioni del pianeta".

Comunque, ha detto ancora il Pontefice ai piccoli fedeli, "le preghiere devono sempre accompagnarsi con le opere buone, con i gesti d’amore. È così che cresce la pace!".

Mentre a Roma i bambini pregavano con papa Leone XIV, iniziative analoghe erano in preparazione in numerosi Paesi, dalle comunità indigene dell’Amazzonia boliviana alle parrocchie del Sudan, dello Zimbabwe, del Mozambico, della Sierra Leone e di molti altri luoghi segnati dalla guerra, dalla povertà o dall’instabilità.

In Sudan, dove il conflitto continua a provocare enormi sofferenze, padre Franck Mandozi, della Regione Pastorale di Kosti, ha confermato la partecipazione dei bambini di diverse parrocchie e scuole.

A migliaia di chilometri di distanza, in una comunità indigena Tsimané dell’Amazzonia boliviana, suor Patricia Alejandra Botello López racconta che i bambini pregano già il Rosario sia in lingua Tsimané sia in spagnolo.

In Zimbabwe, la parrocchia di St Christopher, nell’arcidiocesi di Bulawayo, riunirà i bambini domenica 4 ottobre. Il parroco, padre Charles Mafurutu, intende inoltre raggiungere nelle settimane successive le comunità più remote e i centri di Messa disseminati sul territorio della parrocchia, alcuni a molti chilometri di distanza.

Anche in Paraguay, Radio Pa’i Puku prevede di promuovere l’iniziativa attraverso le proprie trasmissioni e di diffondere in diretta il Rosario recitato dai bambini della parrocchia di San Eugenio de Mazenod, invitando famiglie, scuole, parrocchie e catechisti a unirsi alla preghiera.

La campagna 2026 si ispira al messaggio di Fatima: "Alla fine, il mio Cuore Immacolato trionferà".

Nell’invito rivolto quest’anno ai partecipanti, il cardinale Kurt Koch, presidente internazionale di Aiuto alla Chiesa che Soffre e prefetto del Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, ricorda che il Cuore Immacolato di Maria rappresenta una vita interamente aperta allo Spirito Santo e indica Maria come modello di fede, di amore e di preghiera.

L’iniziativa assume un significato particolare in un momento in cui milioni di persone si confrontano con la guerra, la violenza, la persecuzione, la povertà e l’incertezza.

"La preghiera dei bambini vuole essere, in questo contesto, un segno semplice ma universale di fiducia e di speranza: bambini di lingue, culture e Paesi diversi, uniti nella stessa preghiera per la pace", sottolinea Aiuto alla Chiesa che Soffre.

L’iniziativa “Un milione di bambini recita il Rosario” è nata in Venezuela nel 2005 e si è progressivamente trasformata in un movimento mondiale di preghiera che coinvolge bambini, famiglie, parrocchie, scuole e gruppi ecclesiali in tutti i continenti.

La campagna trae ispirazione dalle parole attribuite a San Pio da Pietrelcina: "Quando un milione di bambini reciterà il Rosario, il mondo cambierà".

L’invito non è rivolto soltanto ai bambini. ACN incoraggia anche genitori, insegnanti, sacerdoti, religiosi, catechisti e famiglie a pregare insieme a loro.

Non è necessario recitare l’intero Rosario: anche una sola decina, pregata con fede, può diventare parte di questa grande catena mondiale di preghiera.

ACN ha messo a disposizione materiali di preghiera in diverse lingue e invita i partecipanti a registrare la propria adesione, permettendo così di rendere visibile su una mappa la rete di bambini che si uniscono alla preghiera nei diversi Paesi.

L’iniziativa internazionale si svolge in collaborazione con il Santuario di Fatima, la Rete Mondiale di Preghiera del Papa e l’Apostolato Mondiale di Fatima. Quest’anno si è unito per la prima volta anche il World Rosary Day.

[Foto: Vatican Media]