Il Papa, “la piaga delle droghe mette in pericolo il futuro delle nostre società. Prevenire e contrastare i traffici, ma la giustizia sia equa, umana e credibile”

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Leone XIV riceve i partecipanti alla Conferenza interparlamentare sulla lotta alle droghe e alla criminalità organizzata nella regione Osce. “Necessario combattere il crimine, ma rispettando la dignità di ogni persona, anche di coloro che hanno commesso reati: quindi no alla pena di morte, alla tortura e a ogni forma di punizione crudele o degradante”, ha detto il Pontefice.

CITTA’ DEL VATICANO, 15 MAG – “La Santa Sede sostiene appieno ogni iniziativa che cerchi di istituire un sistema di giustizia penale efficace, giusto, umano e credibile, capace di prevenire e contrastare la produzione e il traffico di droghe illecite”. E’ quanto ha detto papa Leone XIV ricevendo oggi in udienza nella Sala Clementina i partecipanti alla Conferenza interparlamentare sulla lotta alle droghe e alla criminalità organizzata nella regione Osce.

“Riconoscendo che la vera giustizia non può accontentarsi della sola punizione – ha puntualizzato il Pontefice -, tali sforzi devono anche adottare approcci improntati alla perseveranza e alla misericordia, volti alla rieducazione e al pieno reinserimento dei trasgressori nel tessuto sociale. Lo stesso rispetto per l’inerente dignità di ogni persona, anche di coloro che hanno commesso reati, preclude il ricorso alla pena di morte, alla tortura e a ogni forma di punizione crudele o degradante”.

Secondo papa Leone, “occorrono programmi comprensivi per andare incontro a quanti sono resi schiavi dalla dipendenza, offrendo loro cure mediche, sostegno psicologico e riabilitazione continuativa”. E “questo approccio multidisciplinare deve considerare la persona umana nella sua interezza, superando sia le misure puramente repressive sia le soluzioni permissive, che non riescono a liberare gli individui dalle catene della dipendenza”. In tal modo, “possono riscoprire e vivere di nuovo la pienezza della loro dignità donata da Dio”.

Il Papa ha anche sottolineato che “l’educazione è fondamentale per la prevenzione”, contro “la devastazione profonda prodotta dalle droghe”. E “nel nostro tempo, in cui i social media tanto spesso diffondono una pericolosa disinformazione che banalizza questi rischi, l’educazione deve iniziare nella famiglia ed essere rafforzata a scuola”.

In sostanza, secondo il Papa, “prevenire e contrastare la criminalità organizzata è fondamentale per costruire società sicure, giuste e stabili. In quest’ottica, desidero rendere omaggio a tutti gli agenti delle forze dell’ordine e ai membri della magistratura che hanno sacrificato la propria vita o hanno subito ferite nell’adempimento coraggioso dei propri doveri. La loro testimonianza deve suscitare in noi sentimenti di gratitudine, responsabilità e rinnovata determinazione”.

Leone ha definito “la piaga delle droghe illecite” come “un fenomeno che sostiene reti criminali e mette in pericolo il futuro stesso delle nostre società”. E sotto tale aspetto, la Santa Sede “è fermamente convinta che lo Stato di diritto, la prevenzione della criminalità e la giustizia penale debbano progredire insieme in unità. Di fatto l’implementazione autentica dello Stato di diritto continua a essere indispensabile per lo sviluppo umano integrale. Nessuna società veramente giusta può durare se non è la legge – e non la volontà arbitraria degli individui – a rimanere sovrana (cfr. Compendio della Dottrina sociale della Chiesa, n. 408), mentre nessuna persona o gruppo, indipendentemente dal potere o dallo status, può mai rivendicare il diritto di violare la dignità e i diritti altrui o delle loro comunità”.

Pertanto, “la prevenzione e la risposta alle attività criminali sono strettamente collegate con il rispetto e la tutela dei diritti universali dell’uomo. Ciò richiede non solo gli sforzi delle forze dell’ordine, ma anche l’impegno della società in generale, a livello sia nazionale sia internazionale”, ha aggiunto il Papa.

[Foto: Vatican Media]