Il Papa, “le ricchezze del mondo concentrate nelle mani di pochi. I potenti sordi al grido della terra e dei poveri”

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Ultima udienza giubilare. “Dio ha destinato a tutti i beni del creato, perché tutti ne partecipino. Il nostro compito è generare, non derubare”. Leone XIV convoca il suo primo concistoro straordinario.

La ricchezza della terra è concentrata ingiustamente nelle mani di pochissimi, che si rifiutano anche di ascoltare il grido della terra e quello dei poveri. Papa Leone fa amare constatazioni nell’ultima delle udienze giubilari in Piazza San Pietro, ormai a pochi giorni dalla chiusura dell’Anno Santo “della speranza”, che si concluderà il 6 gennaio.

“San Paolo scrive ai cristiani di Roma qualcosa che ci fa pensare: ‘Sappiamo infatti che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi’ (Rm 8,22) – afferma il Pontefice -. È un’immagine molto forte. Ci aiuta ad ascoltare e a portare in preghiera il grido della terra e il grido dei poveri”. “’Tutta insieme’ la creazione è un grido – prosegue -. Ma molti potenti non ascoltano questo grido: la ricchezza della terra è nelle mani di pochi, pochissimi, sempre più concentrata – ingiustamente – nelle mani di chi spesso non vuole ascoltare il gemito della terra e dei poveri”.

“Dio ha destinato a tutti i beni del creato, perché tutti ne partecipino – ricorda quindi papa Prevost -. Il nostro compito è generare, non derubare. Eppure, nella fede il dolore della terra e dei poveri è quello di un parto. Dio genera sempre, Dio crea ancora, e noi possiamo generare con Lui, nella speranza. La storia è nelle mani di Dio e di chi spera in Lui. Non c’è solo chi ruba, c’è soprattutto chi genera”.

Leone XIV ricorda anche che questa è “l’ultima delle udienze giubilari del sabato, avviate lo scorso gennaio da Papa Francesco. Il Giubileo volge al termine, non finisce però la speranza che questo Anno ci ha donato: rimarremo pellegrini di speranza!”. “Abbiamo ascoltato da San Paolo: ‘Nella speranza, infatti, siamo stati salvati’ (Rm 8,24) – è la sua argomentazione -. Senza speranza, siamo morti; con la speranza, veniamo alla luce. La speranza è generativa. Infatti è una virtù teologale, cioè una forza di Dio, e come tale genera, non uccide ma fa nascere e rinascere. Questa è vera forza. Quella che minaccia e uccide non è forza: è prepotenza, è paura aggressiva, è male che non genera niente. La forza di Dio fa nascere. Per questo vorrei dirvi infine: sperare è generare“.

La conclusione del Giubileo con la chiusura della Porta Santa di San Pietro, il prossimo 6 gennaio, festa dell’Epifania, sarà seguito immediatamente da un evento in cui papa Leone rinsalderà con i cardinali di tutto il mondo le basi per il suo governo della Chiesa universale e per l’azione di questa nel mondo. Com’era stato anticipato nelle scorse settimane, infatti, il Pontefice ha convocato per subito dopo la chiusura dell’Anno Santo il suo primo Concistoro straordinario.

“Come già annunciato nel mese di novembre scorso, il Santo Padre ha convocato il primo Concistoro straordinario del Suo Pontificato, che si terrà nei giorni 7 e 8 gennaio 2026”, ha confermato ieri la Sala stampa della Santa Sede. L’incontro “si svolgerà nell’arco di due giornate e sarà caratterizzato da momenti di comunione e di fraternità, nonché da tempi dedicati alla riflessione, alla condivisione ed alla preghiera. Tali momenti saranno orientati a favorire un discernimento comune e ad offrire sostegno e consiglio al Santo Padre nell’esercizio della Sua alta e gravosa responsabilità nel governo della Chiesa universale”. “Il Concistoro si colloca nel contesto della vita e della missione della Chiesa, e intende rafforzare la comunione tra il Vescovo di Roma ed i Cardinali, chiamati a collaborare in modo particolare alla sollecitudine per il bene della Chiesa universale”, ha aggiunto la Sala stampa.

Ieri intanto, con una messa nel carcere romano di Rebibbia, il cardinale vicario di Roma Baldo Reina, ha chiuso la Porta Santa che era stata aperta da papa Francesco nell’istituto di pena, per la prima volta nella storia, il 26 dicembre dello scorso anno. E prima di quella di San Pietro il 6 gennaio, saranno chiuse anche le Porte Sante nelle altre basiliche papali: il 25 dicembre, giorno di Natale, alle 18.00, nella Basilica di Santa Maria Maggiore (dal cardinale arciprete Rolandas Makrickas); sabato 27 dicembre alle 11.00 nella Basilica di San Giovanni in Laterano (ancora dal card. Reina); domenica 28 dicembre alle 10.00 nella Basilica di San Paolo fuori le Mura (dal cardinale arciprete James M. Harvey).

[Foto: Vatican Media]