
Il Papa, “non più tollerabili le ingiustizie strutturali tra chi è sempre più ricco e chi è sempre più povero”

CITTÀ DEL VATICANO, 13 NOV – “Non possiamo più tollerare ingiustizie strutturali per cui chi più ha, ha sempre di più, e viceversa chi meno possiede, sempre più diventa impoverito”. È quanto scrive Papa Leone XIV nell’Introduzione inedita al suo nuovo libro ‘La forza del Vangelo. La fede cristiana in 10 parole’, che sarà pubblicato il 20 novembre prossimo in lingua italiana da Libreria Editrice Vaticana.
Il libro, curato da Lorenzo Fazzini, responsabile editoriale di Libreria Editrice Vaticana, è un’antologia di interventi e discorsi di Leone XIV organizzata intorno a 10 parole-chiave del cristianesimo, presentate in quest’ordine: Cristo, cuore, Chiesa, missione, comunione, pace, poveri, fragilità, giustizia, speranza.
Nella sua Introduzione Leone XIV, guardando alla situazione del mondo contemporaneo, afferma: “L’odio e la violenza rischiano, come un piano inclinato, di tracimare finché la miseria si espande tra i popoli”. Di fronte a questo, Papa Prevost individua un rimedio possibile: “Proprio il desiderio di comunione, il riconoscerci fratelli, è antidoto a ogni estremismo”.
Il libro ‘La forza del Vangelo’ sarà oggetto di alcuni incontri pubblici nei prossimi giorni in diverse città italiane su iniziativa di Libreria Editrice Vaticana e di alcune realtà ecclesiali e culturali. Queste le date: 21 novembre, Vicenza e Cremona; 25 novembre, Trento; 1 dicembre, Verona; 5 dicembre, Genova; 15 dicembre, Cagliari.
Oltre alla presentazione del libro ‘La forza del Vangelo’, in tali occasioni verranno proiettati i documentari ‘León de Perù’ e il recente ‘Leo from Chicago’, prodotti dal Dicastero per la Comunicazione, dedicati alla stagione missionaria di Prevost in Perù e alle sue radici statunitensi.
“L’economia vale non in sé ma per quanto tutela dignità umana e creato”
Leone XIV parla di economia anche nel messaggio inviato ai partecipanti alla 31.ma Conferenza industriale dell’Argentina, in programma oggi a Buenos Aires: il successo di un’impresa non si misura unicamente sul guadagno, ma anche sulla sua capacità di generare sviluppo e coesione sociale. Il mondo ha bisogno urgente di imprenditori al servizio del bene comune.
Lo aveva insegnato in termini “incredibilmente attuali” Leone XIII con la sua Rerum novarum più di 130 anni fa e la Chiesa oggi continua a riaffermare che “l’economia non è un fine in sé, bensì un aspetto essenziale, ma parziale, del tessuto sociale, nel quale si sviluppa il progetto di amore che Dio ha per ogni essere umano”. E che “il bene comune esige che la produzione e il beneficio non si perseguano in modo isolato, ma che si orientino alla promozione integrale di ogni uomo e di ogni donna”. Leone XIV riecheggia il magistero dell’ultimo secolo sul lavoro, la giustizia che deve guidarlo e la solidarietà che deve animarlo nel messaggio inviato alla 31.ma Conferenza industriale dell’Argentina, in programma oggi, 13 novembre, a Buenos Aires.
L’economia che genera solidarietà
Oltre al predecessore di cui porta il nome, Papa Leone si rifà alla testimonianza che offrì in vita Enrique Shaw, industriale argentino classe 1921, morto nel ’62, che la Chiesa annovera tra i Venerabili, il quale – ricorda il Papa – “comprese che l’industria non era soltanto un ingranaggio produttivo, né un mezzo per accumulare capitale, ma una vera comunità di persone chiamate a crescere insieme”. Dunque, sottolinea il messaggio, la redditività per Shaw non era concepita “come un assoluto, ma come un aspetto importante per sostenere un’impresa umana, giusta e solidale”. Nei suoi scritti – in particolare …Y dominad la Tierra, pubblicato pochi mesi prima di morire – “si percepisce chiaramente – nota Leone XIV – l’ispirazione di Rerum Novarum, che chiedeva agli imprenditori di ‘non tenere gli operai schiavi; [di] rispettare in essi la dignità della persona umana, nobilitata dal carattere cristiano’”.
Sfida costante per l’equità
Se la Rerum novarum, denunciando “le condizioni ingiuste di molti lavoratori”, insisteva sul diritto a un salario equo e in generale a condizioni di vita che permettessero di vivere con dignità – spronando nel contempo i più abbienti a “evitare attentamente di pregiudicare anche solo minimamente il sostentamento dei meno favoriti” – l’eco di quelle parole, scrive Leone XIV, risuona oggi “come una sfida costante” perché invita “a non misurare il successo dell’impresa unicamente in termini economici, ma anche in base alla sua capacità di generare sviluppo umano, coesione sociale e cura del creato”.
L’esempio di Enrique Shaw
Le scelte che fece Shaw come industriale, ispirato dai valori del Vangelo – e cioè offrire salari giusti, avviare programmi di formazione, preoccuparsi della salute degli operai, accompagnarne le famiglie “nelle necessità più concrete” – dimostrano, asserisce il Papa, “che la Dottrina Sociale non è una teoria astratta, né un’utopia irrealizzabile, bensì un cammino possibile che trasforma la vita delle persone e delle istituzioni ponendo Cristo al centro di ogni attività umana”, senza che questo gli risparmiasse critiche e persecuzioni. L’esempio di Shaw, conclude Leone XIV, evidenzia come il mondo abbia bisogno” con urgenza di imprenditori e dirigenti che, per amore a Dio e al prossimo, lavorino a favore di un’economia che sia al servizio del bene comune”.
[Foto: Vatican News]



