
Il Papa, “opporsi a chi schiaccia i deboli, si serve dei conflitti per selezionare i più forti, considera chi soccombe come spazzatura della storia”

La messa con quattro ordinazioni episcopali nella Basilica di San Giovanni in Laterano. Ai nuovi vescovi ausiliari Leone XIV rivolge le raccomandazioni di papa Francesco: “essere una Chiesa ‘ospedale da campo’, essere pastori di strada, avere nel cuore le periferie materiali ed esistenziali”. E ancora: “non accomodatevi nei privilegi che la vostra condizione potrebbe offrirvi, non seguite la logica mondana dei primi posti, siate testimoni di Cristo che è venuto non per essere servito ma per servire”.
ROMA, 2 MAG – Opporsi “ai progetti che schiacciano i deboli, non rispettano la dignità di ogni persona, si servono dei conflitti per selezionare i più forti, mentre trascurano chi resta indietro, chi non ce la fa, considerando chi soccombe come spazzatura della storia”. E’ il forte richiamo pronunciato da papa Leone XIV nella messa di questo pomeriggio nella Basilica di San Giovanni in Laterano in cui, alla presenza del cardinale vicario Baldo Reina, ha ordinato vescovi quattro nuovi ausiliari per la Diocesi di Roma, la “sua” Diocesi: Stefano Sparapani, Alessandro Zenobbi, Andrea Carlevale e Marco Valenti, tutti sacerdoti provenienti dal clero romano e con esperienza pastorale come parroci nella Capitale.
“Ecco perché, fino ad oggi, si diventa pietre scartate dagli uomini e scelte da Dio – ha sottolineato il Papa nell’omelia, commentando la celebre metafora biblica, cara ai primi cristiani -: quando con la vita e la parola ci si oppone ai progetti che schiacciano i deboli, non rispettano la dignità di ogni persona, si servono dei conflitti per selezionare i più forti, mentre trascurano chi resta indietro, chi non ce la fa, considerando chi soccombe come spazzatura della storia. Gesù ha camminato in mezzo a noi da profeta disarmato e disarmante, e quando è stato scartato non ha cambiato stile”.
“Ed ora mi rivolgo a voi, carissimi fratelli che da oggi sarete vescovi ausiliari di questa Chiesa, la cui cura ho ricevuto in dono – ha proseguito -; a voi che, con il Cardinale Vicario, potrete aiutarmi ad essere riflesso del Buon Pastore per il popolo romano e a presiedere alla carità di tutto il popolo santo di Dio sparso sulla terra”.
Leone ha incoraggiato i nuovi vescovi ausiliari “a raggiungere le pietre scartate di questa città e di annunciare loro che in Cristo, nostra pietra angolare, nessuno è escluso dal diventare parte attiva dell’edificio santo che è la Chiesa e della fratellanza fra gli esseri umani”. A suo avviso, “riverbera in questa immagine l’appello dell’Esortazione apostolica Evangelii gaudium di Papa Francesco: essere una Chiesa ‘ospedale da campo’, essere pastori di strada, avere nel cuore le periferie materiali ed esistenziali. Da presbiteri, voi avete accolto questo invito, insieme alle comunità parrocchiali che avete accompagnato. Ora viene una nuova chiamata, una ulteriore vocazione, che ha sempre lo stesso cuore: nessuno, proprio nessuno deve pensarsi come scartato da Dio, e voi sarete araldi di questa bella notizia che è al centro del Vangelo”.
“Lasciate agire in voi lo Spirito di profezia – ha detto ancora papa Prevost -: non accomodatevi nei privilegi che la vostra condizione potrebbe offrirvi, non seguite la logica mondana dei primi posti, siate testimoni di Cristo che è venuto non per essere servito ma per servire (cfr Mc 10,45). Sarete profeti nel vostro ministero, se sarete uomini di pace e di unità, componendo, con fili di grazia e misericordia, gli spazi larghi e popolosi di questa Diocesi, armonizzando le differenze, accogliendo, ascoltando, perdonando”.
“Non fatevi cercare, fatevi trovare – ha aggiunto -. E fate in modo che i presbiteri, i diaconi, le religiose e i religiosi, le laiche e i laici impegnati nell’apostolato non si sentano mai soli. Aiutateli a rianimare la speranza nei loro diversi ministeri e a sentirsi parte di una stessa missione. Sappiate sempre, instancabilmente, motivare le persone e le comunità, richiamando con semplicità alla bellezza del Vangelo”.
“I poveri di Roma, i pellegrini, i visitatori che qui giungono da ogni parte del mondo, possano trovare negli abitanti di questa città, nelle sue istituzioni, nei suoi pastori quella maternità che è il volto autentico della Chiesa. La Salus Populi Romani, Madre della nostra fiducia, ci guidi e ci custodisca sempre lungo il cammino”, ha concluso il Papa.
[Foto: Vatican Media]


