Il Papa, “preoccupazione per quanto accaduto a Ceuta. Si trovino soluzioni di pace, stabilità e giustizia per i migranti”

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CITTA’ DEL VATICANO, 2 AGOSTO – “Seguo con preoccupazione l’allarmante situazione a Ceuta, chiedendo a Dio, per l’intercessione di Nostra Signora d’Africa, che si possano trovare soluzioni di pace, di stabilità e di giustizia”. E’ quanto ha detto all’Angelus in Piazza San Pietro, parlando in spagnolo, papa Leone XIV su quanto accaduto in questi giorni nell’enclave spagnola di Ceuta, a nord del Marocco.

Nella cittadina, in queste ore, la situazione rimane ancora difficile dopo che, il 30 e 31 luglio scorso, un flusso imponente di migranti provenienti dal Marocco ha attraversato il confine – evidentemente incentivati anche da un atteggiamento quanto meno ‘favorevole’ delle autorità del regno nordafricano -, situazione senza precedenti che ha provocato numerose vittime, oltre a forti scontri sul piano politico anche a livello europeo. Secondo fonti delle forze di sicurezza citate dall’agenzia Efe, i migranti rientrati in Marocco sarebbero circa 73.500 e le vittime 71. Il Ministero dell’Interno spagnolo, tuttavia, non conferma queste cifre e mantiene una stima ufficiale di oltre 48.300 rientri a fronte di 50.000-60.000 ingressi.

Nella giornata di ieri, sul confine marittimo che separa il territorio di Ceuta da quello del Marocco, la Spagna ha provveduto ad installare una barriera galleggiante fatta di boe e cavi d’acciaio nel tentativo di scoraggiare gli attraversamenti a nuoto e rendere più difficile l’accesso alla costa.

“Eventi come questi non devono ripetersi”, ha dichiarato ieri, con una nota ufficiale rilasciata dalla Casa Reale, il Re di Spagna, Filippo VI. Il monarca ha seguito gli eventi “con grande preoccupazione e indignazione” e ha sottolineato la necessità che lo Stato debba garantire la sicurezza per evitare la tragica perdita di vite umane.

L’esecutivo spagnolo guidato da Pedro Sànchez ha fortemente reagito alle critiche di altri governi europei – tra cui quello italiano che ha sospeso temporaneamente gli accordi di Schengen con la Spagna -, rivendicando la bontà e l’efficacia delle proprie politiche migratorie e puntando il dito contro i provvedimenti come quello italiano.

Orizzonti Mediterranei: mons. Satriano, “la questione migratoria non può essere affrontata soltanto come un problema di sicurezza o di gestione dei confini”

“Le vicende di questi giorni, dalle drammatiche immagini provenienti da Ceuta alle crescenti tensioni che attraversano le frontiere d’Europa, ci ricordano che non possiamo abituarci a una politica che, in nome di un presunto disumano ragionevole, consideri le persone semplici strumenti di pressione geopolitica. Il ricatto esercitato attraverso il controllo dei flussi migratori rivela tutta la fragilità di un modello che rischia di sacrificare la dignità umana agli equilibri del potere”. E’ quanto dichiara mons. Giuseppe Satriano, arcivescovo di Bari-Bitonto, a conclusione nel capoluogo pugliese dell’incontro nazionale “Orizzonti Mediterranei”, “vissuto con intensa partecipazione dalle presidenze diocesane e dalle delegazioni regionali dell’Azione Cattolica Italiana, e accolto con gioia dalla Chiesa di Bari-Bitonto e dall’intera Città”.

“Sono stati giorni di ascolto, di confronto e di fraternità che hanno confermato il Mediterraneo non come un confine che divide, ma come uno spazio di incontro nel quale il Vangelo continua a interrogare la storia”, osserva il presule.

Secondo mons. Satriano, “la Dottrina Sociale della Chiesa, come ci ricorda Papa Leone XIV, non è neutrale: è dalla parte della persona, è dalla parte dei poveri, degli ultimi, di quanti vedono negata la propria dignità. Per questo la questione migratoria non può essere affrontata soltanto come un problema di sicurezza o di gestione dei confini. Essa interpella la coscienza dell’Europa e domanda politiche nuove, lungimiranti e condivise, capaci di coniugare legalità, accoglienza, cooperazione internazionale e sviluppo dei popoli”.

“Il migrante non è una minaccia da contenere, ma una persona da incontrare; non un peso da sopportare, ma una possibilità di crescita umana, culturale e spirituale – afferma mons. Satriano -. Ogni volto custodisce una storia, ogni storia una speranza che chiede di essere riconosciuta”.

“Da Bari, città che si affaccia sul Mediterraneo come ponte tra i popoli e le culture – dice ancora l’arcivescovo -, desideriamo rilanciare un appello perché il mare torni a essere luogo di comunione e non di morte, di cooperazione e non di contrapposizione. Dobbiamo lasciarci ferire. La pace, la giustizia e la fraternità non nasceranno dall’innalzare muri sempre più alti, ma dal costruire relazioni più vere e responsabili”.

“Il cammino condiviso in questi giorni con l’Azione Cattolica rinnova la nostra convinzione che il Vangelo possiede ancora la forza di generare cittadinanza, di educare alla responsabilità e di aprire orizzonti di speranza – conclude Satriano -. È questo il contributo che la Chiesa desidera offrire al nostro tempo: custodire la dignità di ogni persona e alimentare la speranza di un Mediterraneo finalmente riconciliato, dove nessuno sia straniero e tutti possano sentirsi fratelli”.

[Foto: Vatican Media, Vatican News, Fondazione Missio]